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Editoriale

Squadra più coperta, le sfide di Europa League vissute come amichevoli e il recupero graduale dei "mondiali": così Benitez ha rilanciato la stagione del Napoli

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
05.10.2014 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 16820 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Tanto prima o poi succede che le altre rallenteranno. E' inimmaginabile che Juventus e Roma ripetano l'exploit di un anno fa, quando loro dominavano in lungo ed in largo, mentre le altre erano dietro ad osservare. Capiterà anche a loro di sacrificare qualche punto sull'altare di una Champions League che ti succhia energie poco alla volta, per poi trovarti improvvisamente disidratato ed impotente di fronte ad un evento del genere. Calcolabile e inarrestabile. L'entusiasmo europeo di settembre ti fa credere che andrà sempre così, fino al termine della stagione, in virtù di una panchina ricca al punto tale da lasciar credere che non avrai alcun contraccolpo nel giocare ogni tre giorni in Champions ed in campionato. Ne sa qualcosa il Napoli, euforico e straripante nel "girone della morte" vissuto a testa alta nella stagione 2011-2012. L'adrenalina provocata dai grandi match azzerò la stanchezza, riuscendo a giocare a tutto gas in ogni minuto di tutte le partite. Poi capita che rallenti, magari per la delusione di essere uscito da una competizione così avvincente, oppure perché le gambe non ti reggono, e la stagione comincia a prendere un altro corso. Per il Napoli è probabile che si verifichi l'andamento opposto e che l'eliminazione precoce dalla Champions possa generare contraccolpi positivi sul lungo periodo. Ormai la squadra di Benitez ha metabolizzato quella delusione e adesso vuole rimettersi in carreggiata per dimostrare che l'organico è lo stesso di un anno fa, quando conquistò Coppa Italia e terzo posto. Il ritardo in campionato doveva essere evitato, perché il calendario aveva dato una mano ad Hamsik e compagni, con la possibilità di fare lo stesso percorso netto di Juventus e Roma. Così non è andata e oggi il Napoli osserva in retrovia quanto sono bravi quelli che son partiti sparati. "La stagione è lunga..." sussurrano adesso a bassa voce i leader dello spogliatoio, tutti soddisfatti per l'atteggiamento più equilibrato che don Rafè ha dato ad una tattica in precedenza troppo allegra. I big del Napoli sono convinti che il tempo riporterà l'equilibrio dei valori. Soprattutto adesso che sta arrivando la tanto attesa "normalizzazione". Si dirà: ma il Napoli ha l'impegno dell'Europa League. E' vero, ma fino a febbraio potrà essere vissuto come un'amichevole di metà settimana contro formazioni di livello nettamente inferiore. Contro Sparta Praga e Slovan Bratislava è stato possibile dare vita ad un turn over ampio, ma non sciagurato. E poi, i tre azzurri ancora non al top perché reduci dal Mondiale (Henrique, Ghoulam e Insigne) stanno ritrovando gradualmente la migliore condizione che finora non hanno potuto mettere in mostra. Sono tutti elementi che giocano a favore del Napoli, non tali da ipotizzare oggi un rientro in pompa magna nel ristretto club di quelli che possono lottare per lo scudetto. Non è quello il contesto al quale oggi la squadra di Benitez può ambire, parimenti è legittimo ipotizzare che possa candidarsi ad ottenere la terza piazza che vale un posto ai preliminari di Champions: quelle che nutrono la stessa ambizione non possono essere oggettivamente considerate meritevoli più del Napoli. Anzi.

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