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Editoriale

Tutte le bugie del mercato più falso di sempre, una telefonata vera (con rivelazione nerazzurra) e la strategia dei rossoneri per Ibra e Thiago: ecco chi se ne andrà (ma non a Parigi)

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Sportitalia, Mediaset Premium e Telelombardia.
05.06.2012 00.00 di Fabrizio Biasin - twitter: @FBiasin  articolo letto 45713 volte
© foto di Fabrizio Biasin

"Qualcosa non torna" diceva assai preoccupato il lanciatore di boomerang. E in effetti qui non torna una cippa. Passi che il mercato è appena iniziato, passi pure che siamo noi pirlacchioni da tastiera a spararle più grosse di quelle che sono, ma il fatto è che pare di essere tutti quanti sul calcinculo del lunapark: i club provano ad acchiappare la coda di castoro a ogni beato giro (ma forse era di procione) e in realtà la corsa gratis se la fanno gli altri, i club stranieri dei petrol-minchioni col grano.
Poi tocca dire la verità: siam qui a far nomi da mesi, imbastiamo trattative visionarie e, Palacio a parte, non è successo niente di niente (vabbè, diciamo anche Lavezzi a parte...). Pandev? E' ancora dell'Inter. Silvestre? E' ancora del Palermo. Ibra e Thiago? Sono ancora del Milan. Verratti? E' ancora del Pescara. Isla e Asamoah? Sono ancora dell'Udinese. Maicon, Sneijder, Julio Cesar e pure Chivu? Sono ancora dell'Inter. Giovinco? E' ancora del Parma. E se volete andiamo avanti, oppure smettiamo qui e diamo una sistemata alla faccenda: gli operatori di mercato (leggi, agenti dei giocatori) ci stanno bellamente prendendo per il deretano. Il fatto è che questi qui fanno il loro sporco lavoro, che una volta era sporco e piuttosto semplice, ma oggi è sporco come la fogna di Calcutta il giorno della sacra del legume e, soprattutto, assai complesso. E allora l'agente di "tizio" per stare a galla s'inventa che il club "X" ha offerto trenta tappeti e quattro batterie di pentole per accaparrarsi il suo protetto e invece son balle che neanche Calboni a quota 2500. Tocca capire se dall'altra parte ci cascano e rilanciano, ma qui ormai non abbocca più nessuno perché le casse son vuote e tutto resta com'è. Congelato. Niente "picci", nada palanche, zero tartufoni, addio Bengodi, fine del discorso.
Lo schema è cambiato secondo la siffatta logica: "Prima vendiamo la nostra roba poi al massimo compriamo". Solo che in pochi sono in grado di acquistare a scatola chiusa e son sempre i soliti figli della nafta, che vai a fare venti euro di benzina e il giorno dopo la Panda è già a secco.
Tutta 'sta menata per dire due cose. 1) La serie A è un campionato in triste, lenta, irreversibile (o quasi) decadenza. 2) Qualcuno - come si suol dire - ce sta a provà.
Lasciamo perdere il punto 1 (serve una riforma totale del calcio nostrano: meno squadre, meno pretese, meno faccendieri. Arriverà? Campa cavallo...) e fissiamoci sul punto 2. La questione riguarda quel volpone di Adriano Galliani e dei suoi collaboratori, abilissimi a "tirare in mezzo" quei quattro fessacchiotti col grano. A noialtri l'inghippo sembra piuttosto chiaro: A) Il Milan non vuol cedere Thiago Silva perché uno così non si rimpiazza e in fondo non guadagna neanche tanto. B) Il Milan venderà Thiago Silva per un'offerta (irrinunciabile) che supera i 50 milioni di cucuzze. C) Per far salire i prezzi Adriano Magno - gran visir del mercato pallonaro - si sta facendo vedere in giro con chiunque: va al Roland Garros, sbarca a Barcellona, ospita Mancini, pare che abbia in programma anche un'ospitata ad "Art Attack" del buon Muciaccia.
La domanda è: qualcuno sta cascando nel trappolone? La risposta è: sì. Mettiamola così: al momento i più fessi sembrano quelli del Barcellona, al City stanno a guardare e Parigi è complice dei diavoletti (Ancelotti, se può dare una mano ai suoi vecchi amici, la da). Ergo: se arrivano i 50, Thiago saluta, altrimenti (opzione preferita in casa rossonera) ci si concentra sulla cessione di Ibra (che non disdegna: basta riempirlo di soldi). E se non arrivano offerte degne per il 30enne svedese (la proposta di 40 milioni fatta dal Psg pare tanto una fesseria)? Nessun problema: Galliani si tiene i due fenomeni e gestisce un mercato di secondo piano secondo la legge non scritta del "siamo stati bravi a tenere questi due, che volete da noi, il sangue?".
Ecco, al momento siamo moderatamente convinti che di vero ci sia questo e poco altro. Ma sappiamo che una qualunque puttanata colossale fa più presa di un editoriale dove che scrive assicura: "Uè, occhio che son tutte baggianate". E allora, in attesa di notizie vere, giochiamo a "sparala grossa che se poi la prendi puoi dire io l'avevo detto prima di tutti e sono il più fico der bigoncio".
Dunque: la Juve vuole l'attaccante forte che ti fa far bella figura in Champions. Marotta è stato avvistato mentre varcava i Pirenei i direzione Madrid con delle sacche di pesetas fuori corso. Vuole Higuain, ma sa che nel frattempo in Inghilterra Torres e Dzeko stanno disputando un torneone di morra cinese all'ultimo sangue: chi perde sarà opzionato alla faccia di Van Persie, falso obiettivo che però è ghiotto di gianduiotti e a Torino verrebbe volentieri.
Zeman chiede una Roma a sua immagine e somiglianza: giovane, scattante, ubbidiente. Per questo vorrebbe visionare tutte le scuole medie di alcuni campi di lavoro in Cina. In cambio è disposto a rinunciare a Taddei, la cui visione disturba il sonno del giovane Boijan.
Inter: Fassone ha messo piede ad Appiano e sta programmando il banchetto del secolo. Nomi caldi: Lucas, Paulinho, De Jong, Silvestre, Zeta la Formica, Mazinga Zeta, Z come Zorro, Zuzzurro di Gaspare & Zuzzurro.
Totale: non vi fidate di chi vi dice "io so per certo che Cicciopasticcio andrà a giocare nel Sanmarzano", perché al momento Cicciopasticcio o è in nazionale per gli Europei o è in carcere per Scommessopoli o è a Formentera a magnare la paella. Gli affari, se ci saranno, si faranno dopo il torneone in Polonia e Ucraina. Quello dove ammazzano i cani per strada "perché altrimenti i turisti si spaventano", per capirci.

Ps finale. Vera telefonata del sottoscritto alla sua affidabile fonte nerazzurra. Io: "Mi dici qualche chicca di mercato che almeno non faccio la figura da pirla?". Lui: "Guarda che adesso non c'è niente, è ancora presto. Chiama più avanti". Niente, per Mazinga sembra proprio che non ci sia niente da fare (magari lo troviamo su Twitter: @ FBiasin)...

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