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Tifosi milanisti: Kakà sa tutto. Prandelli: El Shaarawy c'è! Balo: Frey "perdonato". Mazzarri: contatto Mancini. Juventus: Hummels come Barzagli

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
05.04.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 40740 volte

A Settembre i soliti illuminati, quelli che per non saper né leggere né scrivere ti appendono al muro una sentenza al giorno, avevano accusato il solito Milan della solita sceneggiata. Kakà finito, la logica dei sentimenti e della nostalgia giocata al posto di un mercato funzionale. Bene, grazie per la lezione. Ma le cose non sono andate proprio così. Il "finito" è stato determinante fuori dal campo e continuo e positivo in campo e oggi la sola idea che il suo contratto biennale possa avere una conclusione traumatica e non naturale, entra nella vita dei milanisti come una lama. Qualche minuto di sonno in meno, qualche lacrimuccia in più. Bene, Kakà sa tutto. Conosce tutto questo e non ha alcuna intenzione, anzi è il contrario, di far soffrire i tifosi milanisti. Dunque, speriamo bene. Sperare si può, davvero. Il 2015 può attendere. In ogni caso la clausola del suo contratto esiste, e quando è così se ne parla. Delle "altre" di altri giocatori, inesistenti, abbiamo già scritto. Ma nessuna questione personale. La verità va detta per dare merito a chi ce l'ha. In questo caso, Seedorf. L'allenatore del Milan è stato giocatore fino a pochi mesi fa e vive e lavora per la tutela e la dignità dei giocatori, da sempre. Con Taarabt è stato fine psicologo, molto raffinato. Ha capito che lui, mai impiegato in tutta la sua carriera in Champions League, era veramente distrutto per l'eliminazione di Madrid per l'importanza che aveva dato alla gara, e gli ha consentito di rifiatare fisicamente e soprattutto psicologicamente contro Parma e Lazio. Taarabt è tornato molto bene contro Fiorentina e Chievo. Zero clausole, piuttosto un punto pesante a favore di Seedorf. Verificato, firmato e sottoscritto.

Due anni fa Antonio Cassano tornò in campo il sabato di Pasqua in Milan-Fiorentina e poi fece un ottimo Europeo. Stephan El Shaarawy potrebbe tornare il sabato di Pasqua contro il Livorno e magari fare un buon Mondiale. Ci permettiamo di segnalare, da questo nostro piccolo angolo di comunicazione, al Ct azzurro che Stephan ha una voglia spaventosa di calcio, di Milan e di Nazionale. Soffre anche per il Mondiale. Non merita, se torna bene, in forma e con gol, di pagare ancora quegli stramaledetti mesi da Marzo a Maggio 2013 in cui non ha segnato. Messaggio nella bottiglia, destinatario Cesare Prandelli.

Buon per il Chievo e buon per il ragazzo, ci mancherebbe. Ma ve lo immaginate, con la bomba mediatica che si sarebbe scatenata a parti invertite (e cioè calcio di Mario al giocatore clivense), se fosse mai stato possibile portare da 3 a zero le giornata di squalifica per la prova tv? La giustizia sportiva dovrebbe essere al netto del peso mediatico e giudicare episodio per episodio senza pregressi e pregiudizi. A maggior ragione in presenza di una squalifica di 3 giornate, fino ad oggi ridotte al massimo a due nella giurisprudenza del pallone. Ma il calcio lo aveva preso Balotelli, il Chievo non fa notizia ed ecco il miracolo. Lo stesso episodio, a parti invertite, non avrebbe mai goduto della riduzione. E' triste, ma è così.

E' normale che un grande Club si tenga informato durante la stagione di tutto e tutti. Ed è in quest'ottica che va collocato il contatto, che c'è stato, fra Inter e Mancini. Semplice saluto, semplice ricognizione. Nulla di definitivo, molto di interlocutorio. Ma intanto c'è stato. Roberto Mancini, che tornerebbe all'Inter anche se non dovessero fargli un grande mercato, è stato perlustrato. Per il momento, quindi, Mazzarri. Ma con tutto il rispetto, non per la sua storia. L'attuale tecnico nerazzurro ha una sua storia di lavoro e professionalità, ma non di risultati. Perché in un grande Club l'unico risultato è la vittoria in un trofeo pesante. E con tutto il rispetto per la sua buonissima carriera, quando entri nello spogliatoio di una grande quello che hai fatto prima conta pochissimo se non nulla e conta invece solo quello che si fa da quell'attimo in poi. E quello che sta facendo Mazzarri all'Inter è oggetto di una rispettosa ma vivace discussione.

Antonio Conte e la Juventus hanno costruito la loro difesa su un centrale proveniente dal campionato tedesco, Andrea Barzagli, dal Wolfsburg. La storia è ciclica e potrebbe ripetersi. Dovesse concludersi non al meglio la stagione del Borussia Dortmund e dovessero maturare le condizioni economiche, la Juventus potrebbe andare davvero su Mats Hummels, 26eienne difensore tedesco del Borussia e della Nazionale tedesca. Quest'anno Barzagli, professionista impeccabile e ragazzo d'oro, ha sofferto non poco per problemi fisici e nel suo ruolo la società bianconera si sta guardando attorno con decisione.

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