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Editoriale

Serie A (finalmente) si avvicina la fine del peggior campionato degli ultimi anni. Cuadrado il migliore, Balotelli la delusione, Tevez il miglior colpo estivo. Serie B, Cittadella come Lecce: Articolo 7 comma 1. Palazzi, tocca a te

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983. Vive a Milano dal 2004, dove si è trasferito per lavorare prima a Eurosport e poi Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Conduttore dei Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
28.04.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 55522 volte
© foto di Federico De Luca

Non so voi ma io non vedo l'ora che finisca questo campionato e si inizi a parlare di calciomercato. Qualcuno starà pensando "Ma come? C'è il Mondiale", d'accordo ma un'Italia senza nè arte nè parte non stuzzica la mia fantasia estiva. Prandelli farà le sue scelte anche se molte sono discutibili e se non andrà avanti sarà inutile lamentarsi dopo, perchè in questi due anni ha fatto tanta confusione con convocazioni senza senso e a poche settimane dal Brasile non sappiamo ancora quale sarà la lista definitiva. Quanto ci mancano Totti, Gattuso, Nesta, Inzaghi e Cannavaro. Affidiamoci a Pirlo e chiudiamo gli occhi. Sta per finire il campionato più noioso degli ultimi anni. Esiti scritti dall'inizio (vedi la Juve campione d'Italia), altri confermati con largo anticipo (il secondo posto della Roma inizialmente era una sorpresa poi è diventata una passeggiata per Garcia) e la delusione del Napoli che non solo non raggiunge il secondo posto ma, addirittura, lo molla con 4 giornate di anticipo. W la Fiorentina che torna in Europa ma non si accorge che l'Europa League sarà la sua maledizione eterna che porterà via punti al campionato e ad un piazzamento Champions. Che balle un campionato senza Inter e Milan. Le due squadre di Milano sono le uniche che creano entusiasmo e pathos per la lotta allo scudetto, tolte loro due alla Juventus cucite lo scudetto sul petto direttamente quando stampate le magliette della nuova collezione; anche se quest'anno la Roma, con una capolista normale, avrebbe lottato per il titolo fino all'ultimo. Parliamo di campo: Cuadrado è il miglior calciatore che, oggi, ha la serie A. Farebbe la sua bella figura anche nel Barcellona o nel Real Madrid e la sua duttilità lo rende speciale. La palma del "migliore" va a lui, stagione 2013-2014. La delusione è Mario Balotelli. Incostante, capriccioso e supponente. Con il senno del poi il suo acquisto non ha dato i frutti sperati. Il Milan non ha vinto nulla e ha perso un pò di soldini per un ingaggio faraonico. Chi ha vinto? Come sempre solo Mino Raiola. Addirittura si mette in discussione la sua partecipazione al Mondiale in Brasile. Errore: Balotelli nell'arco della stagione ha mille alti e bassi e crolli di rendimento ma in un torneo che dura, al massimo, un mese è perfetto. Ha qualità sopra la media, vede la porta e irrita gli avversari. Bisogna essere oggettivi: Balotelli potrebbe essere la fortuna di Prandelli. Senza dubbio Carlos Tevez è stato il miglior acquisto della scorsa estate. La Juventus ha piazzato un colpo che ha fatto subito la differenza, in Italia ma ancora non in Europa. L'argentino, nella nostra mediocrità, fa ampiamente la differenza. Un campione che non fa parlare di sè fuori dal campo e che esegue gli ordini che gli vengono dati dal proprio allenatore. Acquisto giusto, a prezzi normali. Rimpianto rossonero. La Juventus, quest'anno, ha fatto ruotare poco i suoi attaccanti. Poco spazio per Vucinic, in partenza, poche presenze per Quagliarella sempre nel mirino della Lazio di Lotito e, solo in questo finale, ci siamo ricordati di Giovinco. Llorente e Tevez hanno comandato per tutta la stagione, dopo un'apparente difficoltà iniziale dove (adesso nessuno più lo ammette) ma ad ottobre lo spagnolo era già stato etichettato come il flop di mercato di Marotta e Paratici. Aveva solo bisogno di un pò di tempo. Un mese e mezzo ed è partito per non fermarsi più.
Chiusura dedicata alla serie B, campionato che non trova giustamente neanche più una riga in prima pagina sulla Gazzetta dello Sport, oscurato dalle televisioni in chiaro ma da Via Rosellini ci raccontano che chi andrà allo stadio potrà visitare le città architettoniche. Bene, adesso è il momento che scenda in campo il Presidente della Lega, Andrea Abodi, un Presidente sempre attento alle vicende legate al campionato di B e al regolare svolgimento dello stesso. Abodi è un punto fermo della categoria e sicuramente vorrà approfondire la questione. Due anni fa aveva provato a scalare i piani di Via Rosellini e quella promozione l'avrebbe meritata. Nel calcio tutto passa in cavalleria. Ci mancava, però, la ciliegina sulla torta. E' arrivata sabato pomeriggio allo stadio Granillo di Reggio Calabria. Lì è morto il calcio. Ma tanto non interessa a nessuno perchè la stampa non ha dato risalto all'accaduto e allo stadio di Reggio Calabria non c'erano neanche gli amici di infanzia di Pedullà. La Reggina si gioca la salvezza contro una diretta concorrente, l'arbitro assegna il rigore al 95' sullo 0-1 e i giocatori del Cittadella vanno da Gerardi a chiedere di sbagliare il penalty. E perchè mai? Che accordi c'erano? Che sport è questo? Perché il rigore dell'anno la Reggina l'ha sbagliato? Ci spaventano gli scandali estivi ma quando questi avvengono passano sotto traccia. Il top: le dichiarazioni di Foscarini, allenatore del Cittadella da 11 anni. Rileggetele, da brividi. Parla di spirito di gruppo, vittoria sofferta. Dispiace per Foscarini che sembrava una persona con dei valori sportivi; a quanto pare il fine giustifica i mezzi sempre e comunque. La Reggina ha conquistato tante belle salvezze, Lillo Foti è un maestro dei miracoli, peccato che torni in C senza aver sputato sangue. Il Top del Top arriva dal DG, Stefano Marchetti, che attraverso il sito ufficiale minaccia azioni legali nei confronti del sottoscritto per alcune dichiarazioni rilasciate a tuttob.com. Egregio Direttore, si sbrighi a fare la querela che è pronta la controquerela. L'avvocato lo scelga Lei, è un pò come tra amici: c'è chi sceglie il campo... e chi l'arbitro. A volte, non sempre, c'è anche chi sceglie il campo e l'arbitro. Il pallone in tribunale lo porto io. Nel frattempo altri portali, non collegati ai nostri, hanno riportato i frame delle parole di Coly tratte da Sky Sport. "Butta stà palla fuori". Il Direttore Marchetti, scaltro e intelligente, sa bene questo cosa comporti. Articolo 7 comma 1 della giustizia Sportiva. "Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione, ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo". Ciò significa che il semplice compimento di un atto diretto ad alterare il risultato di una gara, sebbene questo possa non andare a buon fine, costituisce di per sè illecito sportivo. Quindi il codice sanziona già il tentativo di illecito sportivo, anche se questo non andato a buon fine, figuriamoci quando è andato a buon fine con rissa annessa. Sanzione per i tesserati: Coly rischia una squalifica o inibizione minima di 3 anni, mentre per la società scatta la responsabilità oggettiva o diretta a seconda che l'illecito sia commesso da un tesserato o da un dirigente che ha rappresentanza della società stessa. C'è un precedente per responsabilità diretta: il Lecce, retrocesso in B sul campo e spedito in C dalla Giustizia Sportiva. Palazzi sta indagando, ha già chiamato i suoi uomini presenti al Granillo per verificare cosa sia successo ai bordi del tunnel a fine partita con spintoni e insulti. Nello spogliatoio della Reggina non tutti erano d'accordo con quello che è accaduto e, adesso, potrebbe spuntare qualcuno che non avrà nulla da perdere. L'autogol di Marchetti è, successivamente, arrivato nel pomeriggio. Dichiarazioni esclusive rilasciate ad Alessio Alaimo di Tuttomercatoweb: "Quereliamo chi ci ha diffamato e su Coly sono cose che in campo possono succedere" Incredibile, l'ha detto il Direttore Generale che non prende le distanze dal tentativo di illecito di un suo tesserato ma lo giustifica. Palazzi annota! Nel frattempo il Padova si è fatto sentire attraverso la voce del suo DG, Andrea Valentini. Il Padova non ci sta. Una società onesta, pulita che paga le tasse rischia la retrocessione. Sul campo hanno commesso cento errori, può capitare, ma sicuramente è più apprezzabile un errore in buona fede che un presunto comportamento antisportivo registrato in diretta dalle tv esclusiviste dell'evento.

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