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SONDAGGIO
Gagliardini-Inter, è il nome giusto per completare la squadra di Pioli?
  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Rivoluzione Thohir: Mazza andrà via, già sondati due nomi (uno ha detto no, l'altro...). Seedorf ha preso una decisione sul Balo "rissoso". Questione rigori: un toscano fa risorgere la supercazzola

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai e Telelombardia
25.02.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 39849 volte
© foto di Federico De Luca

Questa settimana italica passerà alla storia per quattro immagini che - almeno per chi scrive - resteranno fisse nella mente da qui all'eternità.

No, lo sgambetto di Pirlo su El Kaddouri non c'entra un fico. Neanche il rigore negato a Icardi c'entra un fico. Ecco le istantanee succulente che contano davvero: 1) La barba spaziale del maestro Peppe Vessicchio. 2) La mega balconata fiorita dell'Arisa nazionale. 3) Rachida che si leva dai maroni a Masterchef. 4) Il lato B della Boschi, immortalata da sapiente fotografo mentre firma il ministeriato alle riforme e al quanto bbbona sei.

Ma purtroppo vengo spesso rimproverato per il mio continuo divagare su fatti e fatterelli che poco c'entrano con l'unica cosa che conta davvero in Italia: la fiction "Braccialetti Rossi". Scherzo: il maledetto calcio. E allora mi approprio senza permesso dell'espressione "fare una cosa di giorno" (sta per "muoviamoci", "spicciamoci", "non perdiamo tempo") cosicché voialtri possiate arrivare in fondo a codesta articolessa.

Procediamo. Tanto per iniziare abbiamo saputo che - zitto zitto cacchio cacchio - il buon Thohir domenica sera si è fatto quattro salti nella movida milanese, giusto per dimenticare gli incubi di San Siro. Il presidentissimo non ha preso benissimo lo straziante primo tempo contro il Cagliari, né il risultato finale. Soprattutto si sta interrogando su un fatto inquietante: "Come mai la gente quando mi vede si dà una grattata?". Ecco, insomma, nel Paese del scaramanzia "sempre e comunque" c'è chi sostiene che l'indonesiano porti una iella micidiale. Trattasi di cattiverie della peggior specie, ovviamente. La verità - e qui non scherziamo più - è che il sciur Erick pare abbia preso delle decisioni succulente ben prima dell'1-1 di domenica. I beninformati sostengono che a prescindere da come vada a finire il campionato, Walter Mazzarri verrà fatto accomodare all'uscita della Pinetina (con lautissima liquidazione ovviamente). Per sostituirlo sono già partiti i sondaggi: Frank de Boer, attuale tecnico dell'Ajax, avrebbe rifiutato l'offerta come neanche ai bei tempi dei pacchi di Bonolis. Altro discorso per un monumento del calcio mondiale, ingolosito dalla possibilità di un'esperienza in Italia. Per garantire l'anonimato alla nostra fonte non vi diremo il nome del tecnico in questione, ma ci limiteremo a una descrizione sommaria e a prova di luminol: è praticamente brizzolato (più che altro "giallo Arbore"), alto quasi due metri, parla molto bene l'inglese e benissimo il francese, ha di recente avuto un battibecco con Sua Santità Josè, inizia per "Ar" e finisce per "senewenger". Ci rendiamo conto che gli indizi sono pochi e raffazzonati, ma di più proprio non possiamo dire. Sappiate però che la pista è piuttosto calda.

Non che Thohir ce l'abbia con Mazzarri, per carità, semplicemente non condivide il suo modo di intendere il calcio (in particolare non apprezza come il toscano gestisce le rotazioni in rosa). Insomma: è d'accordo con la gran parte dei tifosi nerazzurri, infastiditi da due aspetti della filosofia mazzariana. 1) La scelta dei titolari secondo la legge del "vanno bene anche bolliti purché siano affidabili". 2) Le dichiarazioni post partita in puro stile "qualunque cosa sia successa io non ho responsabilità, a meno che non si sia vinto, allora credo francamente che sia tutto merito mio". Per carità, Walter segue i ragazzi tutta la settimana e ha il diritto di dire "dopo dieci minuti Icardi non ce la fa più" (vedi post Fiorentina) o "adesso magari Maurito partirà dall'inizio ma al massimo regge 45 minuti" (vedi post Cagliari), solo che certe cose dovrebbe tenerle all'interno dello spogliatoio, mica sbandierarle a questo o quel giornalista in sala stampa. E poi: basta con la storia della "sfortuna incredibile", o quella dell'Inter "che è un cantiere in costruzione", o quell'altra sul "miracolo che faremmo in caso di quinto posto". Piuttosto ci parli di WhatsApp che sabato sera è andato a donnacce lasciando il mondo intero nel panico e con l'inquietante interrogativo: "E ora? Non dovremo mica parlare con la gente per davvero!! Nooooo!!".

Tra i più disperati per la faccenda "uozzap" c'era sicuramente Marione Balotelli, che giusto sabato è finito in un nuovo casino discotecaro dalle parti di Santa Margherita. Del fatto in questione sapete già tutto e sapete anche che domenica, i compagni impegnati a Genova hanno sbriciolato la Samp disputando un partitone in puro stile "vecchio Milan". Al posto di Mario c'era l'umile Pazzini, uno che sta sempre al suo posto e quando viene chiamato in causa fa tanto lavoro sporco, di quello che piace agli allenatori. La sensazione è che Seedorf con una vera prima punta in campo possa far rendere al meglio il Diavolo per come ce l'ha in testa lui. Certo, è difficile immaginare SuperMario in panchina come l'ultimo dei bambocci, ma a lungo termine (leggi: "fine della stagione") la possibilità "Mario fa fagotto" non è assolutamente da scartare.

Da ultimo un paio di noiosissime faccende da bar sport (ma neanche troppo). Sulla questione "rigori dati e non dati" eviteremo (come si conviene ad ogni gran visir dei paraculi) di prendere una posizione precisa. O meglio, tutti sappiamo che: il rigore su Llorente era netto, quello su El Kaddouri anche di più, quello su Icardi un po' meno, ma se dai quello per fallo di mano di Juan Jesus allora, figliolo mio (inteso come arbitro di turno), mettiti una mano sulla coscienza e fischia pure quello sull'argentino. Di sicuro fanno impressione le dichiarazioni del buon Braschi: "La tv può aiutare solo in occasione del gol-no gol oppure quando un fallo è commesso fuori o dentro area. Poi, sul campo, in tutte le altre occasioni, decide l'arbitro. Vogliamo che il calcio sia degli uomini o della tv?". Beh, francamente, se si tratta di garantire la regolarità delle partite, allora viva le tv e la tecnologia. Oppure no, amico Braschi?

Due righe finali a proposito dei maledetti striscioni su Superga (o quelli sull'Heysel, quelli su Facchetti ecc ecc). Pensare che un non meglio precisato pirlacchione decida di prendere un lenzuolo, acquisti spendendo qualche euro una bomboletta spray, si metta in un qualche angolo di casa sua o dello stadio, pensi a una troiata da scrivere e la traduca in cattiveria gratuita contro i cari estinti del tifo opposto, mi fa pensare che con codesto tizio la natura sia stata già tanto, tanto, tanto crudele.

Ps. "Zigzag tra le automobili, semaforo rosso non rispettato, limite di velocità umiliato, schianto contro un albero". Per cotanta impresa, Mbaye Niang, attaccante del Milan attualmente in prestito al Montpellier, si è beccato 18 mesi con la condizionale. Da oggi gli vogliamo tutti un po' di bene in più.


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