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Editoriale

Segreti e retroscena sull'affare dell'anno. Il poco tatto della Juve e l'inesperienza del Napoli. Palermo, ci risiamo. E Ausilio ha perso il controllo dell'Inter...

Direttore Sportitalia e Tuttomercatoweb
25.07.2016 14.46 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 108599 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Sicuramente scrivere di Higuain quasi 48 ore dopo l'affare dell'anno diventa complicato. Forse è stato già scritto tutto e quello che non è stato scritto qualcuno non vuole leggerlo. Noi proviamo a dare la nostra chiave di lettura, confermando in toto quanto detto qualche sera fa su Sportitalia. La Juventus e il Napoli non hanno mai trattato la cessione dell'attaccante argentino. Il Napoli non ha intenzione di cedere il calciatore ai bianconeri e solo una follia della Juventus potrà portare a Torino Gonzalo. Ripetiamo anche le virgole. Non per forzare il concetto ma per analizzarlo. La premessa è che la Juventus un mercato così, probabilmente, non lo faceva dal post cessione di Zidane e un mercato del genere merita 10. In un mese prendere Pjanic, Dani Alves, Benatia, Pjaca e Higuain significa strappare al pagellone di mezzo mondo un 10 +. Detto che Marotta e Paratici hanno fatto un mercato ricordando i tempi d'oro del calcio italiano, va sottolineato che questi acquisti danno lustro a tutta la serie A e non solo alla Juve; quindi doppio grazie. I tifosi così sognano e si torna allo stadio con ammirazione: perché andare a vedere questi campioni ci riconcilia con il calcio. Ad effetto domino la Juve alzerà il valore anche di Milan, Inter, Napoli e Roma. Un mercato bomba, dunque. Il migliore degli ultimi dieci anni. La gente da noi, però, si aspetta sempre il pensiero seguito da un retropensiero. Starete pensando: si vabbè ora basta miele sgancia qualche bomba, altrimenti non giustifichi le 21 querele (19 vittorie in tribunale, 2 in attesa di giudizio con Sabatini e De Sanctis). La Juventus non ha avuto un comportamento esemplare in questo mercato e, dispiace dirlo, Marotta e Paratici si sono mossi con una convinzione eccessiva che sfiora la presunzione. Proprio perché in Italia sono i più forti e non competono con nessuno, avrebbero dovuto usare maggior tatto sia con la Roma per Pjanic ma soprattutto con il Napoli per Higuain. Poi i calciatori li prendi, comunque, ci mancherebbe, ma fare quello che ha fatto la Juventus è belissimo per un tifoso un po' meno per un addetto ai lavori. Anche se sono la Juventus non posso far effettuare le visite mediche di nascosto a Madrid ad un tesserato di un'altra squadra. Va bene che c'è la clausola che lo libera, ma se Higuain avesse avuto una lombosciatalgia e non avesse superato le visite, cosa avrebbe fatto la Juve? E il Napoli con Higuain? Non vogliamo fare i professori perché i professori veri sono Marotta e Paratici, persone che stimo e calcisticamente considero amiche, ma sapete che per noi la legge è uguale per tutti. La Juventus, anche per eventuale convenienza economica, avrebbe dovuto intavolare una trattativa con il Napoli, avrebbe dovuto manifestare la volontà di acquistare l'argentino e solo davanti al muro contro muro con il Napoli avrebbe dovuto appellarsi alla clausola. Starete pensando: ma cosa vuoi, glielo paga per intero! Certo. Non discutiamo questo, discutiamo la forma e non la sostanza che non sarebbe cambiata: ovvero Higuain a Torino. Tra colleghi, Paratici avrebbe dovuto avvisare Giuntoli e non Giuntoli venire a sapere dalla stampa che un suo calciatore si è già sottoposto alle visite mediche con la Juventus. Altro errore bianconero: dopo tutto il caos dichiara di voler trattare con il Napoli la cessione di Higuain. Per la serie: ti umilio anche! Perché se me lo vendi, i tuoi tifosi ti ammazzano e se non me lo vendi sappi che già l'ho acquistato. Ribadiamo il concetto una volta in più: Marotta e Paratici stanno rendendo grandissima la Juventus e si confermano i migliori dirigenti italiani e tra i migliori cinque al mondo. Paratici è un fenomeno tecnico, Marotta un fenomeno gestionale e amministrativo. Andrea Agnelli ha costruito negli anni una squadra perfetta e i risultati lo dimostrano; proprio perché è una squadra perfetta, avrebbero dovuto fare un passaggio che è sfuggito nella trattativa Higuain. Il Napoli, invece, è stato beffato per troppa inesperienza, premesso che ha fatto un affare economico clamoroso. Oggi, però, diventa difficile prendere il sostituto di Gonzalo perché tutti giocheranno al rialzo, consapevoli che De Laurentiis ha 95 milioni di euro in cassa. Il Napoli deve cambiare strategia e filosofia. E' vero che il Napoli, come dice il patron, era "nella merda" quando arrivò lui, ma è anche vero che De Laurentiis per il mondo era considerato quello dei cinepanettoni prima di fare il Presidente del Napoli. Vendere Higuain a 95 milioni è un capolavoro, ma farsi trovare impreparati alla cessione, dopo che se ne parla da due mesi, è un grave errore di strategia. Se sabato perdi Higuain, lunedì devi avere il sostituto a Dimaro. A chiacchiere siamo bravi tutti, ma è da questi particolari che si giudica un dirigente (ricordando De Gregori). A Torino sono fenomeni. Incasseranno 120 milioni dalla cessione di Pogba, ma i tifosi non avranno nulla da recriminare, perché prima è stato acquistato loro il mondo ed è stata data loro la pillola Higuain, che li farà godere per mesi, più che altro perché vedono i napoletani con il fumo al cervello. Si chiama strategia imprenditoriale. Poi poco importa che vendi Pogba, non hai Marchisio e a centrocampo sei con le pezze...
A Palermo siamo punto e a capo. Zamparini, lo scorso anno, è stato miracolato da Santa Rosalia e ha conservato la serie A, ma ogni anno commette gli stessi errori. Aveva preso un grande dirigente come Rino Foschi e se l'è fatto scappare prima dell'inizio della stagione. Non ha fatto mezzo acquisto e ha 12 collaboratori per fare il mercato. Pardon, per non fare il mercato. Ora ingaggia Daniele Faggiano che più che portare altra confusione non potrà fare. Di Faggiano abbiamo parlato sempre bene e confermiamo le qualità che lo hanno portato a fare miracoli a Trapani ma sinceramente la gestione della sua estate non l'abbiamo proprio capita. Ha detto no al Bari dove avrebbe comandato e guidato una grande piazza, per amore del Trapani. Dopo un mese l'amore per il Trapani passa in secondo piano solo per la differenza di categoria tra Bari e Palermo? Per dirla tutta sarebbe stata più affascinante l'avventura pugliese che quella al Palermo, dove la gabbia di matti ora è completa. Zamparini ha perso il controllo e Faggiano la bussola. Ha accettato Palermo anche per ragioni di vicinanza a Trapani, dove per questioni personali, imprenditoriali e sentimentali ha deciso di legarsi, ma dire sì al Palermo è da folli. Lì lo scorso anno il Direttore ha inciso come il portiere Tonino del mio stabile incide sul piano regolatore della città di Milano. Buon divertimento, Daniele.
Brutte notizie anche dall'Inter. Piero Ausilio rischia, se non lo è già stato, di restare tritato tra Thohir, Mancini e Suning: Fozza Inddà! Mancini fa i capricci, giocatori non ne arrivano e non puoi farti "ricattare" da una Signora che nel calcio c'è da 12 minuti. Ausilio è un ottimo intenditore di calcio ma, in queste situazioni, deve avere la spina dorsale del dirigente top player. Riuscirà a domare la leonessa Wanda? Chi vivrà vedrà...

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