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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Thohir, adesso iniziano i guai. Juve, Tevez è un patrimonio da conservare. Torino, i tifosi si facciano sentire. Bari, Paparesta esca allo scoperto

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983 è Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Vive e lavora a Milano dal 2004. mcriscitiello@sportitalia.com Twitter: MCriscitiello
17.11.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 44704 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Si era presentato come l'uomo dei bilanci, colui che aveva inventato il nuovo business del calcio con le banche ed avevamo creduto che potesse cambiare il calcio italiano. Sì, ma per mezzo secondo. Poi abbiamo scoperto che è il calcio italiano ad aver cambiato lui. Thohir si è travestito da Zamparini e non ha retto alla pressione del pubblico interista. Mazzarri ha 1.256 colpe ma, oltre ai suoi sbagli, c'è di più. Un po' come la filosofia di Jo Squillo che oltre alle gambe c'è di più. In teoria, ed anche in pratica, dovrebbe esserci la testa. Quella che Thohir ha usato per una settimana, meditando l'esonero di Mazzarri. A questo punto lo avrebbe dovuto fare subito dopo la gara con il Verona e Mancini avrebbe avuto una settimana in più per preparare il derby di domenica sera con il Milan. Se vogliamo seguire l'onda populista e l'andamento calcistico, Thohir ha fatto bene a cambiare Mazzarri con Mancini. Perché Mancio, se sbaglia una partita, può dare delle spiegazioni al suo Presidente, perché ha vinto più Mancini di Mazzarri e perché bisognava dare una svolta, dentro e fuori la Pinetina. Il problema nasce quando, a fine anno, si approvano i bilanci e un uomo di conti non può mettere gli entusiasmi davanti alla ragione. Con questa mossa, Thohir si è rovinato. Non lo ha ancora capito, lo capirà ogni santo 30 del mese. Una barca di soldi a Mazzarri che si gode la vacanza in Toscana e un'altra barca di soldi a Mancini ed il suo staff. Mica finisce qui. A gennaio Roby vuole una squadra più forte. Andò via che aveva Ibra, Maicon, Zanetti, Vieira e tanti altri bei campioni. Oggi ha dei campioncini da crescere ma vuole gente pronta. Questo particolare Thohir non l'avrà sottovalutato. Perché mentre Mazzarri si "accontentava" di Campagnaro e/o Behrami, Mancini guarda oltre e vuole gente di grandissima qualità. Obiettivo minimo Lamela. Stiamo freschi, con i conti. Il bilancio ha chiuso con -82 milioni di euro e ciò comporta che parte del debito venga ripagato anche dal socio di minoranza, Massimo Moratti. Mazzarri lo aveva liquidato in tre secondi dicendo "non ho tempo da perdere per rispondere a questo o quell'altro", Moratti gliel'ha fatta pagare perché chi mette mano al proprio portafogli comanda sempre. Potere del danaro.
Da Tevez arrivano frasi stonate. La Juventus deve tenere d'occhio la situazione, senza dare nulla per scontato. "Mi manca l'Argentina" ha detto Carlitos. Si inizia così a novembre e si finisce con altre tentazioni a maggio. Marotta non ha bisogno di consigli ma coccolarsi di più Tevez non farebbe male. Quando nessuno credeva più in lui, la Juventus è stata una manna dal cielo; ora che gioca, segna e riconquista la Nazionale ha orizzonti più ampi. E i calciatori non guardano in faccia a nessuno. E' vero che la Juve ha tanti campioni ma, uno come Tevez, la Juve - e in generale la serie A - non lo trova tutti i giorni. Non siamo più competitivi sul mercato europeo ed è per questo che perdiamo, ogni estate, più terreno rispetto a Germania, Spagna e tra poco anche alla Francia, oltre il PSG già avanti anni luce grazie ai milioni di investimenti fatti negli ultimi due anni.
Restando sotto la Mole Antonelliana, rispondiamo ai tanti tifosi che ci chiedono di parlare del Torino sia su Tuttomercatoweb che in tv su Sportitalia. Il problema del Torino è che non crescerà mai, perché non ha i mezzi economici e neanche la competenza dei suoi dirigenti. Lo scorso anno a Cairo è andata di lusso. Ventura riesce nei miracoli, valorizza i giocatori e raggiunge l'obiettivo minimo, a volte anche quello massimo. Però una società va giudicata nel periodo difficile, non quando tutto va a gonfie vele. Prendete il Parma dello scorso anno: un gioiellino ma, alla base, mancava qualcosa. Un bilancio in ordine e una prospettiva futura. Oggi il futuro è nero. Il Torino non ha questi problemi, certamente, ma ha pochissimi margini di crescita. Cairo non è un grande esperto di calcio. Bravo nelle trattative allo sfinimento, a volte compie errori grossolani. Vende, questa è la sua specialità, ma non riesce a sostituire degnamente i partenti. Se fossi un tifoso del Toro sarei avvelenato. Lo scorso anno mi godevo Cerci e Immobile, mentre quest'anno i sostituti non sono all'altezza. Cairo si continua a fidare di Petrachi ma quando Ventura non ci sarà più o, semplicemente, non farà più i miracoli dove andrà questo Torino? Gli resteranno solo i tifosi che iniziano a rumoreggiare e, forse, dovrebbero anche farsi sentire maggiormente per non arrivare a mettere le toppe quando sarà troppo tardi.
In serie B è stata un'altra domenica nefasta per il Bari. Questa volta Mangia non lo salva neanche se il Presidente fosse stato Arrigo Sacchi. La squadra lo ha abbandonato e lui ha perso il timone. 3-0 a Crotone e arrivederci alla prossima puntata. Mangia, che passa da un argento con l'Italia Under 20 all'esonero in serie B, rappresenta l'attuale categoria degli allenatori italiani. Una continua contraddizione che parte dalle big e sfocia in serie B. A Bari paga Mangia gli errori di tutti. Della squadra, della società e della proprietà. A proposito... Confermando la nostra fiducia e stima nei confronti di Paparesta, il buon Gianluca potrebbe mantenere la promessa fatta tempo fa. "Vi dirò presto chi mette i soldi in questo club". Con tutto l'affetto che nutriamo nei confronti di Papa, non crediamo che sia diventato milionario facendo l'arbitro di serie A, seppur pagato benissimo. Siamo quasi a Natale, sarebbe bello conoscere i veri proprietari del club.
Onore a Marino che sta ribaltando il Vicenza. L'Avellino paga due cose: ieri ha dormito sonni profondi e Castaldo non ha una spalla degna di nota. Comi, Pozzebon e Arrighini non sono all'altezza di Castaldo. Il Livorno spicca il volo e gran parte del merito va a Gautieri, il Pescara risale anche perché ha un ottimo organico mentre il Carpi non ha più bisogno di elogi, deve solo restare con i piedi per terra. Il Cittadella è ultimo ma in Primavera pescherà il jolly, Marchetti è come le rondini. Avevo scritto tempo fa che Foscarini (si dimetta se conserva un briciolo di dignità) su 100 partite influisce al massimo nelle amichevoli di metà settimana. Non ha qualità, carattere né spessore. Ha solo una grande fortuna...CVD! Il Bologna delude ma ha una fuoriserie. Onore e merito a Iaconi che a Brescia sta facendo ben oltre il suo dovere.
Una buona notizia per Caliendo. Il Modena, questa volta, non ha perso.
Buona settimana...

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