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Seedorf, sbarco a Milano: Barbara ha già il regalo di benvenuto (ma con Galliani sono fuochi e fulmini). Thohir mette in saldo l'Inter: tra i sacrificati c'è una sorpresa (e il futuro è anche più grigio). Juve degli oracoli: tre nomi insospettabi

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Mediaset Premium e Telelombardia.
14.01.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 65285 volte
© foto di Federico De Luca

C'è questo tizio, Charlie, che è il mio barista preferito. Lavora in un locale in via Panfilo Castaldi, a Milano, e miscela dei cocktail sontuosi. Per dire: se gli chiedi un generico "Cuba" non ti butta dentro il rum cinese marca "lum", ma sciccherie importate, roba buona che esce da bottiglie sfiziosissime: la sera ti sbronzi, il giorno dopo non hai il mal di capa e l'acidità che sale fin su nella trachea.

Ebbene, Charlie, a maggio scorso mi fa: "Seedorf è a un passo dal Milan, non c'è ancora l'ufficialità ma Berlusconi l'ha scelto". E tra un'oliva e un sottaceto scopro che questo colosso olandese è buon amico di Clarence, nonché primo interprete del centrocampista quando arrivò a suo tempo in Italia. Non dubito di Charlie secondo la legge del "fidati solo della mamma e di chi ti dà da bere" e indago un po'. In effetti vien fuori la verità, il Cavaliere vuol cambiare: tanti saluti ad Allegri che gli ha fatto venire l'orchite e dentro Clarence che ha un'idea del calcio e della vita simile a quella del suo ex datore di lavoro.

Sembra fatta, proliferano gli articoli dei colleghi - evidentemente beoni di un certo livello come il sottoscritto - e insomma tutti son certi: "Seedorf ha fatto le scarpe ad Allegri". Sul più bello cambia qualcosa: Galliani attiva la contraerea, convince Silvio, porta Max ad Arcore, fa capire al presidente che l'ambiente spinge per la conferma del toscanaccio e se proprio bisogna cambiare allora meglio puntare su Inzaghi Pippo, già "Super". Silvio lascia fare, ma sa che è tempo perso.

Sei mesi dopo siamo qui a raccontare di un avvicendamento che forse porterà benefici o forse no. C'è solo una certezza: andava fatto prima. Sappiamo che Berlusconi per Seedorf farà quello che non ha fatto nelle ultime due stagioni: tornerà a parlare di calcio e ricomincerà a spendere (non a "spandere", a "spendere").

Per capirci, questo è un estratto del tmw dello scorso 4 giugno, all'indomani della cena di Arcore: "Con Allegri in sella il rischio è che il Cavaliere abbia costantemente la balle fumanti e che quindi eviti di spendere e spandere sul mercato. Arriveranno pochi giocatori, per il resto si penserà a tagliare, ché la rosa è assai ampia. Una scelta logica, condivisibile, ma l'avvento di Seedorf probabilmente avrebbe risvegliato la fame di vittorie del patron, lo avrebbe convinto a scucire il grano. Così invece si intravedono nubi cumoliformi all'orizzonte, quelle cariche di fulmini e acqua piovana». É arrivata l'Honda, ma è stata sovrastata dallo tsunami Berardi.

Tanti saluti ad Allegri, quindi, Seedorf arriva in tutta fretta dal Brasile. L'olandese chiede uno staff di ex rossoneri di ferro (Stam e Kluivert in testa oltre all'argentino Crespo) e vuole portare al Diavolo la filosofia Ajax. Un sogno per Silvio e per Barbara Berlusconi, che s'è presa il Milan nella notte di Reggio Emilia. BB potrebbe convincere papà a fare un regalo al nuovo allenatore, soprattutto in vista dell'Atletico Madrid: Essien e Banega sono i sogni europei, Parolo la pista concreta e italiana. Tanti saluti invece al "cocco" di Max, Matri: mister 12 milioni finirà alla Fiorentina, silurato in tempo reale insieme al suo "papà" pallonaro. E Galliani, che fa? Quello che ha fatto nell'ultimo mese: il suo dovere fino a quando arriverà il momento dei saluti.

Il resto son tristi faccende interiste. Per settimane, mesi, Erick Thohir ci ha parlato del futuro radioso che attendeva l'Inter. Erano sorrisi, fetentissime strizzate d'occhio, "chi non salta lossonero è" e lezioni sulla differenza tra fuorigioco e sfondamento. Dopo aver bello che convinto Massimo Moratti a mollargli la società, Et ha deciso di dire la verità a denti e chiappe strettissime: «Soldi da mettere sul mercato al momento non ce ne sono, per comprare bisogna vendere, ma fra tre anni vedrete...». Il problema è che l'Italia non è l'Indonesia e in tre anni può tranquillamente venir giù il Paese, altro che calcio.

Che poi non c'è molto da cedere per far cassa in una rosa piena di cariatidi e ragazzini. Per non parlare dello stadio nuovo, priorità sbandierata e divenuta in breve tempo l'ultima voce sulla lista degli interventi da fare.

Il primo nome sull'elenco dei partenti resta quello di Guarin, uno che lotta come un drago ma «non è attaccato alla maglia». Il Chelsea ha deciso di spendere 22 milioni per Matic del Benfica, piuttosto che investire sul colombiano. Chi lo vorrà? Più facile veder partire Ranocchia: il Borussia Dortmund s'è fatto vivo, Klopp lo ha ammesso candidamente a Zurigo. Ma in una difesa già traballante, meglio non togliere un altro tassello pena l'effetto "Jenga". Rischia così di finire sull'altare come Isacco il baby Kovacic che piace a mezza Europa, United in testa, alla ricerca di centrocampisti per aprire in fretta il ciclo Moyes (prima che i tifosi dei Red Devils ne chiedano la testa).

Chi gode, non per cattiveria, è la solita Signora. Berardi, acquistato per un tozzo di pane (la metà di Marrone) è già bianconero. Stesso discorso per i compagni Zaza e Chibsah. Per non parlare del "nuovo Buffon" Leali e di tutti gli altri ragazzi marchiati di bianconero in giro per la Serie A. La Juve del futuro è già qui, quella di oggi macina punti e record che è un piacere. Avevamo detto che le sfide per Marotta sarebbero state i rinnovi di Pirlo e Pogba. Quella del regista azzurro è sempre più vicina, quella del francesino pure. La tassa da pagare a Raiola non sarà leggera (Abate e forse un altro colpo), ma permetterà alla Signora di tenterà l'impresa europea nella prossima stagione. Poi il francesino dovrà partire per i lidi dorati d'Europa.

Antonio Conte chiede uomini per mettere in piedi un 4-3-3 da Champions come quello che ha spaventato il Real Madrid: Cerci, Nani, Menez compongono la margherita degli affari economici che Marotta sfoglia con cura. Di Maria invece può arrivare solo con i sogni di una cessione importante, magari quella di Marchisio, osservato da Moyes in persona al Sant'Elia (ma sul Principino sono in vantaggio quelli del Principato).

In chiusura un appunto sui "comunicati ufficiali". Ieri son stati rispediti al mittente Allegri e Nicola con l'asfittica formula prestamapata del "Ringraziamo XXXX e i suoi collaboratori per il lavoro svolto. Auguriamo tutto il bene possibile, saluti e baci e sul ponte di Bassano ci ridarem la mano". Un sacco di fregnacce. Sarebbe bello leggere prima o poi comunicati veri, sinceri, persin maleducati: "Comunichiamo al signor XXXX che è meglio se svuota l'armadietto entro domani, altrimenti ci mandiamo nostro cugggino che quello l'armadietto glielo fracassa in testa. Al fetentissimo non auguriamo tutto il bene, ma un fastidioso herpes inguinale. In caso di rinuncia dell'ingaggio, allora torneremo ad augurare tutto il bene possibile". Ma son sogni irrealizzabili, meglio andar in Panfilo Castaldi. (twitter: @FBiasin).


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