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Serie A allo sfascio, ma allora perché nessuno se ne va? Tavecchio, ci faccia il piacere...

30.07.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 38081 volte
© foto di Federico De Luca

Con chiunque parlo di calcio, sia il mio amico barista che l'agente Fifa di turno, tutti concordano sul definire il nostro calcio alla frutta. La Serie A non è mai stata così in disgrazia e, ad onor del vero, anche il mio pensiero non si discosta tanto dal comune senso di tristezza che si prova nel guardare al pallone di casa nostra. Eppure c'è qualcosa che non mi torna... Ma come mai, sebbene il nostro calcio sia caduto in totale disgrazia, tanti giocatori faticano a lasciarlo? Penso a Robinho. Al Milan è un rincalzo (di lusso, ma pur sempre un rincalzo), tuttavia non se ne va!!! E' dal 2012 che il Diavolo prova a liberarsene ma, per un motivo o per l'altro, il brasiliano trova sempre il modo per far naufragare qualsiasi trattativa. Questione di soldi? Non credo, visto che c'è anche chi gli offre un contratto più stimolante (Emirati Arabi, Qatar o Besiktas). E, allora, perché? Mi vengono alla mente le parole di Jovetic: "In Italia si sta benissimo, mi manca Firenze". Ecco, forse la verità sta nella "bella vita" che i calciatori fanno qui da noi. Il tifo non sarà sempre da perfetta educanda ma, in fin dei conti, in Italia si vive alla grande. Quindi, lasciare il nostro Paese, non è sempre tanto facile, neppure di fronte al degrado generale che sta corrodendo le fondamenta del nostro sistema calcio. Certo, in tanti se ne sono andati ma, in fin dei conti, sono tanti anche quelli che non vogliono fare le valigie, in particolare proprio al Milan. Che sia una società organizzata non ci sono dubbi, basta frequentare, anche per un sol giorno, Milanello per comprendere la validità del sistema rossonero. Convincere i tanti milanisti in esubero a mollare la presa sarà complicato, auguri Galliani... C'è un altro argomento che mi sta a cuore: Tavecchio... Per favore, caro Carlo, ci ripensi e faccia un passo indietro. Non sono affatto prevenuto. Non ho problemi con l'età avanzata del soggetto in questione e non reputo l'infelice uscita riguardo al "caso mangiabanane" decisiva nel mio giudizio. Ritengo solamente che il calcio italiano, se (e sottolineo se) davvero punta a svoltare, abbia bisogno di una figura nuova, con nulla a che fare con il passato. Tavecchio è in gioco dal 1999, avrà sicuramente delle buone idee ma resta un simbolo del calcio che vorremmo lasciarci alle spalle. Ecco come credo andrà (ma spero, vivamente, di sbagliarmi): Tavecchio verrà eletto presidente della FIGC. L'inizio sarà confortante ma poi tutto resterà come è sempre stato, ovvero troppo legato alla burocrazia e alla politica. La speranza è di sbagliarmi... Il problema è che in Italia si sta bene ed è complicato lasciare, a tutti i livelli...

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