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Editoriale

Totti eterno, fa parlare il campo. E la società ora risponde che...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
21.04.2016 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 27898 volte
© foto di Federico De Luca

Ora c'è da divertirsi. Totti non diverte soltanto in campo, i tifosi della Roma (un po' meno quelli del Torino), ma ora diventa divertente, eccome, anche la vicenda fuori dal campo.
Già nell'ultima settimana non si era parlato d'altro: ora sarà inevitabile continuare a parlarne. Totti sì, Totti no. Totti dal primo, Totti a gara in corso. Totti o Spalletti. Totti ancora un anno a Roma.
L'unica cosa certa è che Totti continuerà a giocare. Dove ancora non si sa, ma continuerà a farlo. Lui sul mercato non si è messo ma ci sono già un bel po' di offerte che stanno cominciando ad arrivare, una su tutte quella dei Cosmos, a New York. Totti per ora sta in silenzio. Con tutti. Si lascia abbracciare dai compagni, non un comportamento fuori posto, sopra le righe. Viene soffocato dalla squadra in occasione del 2-2, saluta i tifosi, un gesto e una parola (un "ti amo", probabilmente) ai fotografi e alle telecamere. Poi silenzio. Selfie e autografi quando esce dallo stadio. Ma Totti non parla. Non parla alle tv quando sarebbe sicuramente stato il migliore in campo. Non parla perché fa parlare il campo. Non parla chissà forse perché proprio le sue dichiarazioni (al Tg1, sembra passata una vita) hanno dato il via a questo balletto sul rinnovo del suo contratto.
Ora la vera domanda non è cosa farà Spalletti. Spalletti decide in base a quello che vede, a quello che sono le sue convinzioni calcistiche, alle sue percezioni durante la settimana. Si prende le sue responsabilità e decide di utilizzarlo al meglio. O almeno secondo quello che lui ritiene sia il meglio. Sarebbe bello poter parlare soltanto di questo. Totti dovrebbe giocare di più? O va bene gestito così? E' una questione di tenuta atletica oppure tecnica e basta? Già questo basterebbe per tenere viva l'attenzione. Spalletti parla, argomenta. A volte si può essere d'accordo con quello che dice, alle volte alcune dichiarazioni sembrano eccessive, troppo dure nei confronti di chi comunque è la storia della Roma. Anche ingombrante, d'accordo. Ma pur sempre la storia. Totti in silenzio fa parlare il campo. Ma lo scontro diventa totale non per l'utilizzo o meno del giocatore. Questa sarebbe solo una questione di campo e nessuno potrebbe mai risolverla, perché poi diciamolo, ogni allenatore avrebbe la sua versione. Pensate i milioni di tifosi.
Quello che sinceramente manca è una comunicazione chiara da parte della società. Noi sappiamo, da sempre, che Pallotta ha deciso che questo per la società è sempre stato l'ultimo anno di Totti dalla Roma. Ma non l'ha mai detto nessuno. Nessuno apertamente. E allora dopo queste ultime 3 partite, almeno, la situazione non può non riaprirsi. Totti ha dimostrato di essere decisivo, eccome, per la Roma e per il pubblico. Non si può non tenerne conto. Del Piero quando andò via dalla Juventus continuò a segnare, ma il presidente Agnelli, prendendosi una responsabilità importante ma che comunque gli spettava, aveva detto che sarebbe stato quello l'ultimo anno di Del Piero alla Juve. E Del Piero lo ha onorato alla grandissima, da grandissimo giocatore e professionista quale è sempre stato.
Totti vive una situazione unica (o quasi). Lui ha sempre scelto la Roma. Anche se avrebbe potuto andare anche altrove, a vincere di più. Non lo ha fatto consapevolmente. Uno dei migliori calciatori in assoluto ha fatto una scelta di vita. Ora se lui avesse giocato male, non fosse stato così decisivo il problema forse si sarebbe posto soltanto moralmente. In realtà adesso si pone anche tecnicamente. Questa Roma senza Totti (volendo fare un calcolo sommario) avrebbe perso con il Bologna, con l'Atalanta e con il Torino. Avrebbe 5 punti in meno, solo in queste ultime 3 partite. Significa no Champions. Quindi la domanda è legittima e spontanea, non solo popolare. Siamo sicuri che Totti non serva davvero più alla Roma?
Ora Pallotta è ancora convinto che il prossimo anno il contratto a Totti non sia utile?
Le parole che arrivano dagli Stati Uniti sono sempre dolcissime, e si continuano a non fare riferimenti al futuro del giocatore. Qui non si tratta più di dover anteporre la squadra al totem, non si tratta più di non dover fare favoritismi o vivere di rendita. Su questo Spalletti (come tutti gli allenatori) ha ragione e decide di conseguenza. Tutti, Totti compreso, devono sapere quali sono i principi che ha in testa il proprio allenatore. Le indiscrezioni che arrivano sono sempre le stesse: grazie ma niente contratto.
Ecco, se davvero venissero confermate queste indicazioni, ci vorrebbe finalmente che Pallotta lo dicesse apertamente. Con le modalità che vuole e con tutto l'affetto e la riconoscenza che ha sempre tributato al suo capitano. Totti ha già manifestato (sul campo e fuori) il suo pensiero. Vuole continuare a giocare, e vorrebbe farlo in giallorosso. Ora tocca alla società, anzi a Pallotta, mettere il punto, se davvero vuole.
Per chiudere un romanzo popolare decisamente interessante, ma forse poco utile alla Roma.

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