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Editoriale

Roma, Inter e Juve. Tre storie (diverse) di mercato...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
18.02.2016 14.18 di Luca Marchetti  articolo letto 40143 volte
© foto di Federico De Luca

Vedere la Roma in Champions tenere testa al Real Madrid lascia aperto un dilemma probabilmente in tutti i tifosi giallorossi: ma se Spalletti fosse arrivato prima? E una domanda forse inutile ma l'interrogativo è lecito, almeno tanto quanto l'uovo o la gallina. Ora sarebbe anche scontata la risposta, visto quello che sta succedendo ora a Trigoria.

La Roma ha più sicurezze, sembra avere più personalità determinata anche dalle scelte, a sorpresa, dell'allenatore toscano. Che - e questo va però sottolineato - ha avuto, a differenza del francese, due uomini in più che sono arrivati dal mercato e che ora stanno dimostrando di meritare eccome un palcoscenico importante come la Champions League. Perotti ed El Shaarawy, quanto annunciati tanto sofferti non solo si sono integrati subito, ma sono sempre o quasi titolari e sono sempre o quasi decisivi. Sia nello sviluppo del gioco che nella proposizione della manovra. Insomma il mercato ha funzionato. E non a caso la Roma è quella che si è mossa di più.

Lo stesso, non si può dire dell'Inter. Che aveva una cartuccia. E Mancini ha preferito giocarsela in attacco, vista la variazione di sistema di gioco. Certo, se avesse potuto scegliere Mancini avrebbe preso anche Soriano. Ma bisogna far tornare anche i conti e quindi sottostare ai fragili equilibri del fai play finanziario. Eder però - invocato per poter fare i gol facili - non ha ancora inciso. Quattro presenze, zero gol. Il migliore in questo momento è Palacio, uno della vecchia guardia. Quella che in questo momento di difficoltà manca all'Inter, quella a cui una squadra nei momenti critici si aggrappa. E' successo alla Juve e lì Buffon e soci ci hanno messo la faccia e hanno dato la scossa. Al Milan ci ha pensato MIhajlovic. All'Inter in questo momento Mancini sembra più nervoso del solito. Questi giorni di ritiro serviranno per ricompattare l'ambiente? Anche perché la scommessa che ha fatto l'Inter sul futuro non è indifferente. Proprio per questo Thohir sta viaggiando per l'Europa. Sa che se l'Inter dovesse fallire l'obiettivo grosso deve trovare un paracadute di emergenza. L'ingresso in Champions nello specifico e in assoluto in Europa è vitale per tenere l'Inter nell'empireo. Altrimenti si dovrà, necessariamente, adottare un regime di lacrime e sangue. I soldi che non arriverebbero dall'Europa o li mette direttamente Thohir (ecco perché cerca nuovi soci) andando però incontro a possibili sanzioni da parte dell'Uefa sul FFP oppure si vende qualche pezzo pregiato, rinunciando così a un rilancio immediato. Ecco perché è vitale l'Europa, ecco perché è vitale la Champions. E' ovvio che questo discorso vale per tutti, ma per l'Inter (visto che manca dalla Champions da più tempo) è ancor più importante.

Il concetto che vincere aiuta a vincere e a consolidarsi è lampante per la Juventus. Su Sky, nei giorni scorsi, abbiamo fatto un'analisi. Le 15 vittorie consecutive hanno regalato ai bianconeri non solo il primato in classifica ma anche una rosa più "ricca". In totale, secondo transfermarkt, sono quasi 30 i milioni "guadagnati" dalla Juve negli ultimi 6 mesi rispetto alle valutazioni (opinabili quanto volete) dei nostri colleghi di un sito che comunque è un riferimento per chi si occupa di mercato. Il dato più importante è soprattutto che nessuno dei giocatori bianconeri ha perso valore. E se si ripensa a quello che molti dicevano all'inizio della stagione quando le cose non giravano sembra ancora di più un miracolo. Alex Sandro pagato troppo, Dybala punto interrogativo perché Allegri aspettava a buttarlo dentro, Khedira non all'altezza, Zaza non da Juve, Mandzukic non vale Tevez. Parlatene ora di questi qui... e vedete se in giro i giudizi sono gli stessi di 6 mesi fa... Ed è giusto quindi che Allegri sia cercato dalle big d'Europa, Chelsea in testa. Lui non vuole se ne parli più e Marotta dice che rimarrà a Torino. Ma sottotraccia i blues si muovono, Allegri non è l'unico candidato ma è certamente serissimo.

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