HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da Tuttomercatoweb.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
TMW Mob
Editoriale

Siamo (quasi) tutti figli di Lotito: ecco perché. Ma il Napoli è figlio di nessuno. Milan, luce Menez e quelle scuse a Honda

Alfredo Pedullà è nato a Messina il 15 aprile 1964. Lavora a Sportitalia, giornalista per passione e convinzione. Il più bel premio ricevuto è l'affetto della gente
15.09.2014 00.00 di Alfredo Pedullà  Twitter:   articolo letto 43453 volte
© foto di Federico De Luca

Siamo il Paese dei Lotito. Dove la cosa più importante, anche mediaticamente, è denunciare per quale motivo fosse lì il presidente della Lazio prestato a... Tavecchio per la campagna elettorale. Lì a bordo campo, in tuta a Bari prima di Italia-Olanda, prezzemolino. Invece siamo tutti Lotito: predichiamo bene e razzoliamo male, da sempre. E nessuno interviene. Il discorso tocca tutti gli aspetti, tutti i settori, cerco di sintetizzare.
Ci sono giornalisti che adesso invocano la svolta nel calcio, la valorizzazione dei giovani, avanti con queste frasi fatte da una vita e che non hanno un significato. Si infervorano se arriva uno straniero, bisognerebbe averli soltanto italiani. E predicano un calcio migliore. Sono gli stessi, assolutamente gli stessi, che per una vita intera hanno avallato qualsiasi decisione di Macalli, che dirige la Lega Pro dal 1915-18. A ogni intervento di Macalli c'erano Nick e i suoi gemelli che dicevano: "Giusto, presidente". Facciamo la C in verticale. "Perfetto, pres". Mettiamo i limiti d'età? "Sacrosanto, pres". Facciamo i turni per andare alla toilette? Non l'ha detto, Macalli, ma se l'avesse detto, Nick e i suoi gemelli avrebbero sentenziato "perfetto, pres". Quindi, inutile meravigliarsi, i figli di Lotito imperversano da anni. Non sono tanti, ma si moltiplicano. Hanno lo stesso modo di fare, di agire e di pensare. E un seguito di cronisti compiacenti. Quando poi ti chiedono "ma come mai i quotidiani vendono di meno?", non bisogna laurearsi a Cambridge per dare una risposta aderente alla realtà. E non diciamo che è colpa soltanto di internet perché sarebbe una spiegazione senza il cento per cento di verità.
Siamo (quasi) tutti figli di Lotito. Il sistema è questo, inutile fare troppi giri. Ho letto sulla "Gazzetta" di sabato una considerazione su Bigon che non verrebbe esaltato per come meriterebbe. In che senso? Cosa non gli abbiamo detto che avremmo dovuto? Dovremmo fargli i complimenti per l'eliminazione in Champions League? Dice il saggio: ma Bigon è un esecutore di ordini, se De Laurentiis aveva deciso di tenere chiusa la cassaforte, mica avrebbe potuto fargliela aprire con la forza. Certo, ma adesso non facciamo che Bigon debba diventare il santo tra i direttori sportivi. Tra un po' magari, se questo è il codazzo mediatico, i tifosi del Napoli dovrebbero chiedere scusa a Bigon se il Napoli è finito fuori dalla Champions. Trattasi di mentalità, siamo (quasi) tutti figli di Lotito, ormai radicata e consolidata. Chi chiede che venga esaltato (per cosa?) Bigon è lo stesso che in dieci anni di gestione De Laurentiis non si è permesso di fare la minima obiezione sulle strategie societarie. Perché siccome tengo famiglia, meglio allinearmi con spremute di ruffianeria acuta. Hai visto mai? A parte il fatto che ci sono direttori sportivi, bisognerebbe dirlo a Bigon, che lavorano da anni senza un grande budget a disposizione. E magari tra questi ce n'è uno (si chiama Ausilio) in sella all'Inter e non al Borgorosso Football Club. Ecco, se siamo (quasi) tutti figli di Lotito, il Napoli di oggi è figlio di nessuno, come il mitico Polifemo. La casa brucia, la squadra arranca, il mercato è stato un fallimento strategico, De Laurentiis che ha quasi trascorso più giorni a CastelVolturno nell'ultima settimana che nell'ultimo anno. E poi ci dicono che bisogna rivalutare il lavoro di Bigon. Ma quale, di cosa stiamo parlando, ci siamo resi conto o no che il Napoli è una cosa troppo più importante di uno scendiletto per mezza notizia in più o in meno?
Siamo (quasi) tutti figli di Lotito. C'è un direttore sportivo che, un giorno prima del fallimento di un club, ha deciso di accettare la proposta proveniente dalla Puglia. Chi è stato lo sponsor? Ma no, dai, meritocrazia. Ce ne sono alcuni, impettiti, che non hanno mezza voce in capitolo su qualsiasi operazione e ragionano come se fossero i protagonisti. Invece, i rispettivi presidenti neanche li avvertono quando chiudono un affare, ci sarebbe da dimettersi piuttosto che aspettare il bonifico di fine mese. A Bologna un ex agente fa il direttore. Da qualche parte ci sono ex direttori che fanno gli agenti. In mezzo ci sono i direttori che fanno gli agenti contemporaneamente e gli agenti che fanno i direttori sdoppiandosi. Se non ci avessero rotto il calcio, qualcuno sarebbe intervenuto per porsi una domanda: possibile che hanno messo su un teatrino così poco edificante e sulle cose da risolvere in fretta tutti se ne guardano bene e se ne lavano le mani?
Siamo (quasi) tutti figli di Lotito. Anzi no, pardon. Lotito sa fare calcio, è presenzialista, entrerebbe anche nella pubblicità di Del Piero per travestirsi da... uccellino, ma non ci piove sul fatto che abbia buone intuizioni e un concetto del bilancio molto chiaro e concreto. Non sono sicuramente figli di Lotito a Catania: se avessero il cinque per cento delle qualità e delle caratteristiche, non avrebbero confermato Pellegrino per poi sostituirlo dopo tre giornate. Atteggiamento da dilettanti allo sbaraglio, programmazione zero. Fino a poco tempo fa Pulvirenti aveva la "balia" Lo Monaco che decideva anche il numero degli steward e dei tramezzini da consumare. Da quando la "balia" non c'è più, Pulvirenti si è affidato all'ex agente diventato direttore-vice presidente-amministratore, alias Pablo Cosentino. Un signore di bella presenza che anche quando sbaglia (sbaglia? Magari sbagliasse soltanto...) la colpa è sempre degli altri. La gestione della vicenda Pellegrino resta la sintesi dell'anti-tutto.
Ma in questo calcio c'è spazio per tutti. E domani non dimenticate di fare i complimenti a Bigon. Per cosa, non si capisce. E se voi lo avrete capito, sicuramente prima di me, fatemi un fischio. Obrigado.

Ps Un bel Milan, quello di Parma, fino a quando non è rimasto in inferiorità numerica. Con qualcosa da rivedere in difesa, ma il primo tempo rossonero assolutamente figlio, nipote e cugino di Pippo Inzaghi. Freschezza, volontà, geometrie pure, possesso e concretezza. E bravo a soffrire per difendere in dieci il prezioso risultato, colpendo ancora con De Jong. Jack (Bonaventura) meritava un battesimo così, la prima pepita rossonera. Abate al cross che sembrava Dani Alves. Il signor Menez che sprigionava il talento infinito riconosciuto da tutti. Con un gol di tacco, dopo fantastico assolo, da tramandare ai posteri, successivo a una presunta simulazione (non c'era stato contatto con Felipe, poi espulso). E poi... E poi ricordo certi editoriali prevenuti, tremendi, poco competenti nei riguardi di Keisuke Honda. Il succo: un pacco, un flop, una "pippa", soltanto un'operazione commerciale, rimandatelo in Giappone. Era appena arrivato, comunque senza esborso per il cartellino. E lorsignori dagli editoriali facili avevano sentenziato; già, perché chi si sveglia la mattina scrive un corsivo, senza un perché, e magari dovrebbe farlo sul muro adiacente al palazzo dove vive. Honda non è Maradona e neanche Pelé, ma neanche la "super pippa" che avevano raccontato. Ah, Keisuke, ti farei scrivere un editoriale...

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Milan, il 13 Dicembre resta il giorno. Roma, Napoli, Lazio, Milan non distraetevi. Berardi rimpiazza Gabigol all'Inter. Dani Alves torna a Gennaio, no emergenza Juve 03.12 - Poveri tifosi del Milan. E' come se li vedessimo. E per certi versi li vediamo. Costretti a compulsare siti, tv e social a tutte le ore del giorno e della notte per soppesare ogni sfumatura del particolare che arriva dal tal profilo twitter che fino ad oggi ha detto certe cose...
App Store Play Store Windows Phone Store
 

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Il futuro di Allegri legato alla Champions. Piace Paulo Sousa. Marotta ha deciso: due centrocampisti a gennaio. Anche Berlusconi e le sue vedove si arrendono. Napoli, dubbi su Pavoletti 02.12 - Della serie anche i ricchi piangono, mi risulta che i dirigenti della Juventus, Agnelli in testa, non siano poi così contenti di questa squadra nonostante il primo posto in campionato e la qualificazione anticipata in Champions. L'assenza di gioco non è più motivo di simpatici...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Le panchine cambiano tutte insieme, gli scricchiolii delle big strizzano l'occhio al mercato. Gennaio si avvicina... 01.12 - Saltata un'altra panchina in A. De Zerbi non è più l'allenatore del Palermo dopo una sconfitta in coppa Italia ai rigori contro lo Spezia a pochi giorni dalla conferma (a sorpresa) del suo presidente Zamparini. Al suo posto arriva Corini, grande ex, che avrà il compito di...

Editoriale DI: Fabrizio Ponciroli

30.11 - Campionato riaperto, infermeria, quella bianconera, presa d'assalto. Allegri, di colpo, si è ritrovato a fare la conta dei pochi presenti. Ogni partita, qualche tassello della corazzata bianconera va in pezzi. In particolare, problemi evidenti a livello difensivo. Da qui la...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Milan e la telefonata "cinese" di chi crede ancora al closing: ecco cosa succede! Juve e Allegri: la "follia" dopo il ko di Genova. Inter: ecco il diktat sul mercato firmato Zhang. Roma: autodenuncia su Dzeko 29.11 - "Ciao, mi chiamo Maurizio, ho 75 anni e non esonero da 6 mesi". "Fate un bell'applauso a Maurizio". E giù applausi. Ci piace iniziare così, con un pensiero all' "esoneratore anonimo" Maurizio Zamparini, in crisi d'astinenza e comunque capace di tenere duro col buon De...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

28.11 - Sarà che settimana prossima c'è il referendum, sarà che per 8 mesi è rimasto in silenzio per problemi ben più gravi del calcio, sarà che in Italia tutto è consentito, sta di fatto che sono 10 giorni che Silvio Berlusconi,...

Editoriale DI: Andrea Losapio

27.11 - Abbiamo negli occhi la clamorosa sconfitta che l'Inter ha patito con il Hapoel Beer Sheva. I suoi giocatori hanno tenuto fede al nome della squadra e hanno ubriacato gli avversari in un secondo tempo davvero vergognoso da parte degli uomini di Pioli. Tanto bene nella prima...

Editoriale DI: Mauro Suma

Il 14 Dicembre del Milan. La confusione del Sassuolo. Pioli, il terzo scomodo. E' bruttissimo il calcio fra Biella e la Questura di Como 26.11 - All'esterno del Milan l'attesa spasmodica è per il 13 Dicembre. All'interno del Milan la curiosità e la suspence sono tutte per il 14 Dicembre. Chi entrerà a Casa Milan quel giorno? Le chiavi saranno sempre nelle stesse mani o saranno consegnate ai nuovi proprietari?...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

25.11 - L'ennesimo tentativo di agitare le acque attorno alla cessione del Milan è andato a vuoto. Questa volta è sceso in campo direttamente Silvio Berlusconi, spalleggiato dai soliti noti nel mondo della comunicazione, per cercare di depistare, spargere dubbi, insinuare situazioni...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Berlusconi insiste: si chiude, ma altrimenti... il Napoli stoppato in Champions, prenota una stellina brasiliana. E i giovani... 24.11 - La notte dopo il derby Berlusconi aveva dato certezze: il closing ci sarà, ma se così non dovesse essere sarei pronto a rimanere e vincere con un Milan giovane e italiano. Sembrava più una sorta di rassicurazione ai tanti tifosi del Milan contenti per come stavano andando le...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.