HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
-10 alla fine del mercato: da chi aspettarsi il grande colpo?
  Atalanta
  Bologna
  Cagliari
  Chievo Verona
  Crotone
  Empoli
  Fiorentina
  Genoa
  Inter
  Juventus
  Lazio
  Milan
  Napoli
  Palermo
  Pescara
  Roma
  Sampdoria
  Sassuolo
  Torino
  Udinese

TMW Mob
Editoriale

Tutti i retroscena dell'incontro con Malagò: ma Tavecchio non molla, dieci giorni per salvare il calcio italiano dal disastro. Intanto Conte non andrà in Nazionale

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
01.08.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 30248 volte
© foto di Federico De Luca

Tre ore di colloquio tra il presidente del Coni Malagò e il candidato alla presidenza della Federcalcio Carlo Tavecchio ormai per tutti "Carlo a' banana", non sono bastate per cercare di dare un futuro diverso al calcio italiano. Purtroppo.

Carlo Tavecchio non molla, non ci pensa neppure a ritirare la sua candidatura e lo ha ribadito anche al presidente Malago'. Il ragionamento di Tavecchio è semplice e nella sua semplicità disarmante: mi hanno candidato le Leghe e la candidatura è ancora in piedi dopo la gaffe delle banane, segno che le mie scuse sono state accettate e i miei elettori hanno capito che non sono razzista e le mie parole sono andate oltre il mio pensiero in un momento di concitazione dialettica.

Cosa dire di più a uno così che non pensa al futuro del pallone ma solo al suo, e comunque a che razza di presidente dimezzato sarà in un momento delicatissimo?

Malagò ci ha provato, con grande delicatezza ha fatto presente che non ha alcuna intenzione di fare pressioni affinchè si ritiri, ma nello stesso tempo ha invitato Tavecchio ad una ulteriore riflessione proprio in virtù delle difficoltà che potrebbero nascere a tutto il movimento calcistico italiano dalla sua guida.

In sostanza Malagò, non avendo il Coni le armi regolamentari e giuridiche per intervenire, ha insistito con il caso di coscienza e di opportunità nell'interesse di tutto il movimento italiano senza nulla togliere a quelle che sono le qualità di Tavecchio e la sua storia dirigenziale nei dilettanti.

Non è mancata anche la panoramica su quello che sarà il programma di "Carlo a' banana" se sarà eletto. Dall'intervento sui settori giovanili, alla riduzione delle squadre in A e in B, dalla maggiore attenzione all'arrivo degli stranieri.

Si è parlato pure del nuovo Ct e Tavecchio ha una rosa di tre candidati, Mancini, Conte (del quale poi diremo) e la coppia Cabrini-Guidolin da scegliere per mettere sulla panchina della Nazionale.

Malago' ha sottolineato anche la forte reazione che c'è in tutto il paese e negli ambienti calcistici con raccolte di firme sul web, ma Tavecchio tira dritto "più forte e più splendente che pria" come diceva Petrolini.

In effetti questa vicenda se non fosse tragica sarebbe comica. E comici sono molti dei personaggi coinvolti.

Tavecchio è impresentabile a qualsiasi livello che superi i dilettanti, non ha una cultura, una dialettica, un appeal internazionali e forse anche le energie necessarie in questo momento per rilanciare il calcio. E questa è una.

Ma se la serie A (ora soltanto tredici società), la serie B (19 società), la Lega Pro e i Dilettanti continuano a sponsorizzare questo presidente minore, evidentemente il calcio italiano è caduto più in basso di quello che potessimo pensare o supporre.

Possibile che non ci sia un manager illuminato e preparato, un presidente con maggiore appeal o un campione del passato con una conoscenza del calcio e della gestione, in grado di rappresentare il nostro pallone meglio di Tavecchio?

A questa domanda dovrebbe rispondere tutto un mondo che sta piano piano ripiegandosi su se stesso, con squadre italiane impoverite e non più in grado di competere all'estero, vivai senza futuro, stadi da terzo mondo, violenza a tutti i livelli.

Un mondo che andrebbe rivisto dalla A alla Z con profonde riforme e una serie di idee innovative si affida a un Tavecchio qualsiasi che non ha una storia ad alto livello. Pensate ai criticatissimi Carraro prima e Abete poi: al confronto sono dei giganti.

A tutto questo si aggiunge la vicenda della banana e del razzismo che porterà nel ridicolo il nostro movimento sportivo quando ci sarà da portare all'estero la nazionale, alla Uefa e alla Fifa le nostre istanze.

Provate a immaginare un discorso di Tavecchio in certi ambiti: gli consigliamo un buon ghost writer. Comunque l'immagine (al di là delle risorse di Tavecchio) italiana già ai minimi termini subirà un ulteriore contraccolpo.

Ci sono dieci giorni di tempo prima delle elezioni per ripensare al tutto, per cercare di trovare una sintesi di voto attorno a un personaggio diverso, a un Collina, a un Michele Uva, a un Francesco Franchi (figlio di Artemio), manager ed esperti in grado di fare un piano di lavoro e una equipe di studio di livello internazionale per organizzare interventi rapidi.

Ma è proprio questo che i Signori del Calcio non vogliono, preferiscono Tavecchio per conservare ciascuno il proprio potere e non cambiare nulla.

Anche la politica ha le mani legate. Renzi e Del Rio (ha la delega per lo sport) hanno fatto chiaramente capire cosa pensano dell'episodio della banana, ma non possono intervenire direttamente, il calcio internazionale e nazionale non consentono invasioni di campo. Sarebbe controproducente. Però anche il vento del governo è contrario a Tavecchio e lui dovrebbe averlo capito. Niente. Dieci giorni e sapremo, magari il segreto dell'urna potrà aiutare, se il calcio italiano si vuole suicidare o può ancora coltivare una speranza.

Intanto non ci dispiacerebbe, per par condicio, se Tavecchio venisse deferito alla commissione disciplinare come dovrebbe in base ai regolanti vigenti per le frasi a sfondo razzistico. E' stato fatto per giocatori e altri dirigenti, non capiamo questa indulgenza.

Intanto, per la cronaca, Antonio Conte dopo aver cominciato a pensare a una chiamata da parte della Federcalcio, al di là di Tavecchio, ha sostanzialmente deciso di non accettare.

E' ancora presto, vuole altre esperienze nei club e forse quello di Ct non è proprio il suo lavoro, ha bisogno del contatto quotidiano con i giocatori.

Niente Nazionale, dunque, ma un sogno nel cassetto e un obiettivo che comincia a perseguire: vincere la Champions. Nessuno sa (neanche lui) con quale squadra, ma il prossimo passo di Conte sarà in quella direzione, accetterà una panchina di un club in grado di metterlo in condizione di provare a vincere quel trofeo che ha già alzato da giocatore.

La Juventus non ce l'ha fatta, avanti il prossimo. Che non sarà il Milan perché come vi abbiamo già ricordato, nella rescissione consensuale la Juventus ha preteso una clausola che impedisce a Conte di allenare in Italia per un anno. Galliani pochi giorni fa ha ammesso la nostra anticipazione, il Milan aveva cercato Conte in primavera, ma adesso Inzaghi stia tranquillo: fino a giugno la panchina e' solo sua.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Una settimana da Kalinic. La Juventus chiude il mercato, la Roma lo apre, il Milan con Deulofeu aspetta Gomez dall'anno prossimo. Serie A più divertente: sarebbe meglio ridistribuire i proventi televisivi 22.01 - Non mi capita molto spesso di parlare bene della mia categoria professionale. Anche perché è in continuo movimento, c'è chi si ancora a vecchi capisaldi - perché nato con la carta stampata e, più in generale, non digitale - e chi mette zizzania perché pensa di cambiare completamente...
App Store Play Store Windows Phone Store
 

EditorialeDI: Mauro Suma

Cercasi fotografo per Deulofeu. Juve-Milinkovic Savic: qualcosa è cambiato. Allegri circondato dagli Inzaghi. Simeone, nuovo snodo Inter-Juve 21.01 - Esattamente due anni fa. Il sabato precedente Milan-Atalanta, il Milan sognava Witsel. Ma nel frattempo si preparava ad accontentarsi di Suso. Svanito infatti in poche ore il sogno Witsel, stessa sorte che sarebbe capitata ad altri Club notoriamente più capaci sul mercato, e persa...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Verratti alla Juve, la chiave è Orsolini. Tolisso, dieci giorni per il colpo. Idea Rakitic. Inter, Moratti prende le quote di Thohir? Kalinic bloccato: la Viola non trova il sostituto 20.01 - Inutile girarci attorno: i problemi della Juve nascono tutti dal centrocampo. Le colpe e i ritardi di Allegri ci sono (ne parlerò dopo), ma non si possono non chiamare in causa anche Marotta e Paratici che in due mercati estivi non sono stati in grado di comprare un centrocampista...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Milan, Deulofeu si avvicina. Kalinic si allontana. Defrel-Roma tutta in salita. Cassano ora che fa? E i grandi colpi in B... 19.01 - Partiamo dall'ultima notizia arrivata in serata. L'Everton ha dato segnali di apertura per il prestito di Deulofeu con diritto di riscatto al Milan. È evidente che questo tipo di apertura ha suscitato un moderato ottimismo fra i dirigenti rossoneri, anche se ora bisognerà discutere...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

La Cina si dà una regolata! Coppa d'Africa, effetto Billiat... Aiutiamo Drogba! E il mercato? 18.01 - Fa freddo, fa freddissimo a Milano… Note climatiche a parte, tanto di cui disquisire. Partiamo dalla Cina. Finalmente anche il governo cinese ha capito che qualcosa non torna. Le spese folli dei club cinesi stanno “inquinando” il prodotto calcio. Esborsi assurdi, inverosimili, fuori...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: fuori dal campo sta succedendo qualcosa di grosso (e i cinesi trattano con  un attaccante!). Inter: i segreti di Nanchino e le prossime mosse di Ausilio. Milan: la decisione su Deulofeu. Napoli: e se Maradona... 17.01 - Ci tocca partire con una cosa seria. Molto seria. Pure troppo. La potenza di Tuttomercatoweb ha generato il “dramma dei pizzoccheri” che vi vado brevemente a raccontare. (Ricordatevi che è tutto molto serio. Serissimo). Settimana scorsa ho iniziato l’editoriale con la consueta...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Da Orsolini a Gabbiadini, quando gli agenti sbagliano parole e strategie. Dalla Juve all'Inter: le cifre che "drogano" il mercato. Ombre e luci su un gennaio atipico. Palermo verso la B e Lo Faso fa la Primavera... 16.01 - Sapere che è, quasi, tutto finito a metà gennaio, sinceramente, ci porta un pò di tristezza. Poi capiamo le mosse di mercato dei dirigenti italiani e ce ne facciamo una ragione. Non a caso questo è il primo mercato di gennaio di programmazione e non distruzione. Crotone, Pescara e...

EditorialeDI: Andrea Losapio

Alla fine tutti si scansano con la Juventus, Napoli e Roma un po' meno. Tornerà la grande Milano, almeno la parte cinese delle due. Mercato a costo zero, tranne per i cinesi: Zidane costa 285 milioni, Buffon 110 e Veron 120 15.01 - Abbiamo negli occhi ancora la - ennesima - bella prestazione dell'Atalanta contro la Juventus, con i nerazzurri capaci, negli ultimi dieci minuti, di mettere in seria difficoltà i bianconeri. Bravo Gasperini, bravo Latte Lath, se non ci fosse la Juve un dieci euro sullo Scudetto nerazzurro...

EditorialeDI: Mauro Suma

Gagliardini-Caldara, una simpatica zuffa a suon di milioni. Le spallucce di Montella, le spallucce del Milan. La Champions della Juve passa da Dybala 14.01 - Una volta si cantava vengo anch'io no tu no. Oggi si canticchia all'avversario l'hai pagato di più tu, no invece tu. Non sappiamo chi si contenterà, ma certamente chi gode è l'Atalanta. Visto che il motivo del contendere è chi ha speso di più fra Inter e Juventus, fra Gagliardini...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve-Inter: scontro totale sul mercato. Verratti conteso a colpi di milioni. Chi ha buttato i soldi per Gagliardini e Caldara? Zaza al Valencia. Pioli vuole Vrsaljko 13.01 - Una buona strategia di marketing l’avrebbe suggerito, andare addosso ai più forti, a chi comanda il mercato o la situazione, funziona sempre. L’aggressione. E’ quello che, milione più milione meno, sta facendo l’Inter, tornata a braccare la Juventus molto da vicino. Il caso Gagliardini...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.