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Sipario sul campionato: la griglia di partenza! Solita pole, coda lunga e sorpresa per la fine del mercato

22.08.2016 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 51519 volte
© foto di Federico De Luca

La prima giornata è andata ma conta poco. Restano gli ultimi nove giorni di mercato che, come sempre, saranno i più intensi e, di conseguenza, interessanti. Restano, però, le mille ombre tra poche luci. Questa sarà ricordata come l'estate della "minaccia". Come vivere in un Paese senza regole dove il più furbo e sleale la spunta sempre. Le regole non ci sono e ognuno fa quello che vuole. Attenzione: perché se nessuno interviene, cosa che nessuno farà, dalla prossima sessione di mercato tutti useranno sempre lo stesso metodo. E si crea un precedente. Mi riferisco ai casi Diawara, Maksimovic, Keita e - perché no - al caso Cassano. Quest'ultimo tenuto in silenzio ma non da meno. Siamo di fronte a società impotenti ma soprattutto ad istituzioni inesistenti. Un calciatore, due di questi sono bambini, gestiti in maniera pessima da procuratori che consigliano loro di andare allo scontro non presentandosi in ritiro in modo da avere più potere sul mercato. Cose dell'altro mondo. L'AIC dov'è? I miei amici Tommasi e Grazioli non possono farsi vedere e sentire solo quando vengono calpestati i diritti dei calciatori. Dove sono quando questa gente non rispetta i propri impegni? Il "Signor" Diawara che ha iniziato a giocare a calcio da due minuti se non prende lo stipendio un mese si lamenta? Ora a 19 anni come osa non presentarsi in ritiro solo perché vuole trovare un ingaggio e una squadra migliori? Faccia l'uomo e il professionista e aspetti che le società trovino un accordo. Nulla di tutto ciò, perché procuratori e calciatori così se ne fregano di tutto, perché sanno che non rischiano nulla. Perché se avessimo una vera Federazione con un regolamento serio prevederebbe multe e sanzioni ad agenti e tesserati in caso di comportamento sleale e soprattutto sei mesi di squalifica per entrambi. Poi voglio vedere se vanno in ritiro oppure no questi signori. A calci andrebbero presi. Così come Keita e Maksimovic. Oltre ai comportamenti fortemente scorretti dei tre calciatori, si evidenzia anche un'evidente debolezza delle società. Il caso Cassano, invece, non è di pari livello ma comunque merita un approfondimento. La Sampdoria lo tiene ai margini ed è un diritto del club decidere cosa fare di un suo tesserato. Ma un anno fa era o no lo stesso Presidente che gli fece firmare un biennale? Oggi Cassano si fa la doccia nello spogliatoio separato dalla squadra e viene messo ai margini come un appestato. Prima che rispetto per il calciatore occorre quello verso l'uomo che nella sua vita avrà combinato pure mille fesserie, ma le ha pagate sempre sulla sua pelle. Una società forte si vede quando riesce ad ottenere ciò che vuole con la convinzione e non con la forza di ripicche e sgambetti.
Scusate la premessa un po' lunga. E' iniziata la stagione e vi vogliamo esporre la nostra pole position.

Scudetto
Juventus
Quest'anno, più degli altri anni, sinceramente non crediamo a clamorosi colpi di scena. Fin quando le milanesi non torneranno a grandi livelli, nessuno riuscirà ad impensierire lo strapotere torinese. Difficile che l'Inter indovini l'annata perfetta, ma potrebbe essere l'unica ad avere la costanza di competere per il titolo. Cosa difficile, se non impossibile, nell'anno in cui la Juve si è rinforzata seriamente (per ora tranne che a centrocampo) e i nerazzurri hanno cambiato proprietà e allenatore due minuti prima del fischio di inizio.

Champions
Roma-Napoli-Inter
Sono e saranno le solite a puntare alla zona che conta. Di più, però, crediamo sinceramente faranno fatica; ci auguriamo di essere smentiti. La Roma farà un grande campionato perché quest'anno non parte zoppa avendo un vero allenatore in panchina e Dzeko potrebbe fare una grandissima stagione. Il Napoli farà la sua bella figura mentre l'Inter dovrà gettare le basi per un futuro glorioso. Una di queste uscirà dal giro che conta.

Europa League
Fiorentina-Milan-Sampdoria-Sassuolo-Lazio
Nel discorso europeo teniamo sempre dentro anche il Milan perché almeno lottare per l'Europa League resta un obbligo in un campionato così mediocre. Poi c'è la solita Fiorentina, anche se ad oggi non ci sta piacendo, e inseriamo tre sorprese. Se non si perderà via, la Sampdoria ha una squadra per arrivare lontano. C'è il solito enigma Giampaolo. Se indovina la stagione, potrà fare bene; ma se parte male e si deprime, allora rischia il crac. Il Sassuolo è costruito benissimo, ma c'è l'enorme punto di domanda di come vivrà una piccola squadra il doppio impegno settimanale: campionato + Coppa. Rischiosissimo se non ha rosa lunga e uomini abituati a giocare ogni tre giorni. Ci piazzo anche la Lazio perché difficilmente sul campo Lotito sbaglia due annate consecutive. Stesso discorso, in B, per la Salernitana.

Salvezza tranquilla
Atalanta-Genoa-Torino-Cagliari
Senza grandi pretese ma attenzione a qualche rischio. L'Atalanta non dovrebbe avere troppe ansie per restare in serie A anche se il cambio di allenatore porta qualche grattacapo. La filosofia Gasperini è sempre un punto di domanda. Squadre che pressano troppo alte, rischio in difesa dell'uno contro uno con palla lunga e ricambi all'altezza. Oggi in difesa l'Atalanta non è messa benissimo e dopo Paloschi c'è il nulla. Petagna è da B e a Bergamo non considerano all'altezza Pinilla. Mah! Sugli esterni ci sono D'Alessandro e Gomez con il muso. Il Genoa di Juric è indecifrabile. Il Torino solita annata "vorrei ma non posso". Ottimo attacco ma in difesa e a centrocampo la squadra ha ancora grossi limiti, a dieci giorni dalla chiusura del mercato. I tifosi si aspettano sempre quel passo decisivo ma in Cairo sembra non esserci la volontà di crescere, calcisticamente parlando. Il Cagliari ha una buona rosa ma ha bisogno ancora di un attaccante e forse un centrocampista (Inler). Rastelli farà bene anche in A ma sono curioso di capire quanto sarà tutelato dalla società. Al primo soffio di vento non vorrei che venisse scambiato per uno tsunami.

Rischio Retrocessione
Crotone-Pescara-Bologna-Empoli-Palermo-Udinese-Chievo Verona
La lotta retrocessione sarà in assoluto la più bella degli ultimi anni. Ma molto dipenderà da Crotone e Pescara. Se una delle due sarà competitiva ci sarà da divertirsi, altrimenti, come lo scorso anno, rischierà una sola e tutte le altre staccheranno la spina. Il Crotone è la principale candidata. Come il Carpi si presenta in A grazie ad un'annata fantastica ma a livello societario, parliamo di strutture e non uomini, non era assolutamente pronto per il ballo delle debuttanti. Il Pescara, invece, ha più possibilità di sorprenderci. Società già passata per il tritacarne della serie A e competenze in campo internazionale. Stadio caldo e città pronta a soffrire per mantenere la categoria. Variabili da non sottovalutare. A forte rischio l'Empoli: allenatore bravo ma giovane e senza esperienza. Un azzardo. E poi dopo un'annata straordinaria un piccolo club, seppur di grande qualità come quello di Corsi, il rischio lo corre sempre. Il Bologna ha gli uomini e difficilmente sarà risucchiato nelle sabbie mobili ma se, per sbaglio, ci finisse dentro non avrebbe dirigenti all'altezza di risolvere problemi. Al massimo andrebbero nel panico più totale. Il Chievo Verona ha cambiato poco rispetto allo scorso anno ma la storia dice che il Chievo, giustamente, deve pensare sempre e solo alla salvezza anche se a Verona hanno un grande Mister e un grande Direttore Sportivo. Ma è giusto che badino solo a mantenere la categoria. Tutto quello che verrà sarà in più. Male l'Udinese che ha fatto un mercato rinunciatario e non è bastata la paura della scorsa stagione ad indurre Gino Pozzo a correre meno rischi. La presenza in Premier del Watford ha tolto troppe attenzioni e calciatori all'Udinese. A credere nel club è rimasto solo Gianpaolo Pozzo, amante del suo territorio. Un peccato che costruito lo stadio ci si dimentichi della squadra. Malissimo il Palermo, al delirio più totale. Un mercato da inchiesta e un Presidente da processo. Si riparte dai disastri dello scorso anno e addirittura la situazione è peggiorata. 12 direttori sportivi e 8 consulenti per non fare mercato. Faggiano a breve capirà che errore ha commesso, anche se con un conto in banca molto più splendente. Zamparini ha distrutto l'entusiasmo dei palermitani.
Buon campionato...

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