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Thohir, da ingenuo cerbiatto ad affinato stratega, l'era Moratti va agli archivi...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Direttore Calcio2000, vanta collaborazione con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni.
16.04.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 33124 volte
Thohir, da ingenuo cerbiatto ad affinato stratega, l'era Moratti va agli archivi...

Mai fidarsi delle apparenze. Ad osservarlo di sfuggita, Thohir, ammettiamolo, sembra più un ristoratore di mezza tacca che un lungimirante imprenditore con la passione per il football. Come se non bastasse, il suo esordio nel calcio italiano, dove tutti pensano e ragionano come se fossero allenatori da Champions League a mani basse, non era stato dei migliori: "Il mio idolo? Ventola...", aveva detto, lasciando tutti a bocca aperta e, soprattutto, perplessi sulle reali conoscenze calcistiche del neo presidente della Beneamata. Abituati ad un "zio" come Moratti, sempre pronto a mettere in pole position la sua anima da tifoso, piuttosto che l'intelletto da imprenditore, i tifosi hanno arricciato il naso. "Ma da dove arriva questo? Dove finiremo con l'indonesiano alla guida?". Domande lecite... Cerbiatto facilmente ingannabile e manovrabile o ghepardo, abile e preparato. A gennaio, il colpo Hernanes ha rincuorato buona parte del popolo interista ma, il vero numero da fuoriclasse, Thohir lo sta escogitando, nell'ombra, in queste settimane. Senza proclami ma misurando ogni parola nei suoi comunicati stampa (lontani i tempi in cui Moratti scendeva in piazza e raccontava i suoi pensieri senza nessuna bavaglia...), il tycoon, appellativo che mi evoca più l'idea di un pacchetto di patatine ma che va di moda, sta rivoluzionando l'Inter. Poco alla volta, gli eroi del Triplete stanno, mestamente, preparando le valigie. I vecchi condottieri, dai Samuel fino ai Cambiasso, passando per i Zanetti e Milito, quelli che hanno reso immortale Massimo Moratti, sono al passo d'addio. Poca riconoscenza? No, strategia da vero presidente, mettendo in cantina l'impeto da tifoso. Quando acquisti una casa, tra l'altro spendendo fiori di quattrini, è impensabile che tu decida di mantenere la stessa mobilia e o carta da parati, no? Bene, Thohir, signorilmente, sta salutando gli adepti di Moratti per dare vita alla sua Inter, quella che piace a lui... Ecco, quindi, che, il prossimo anno, la rosa nerazzurra sarà diversa, completamente, proprio perché l'Inter di Thohir è diversa. Moratti, da primo tifoso dell'Inter, ha vinto tutto, Thohir spera di emulare l'ex presidente senza innamorarsi troppo della sua creatura ma trasformandola in un'azienda. Tanti lasceranno, il cuore del popolo si stringerà per qualche addio ma è l'unica soluzione, o meglio, è la soluzione di Thohir... C'è un solo grande dubbio e si chiama Mazzarri. In coro, tutte le parti in causa continuano a dire che sarà lui a guidare la nuova Inter, lui, un allenatore scelto da Moratti e non da Thohir. Una scelta controcorrente? No, forse anche Thohir, come chiunque compra una casa nuova, vuole lasciare nel salotto un ricordo di chi l'ha preceduto, almeno fino a quando arriverà l'imbianchino per riverniciare e, a quanto pare, la chiamata potrebbe arrivare in tempi brevi...

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