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Gagliardini-Inter, è il nome giusto per completare la squadra di Pioli?
  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Torino: Belotti vince il derby con Dybala. Leverkusen: crocevia di Lazio e Roma. Milan: #DiegoLopezEsMiPortero. Donnarumma: opzionato il papà Alfonso

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
24.10.2015 07.29 di Mauro Suma   articolo letto 41597 volte

Pensavamo che dopo l'intemerata del presidente Zamparini su Dybala, difesa del giocatore e doppio gancio all'allenatore Allegri, il presidente Agnelli prendesse la parola per difendere il proprio tecnico. Abbiamo pensato male. Andrea Agnelli ha rincarato la dose, sottolineando non che il mercato sia stato fatto male, ma che a giudicare dal rendimento della squadra e dal 14' posto attuale il mercato non sia stato valorizzato a dovere. Dunque il presidente Zamparini ha colto nel segno. E i granata godono. In che senso. Nel senso che il Palermo ha ceduto 2 giocatori, non solo uno, quest'estate alla Torino calcistica. Paulo Dybala alla Juventus e Andrea Belotti al Torino. Dybala ha segnato 1 gol su azione e 2 su rigore, ma non è al centro del progetto: la sua presenza nella Juventus è episodica, pallida, sostanzialmente marginale. Nel Torino, invece, Andrea Belotti, costato al presidente Cairo un quinto di Dybala, non ha segnato ma è carico. Contro il Milan, in pochi lo hanno sottolineato, ma è stato lui a cambiare la partita: la sua presenza nel Toro è colorita, affamata, intensa. Fino ad oggi non c'è partita, nella bottega siciliana ha pescato meglio e speso meno il Torino. C'è dunque, alla Juventus, un problema da 35-40 milioni. E a giudicare dalle voci che si scomodano per tentare di negarlo, capiamo anche quanto sia avvitato e quanto sia reale.

Leverkusen è stato un duello goccia a goccia a distanza fra Lazio e Roma, o meglio fra laziali e romanisti. Al 20' del primo tempo di martedì sera 20 Ottobre era in vantaggio...la Lazio 2-0: a quel minuto in Agosto Bayer e Lazio erano sullo 0-0, invece la Roma martedì aveva già subìto 2 reti. Poi la Roma si è rifatta con gli interessi segnando 4 gol e sognando di arrivare a Roma da dominatrice: voi alla BayArena eliminati e noi trionfatori. Ma certo che no, per gli stessi problemi difensivi della Lazio, la squadra giallorossa (che avrebbe fatto bene a tenersi Romagnoli che in questa Roma sarebbe un titolare pieno di buon senso) subisce due reti, finisce 4-4 e Garcia torna sul banco degli imputati esattamente come accadde al ritorno dalla Bielorussia. Leverkusen dunque è stato il crocevia difensivo di Roma e Lazio, con i biancocelesti eliminati e i giallorossi tenuti all'ultimo posto nel girone. Mal comune, Bayer gaudio. E' il caso di dirlo.

Adesso capiamo quello che passavano l'anno scorso i tifosi del Real Madrid quando hanno coniato l'hashtag #Diegolopezesmiportero. Siamo con loro. Siamo come loro. Diego, mai un portiere ha suscitato tanti rimpianti nella tifoseria merengue, quest'anno non avrà ancora i fatto i miracoli della scorsa stagione, ma non dimentichiamo i suoi salvataggi su Kalinic e Icardi lanciati a rete contro di lui nei primi tempi delle rispettive partite, le parate nel finale di Udine, la paratona su Maxi Lopez a Torino. Ai tanti, troppi, che non sapendo di che parlare oggi si buttano sul Milan ad ogni minuto del giorno non sembra vero: infierire sul Milan, prendersi tante rivincite sui tempi in cui il Club era un blocco granitico, si può. Non succede niente. Si può fare. E questo vale per Diego Lopez come per Bacca. Nessun giocatore dell'Inter o della Juventus ha segnato più di Carlos Bacca dopo le prime 8 giornate di Campionato, ma gli opinionisti e i tifosi delle due squadre lo sminuiscono a più non posso. Vale per Mihajlovic: ma come può aver detto il presidente Berlusconi allora Adriano quando lo mandi via se, come abbiamo letto, proprio Sinisa era presente alla cena in oggetto? Vale per Romagnoli: non è ancora il crack che sarà, ma la sua sola presenza in campo è l'unica che dà senso alla difesa del Milan, c'è ancora qualche inevitabile e fisiologica sbavatura, ma certi interventi in recupero di Alessio sono estremamente rassicuranti. Eppure i finti e subdoli confessori del Milan non li vedono o fanno finta di non vederli: Romagnoli deve dare tutto e subito altrimenti è un fallimento, altri giovani naturalmente di altre squadre costati molto di più invece poveri cari carucci vanno aspettati. Ma certo. Insomma,il Milan non va bene e faremmo il suo male a sostenere il contrario. Ma non è tutto così losco, terribile e negativo così come tante, troppe, bande hanno interesse a far passare.

Siamo fra coloro che pensano che Gigio Donnarumma debba ancora crescere tanto e non debba bruciarsi. Ma sappiamo anche, ce lo hanno raccontato, che gli uomini del Milan che hanno assistito al suo primo allenamento 2 anni fa, si sono spaventati. Spaventati! Proprio così. Rimasto al Milan solo grazie ai buoni rapporti fra il Milan e il suo innominabile procuratore (il Bayern e il PSG avevano fatto offerte super), Gianluigi è accompagnato da una sorta di leggenda. Visto che anche suo fratello Antonio ha il fisico del ruolo del portiere e milita in Serie A, nel Genoa per la precisione, sembra che qualche addetto ai lavori abbia voluto portarsi avanti col lavoro. E abbia fatto, verità o leggenda un giorno lo scopriremo, un discorso a papà Alfonso che suona più o meno così: se lei dovesse fare un altro figlio maschio, glielo opziono appena nasce. Il calcio sa essere incredibile come poche altre cose al mondo e non vogliamo dare aria alla bocca per scomodare Gigi Buffon parlando di Gigi. Ma se tutto questo è vero e se Donnarumma farà davvero la carriera che tutti gli pronosticano, un giorno magari si capirà che nel calcio avere buoni rapporti è una risorsa e non un problema.

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