HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

TMW Mob
Editoriale

Tutti i retroscena dell'incontro con Malagò: ma Tavecchio non molla, dieci giorni per salvare il calcio italiano dal disastro. Intanto Conte non andrà in Nazionale

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
01.08.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 30253 volte
© foto di Federico De Luca

Tre ore di colloquio tra il presidente del Coni Malagò e il candidato alla presidenza della Federcalcio Carlo Tavecchio ormai per tutti "Carlo a' banana", non sono bastate per cercare di dare un futuro diverso al calcio italiano. Purtroppo.

Carlo Tavecchio non molla, non ci pensa neppure a ritirare la sua candidatura e lo ha ribadito anche al presidente Malago'. Il ragionamento di Tavecchio è semplice e nella sua semplicità disarmante: mi hanno candidato le Leghe e la candidatura è ancora in piedi dopo la gaffe delle banane, segno che le mie scuse sono state accettate e i miei elettori hanno capito che non sono razzista e le mie parole sono andate oltre il mio pensiero in un momento di concitazione dialettica.

Cosa dire di più a uno così che non pensa al futuro del pallone ma solo al suo, e comunque a che razza di presidente dimezzato sarà in un momento delicatissimo?

Malagò ci ha provato, con grande delicatezza ha fatto presente che non ha alcuna intenzione di fare pressioni affinchè si ritiri, ma nello stesso tempo ha invitato Tavecchio ad una ulteriore riflessione proprio in virtù delle difficoltà che potrebbero nascere a tutto il movimento calcistico italiano dalla sua guida.

In sostanza Malagò, non avendo il Coni le armi regolamentari e giuridiche per intervenire, ha insistito con il caso di coscienza e di opportunità nell'interesse di tutto il movimento italiano senza nulla togliere a quelle che sono le qualità di Tavecchio e la sua storia dirigenziale nei dilettanti.

Non è mancata anche la panoramica su quello che sarà il programma di "Carlo a' banana" se sarà eletto. Dall'intervento sui settori giovanili, alla riduzione delle squadre in A e in B, dalla maggiore attenzione all'arrivo degli stranieri.

Si è parlato pure del nuovo Ct e Tavecchio ha una rosa di tre candidati, Mancini, Conte (del quale poi diremo) e la coppia Cabrini-Guidolin da scegliere per mettere sulla panchina della Nazionale.

Malago' ha sottolineato anche la forte reazione che c'è in tutto il paese e negli ambienti calcistici con raccolte di firme sul web, ma Tavecchio tira dritto "più forte e più splendente che pria" come diceva Petrolini.

In effetti questa vicenda se non fosse tragica sarebbe comica. E comici sono molti dei personaggi coinvolti.

Tavecchio è impresentabile a qualsiasi livello che superi i dilettanti, non ha una cultura, una dialettica, un appeal internazionali e forse anche le energie necessarie in questo momento per rilanciare il calcio. E questa è una.

Ma se la serie A (ora soltanto tredici società), la serie B (19 società), la Lega Pro e i Dilettanti continuano a sponsorizzare questo presidente minore, evidentemente il calcio italiano è caduto più in basso di quello che potessimo pensare o supporre.

Possibile che non ci sia un manager illuminato e preparato, un presidente con maggiore appeal o un campione del passato con una conoscenza del calcio e della gestione, in grado di rappresentare il nostro pallone meglio di Tavecchio?

A questa domanda dovrebbe rispondere tutto un mondo che sta piano piano ripiegandosi su se stesso, con squadre italiane impoverite e non più in grado di competere all'estero, vivai senza futuro, stadi da terzo mondo, violenza a tutti i livelli.

Un mondo che andrebbe rivisto dalla A alla Z con profonde riforme e una serie di idee innovative si affida a un Tavecchio qualsiasi che non ha una storia ad alto livello. Pensate ai criticatissimi Carraro prima e Abete poi: al confronto sono dei giganti.

A tutto questo si aggiunge la vicenda della banana e del razzismo che porterà nel ridicolo il nostro movimento sportivo quando ci sarà da portare all'estero la nazionale, alla Uefa e alla Fifa le nostre istanze.

Provate a immaginare un discorso di Tavecchio in certi ambiti: gli consigliamo un buon ghost writer. Comunque l'immagine (al di là delle risorse di Tavecchio) italiana già ai minimi termini subirà un ulteriore contraccolpo.

Ci sono dieci giorni di tempo prima delle elezioni per ripensare al tutto, per cercare di trovare una sintesi di voto attorno a un personaggio diverso, a un Collina, a un Michele Uva, a un Francesco Franchi (figlio di Artemio), manager ed esperti in grado di fare un piano di lavoro e una equipe di studio di livello internazionale per organizzare interventi rapidi.

Ma è proprio questo che i Signori del Calcio non vogliono, preferiscono Tavecchio per conservare ciascuno il proprio potere e non cambiare nulla.

Anche la politica ha le mani legate. Renzi e Del Rio (ha la delega per lo sport) hanno fatto chiaramente capire cosa pensano dell'episodio della banana, ma non possono intervenire direttamente, il calcio internazionale e nazionale non consentono invasioni di campo. Sarebbe controproducente. Però anche il vento del governo è contrario a Tavecchio e lui dovrebbe averlo capito. Niente. Dieci giorni e sapremo, magari il segreto dell'urna potrà aiutare, se il calcio italiano si vuole suicidare o può ancora coltivare una speranza.

Intanto non ci dispiacerebbe, per par condicio, se Tavecchio venisse deferito alla commissione disciplinare come dovrebbe in base ai regolanti vigenti per le frasi a sfondo razzistico. E' stato fatto per giocatori e altri dirigenti, non capiamo questa indulgenza.

Intanto, per la cronaca, Antonio Conte dopo aver cominciato a pensare a una chiamata da parte della Federcalcio, al di là di Tavecchio, ha sostanzialmente deciso di non accettare.

E' ancora presto, vuole altre esperienze nei club e forse quello di Ct non è proprio il suo lavoro, ha bisogno del contatto quotidiano con i giocatori.

Niente Nazionale, dunque, ma un sogno nel cassetto e un obiettivo che comincia a perseguire: vincere la Champions. Nessuno sa (neanche lui) con quale squadra, ma il prossimo passo di Conte sarà in quella direzione, accetterà una panchina di un club in grado di metterlo in condizione di provare a vincere quel trofeo che ha già alzato da giocatore.

La Juventus non ce l'ha fatta, avanti il prossimo. Che non sarà il Milan perché come vi abbiamo già ricordato, nella rescissione consensuale la Juventus ha preteso una clausola che impedisce a Conte di allenare in Italia per un anno. Galliani pochi giorni fa ha ammesso la nostra anticipazione, il Milan aveva cercato Conte in primavera, ma adesso Inzaghi stia tranquillo: fino a giugno la panchina e' solo sua.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Juve-'Ndrangheta, siamo alla follia. Le colpe di Agnelli. Allegri vuole Di María. Inter, lasciate in pace Pioli. Napoli, tieni Insigne non Mertens 24.03 - LL’ultimo scandalo del calcio italiano ha dei contorni inquietanti. Parlo, naturalmente, della vicenda Juventus-‘Ndrangheta e di tutto quello che sta scatenando. Qui non si tratta di essere juventini o antijuventini, credo che il discorso che sto per fare attenga alla civiltà più...
Telegram

EditorialeDI: Luca Marchetti

Caparre cene e allenatori, in Primavera si fa il mercato e si guarda al futuro 23.03 - Sono principalmente due le notizie che hanno movimentato la settimana della pausa di campionato e sono destinate entrambe ad avere strascichi durante tutta la settimana. A Milano la questione closing non si è ancora chiusa: né in un verso né nell'altro. I famosi 100 milioni che doveva...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Luis Enrique, non solo Roma... Milan-Donnarumma, è rimasta solo la fede! Napoli, Mertens va premiato oppure... 22.03 - Ogni volta che si manifesta la primavera mi sento meglio… Le giornate diventano più luminose, la natura rinasce, tutto siamo più felici o, almeno, così pare… Tuttavia, ancora una volta, a primavera c’è solo una rondine che tiene alto il buon nome dell’Italia pallonara in Europa. C’è...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Un'idea "folle" per la Juve e una cosa da chiarire su Agnelli. I soldi del Milan ci sono: ecco chi li ha davvero (da lì nascono i problemi). Il fastidio dietro la "non sconfitta" dell'Inter. E sul pranzo indigesto di Sarri... 21.03 - Questa volta non me la prendo con la “pausa per la Nazionale”. Non ci penso neanche. Al limite con il campionato. Quello delle ultime che perdono sempre, delle prime che vincono sempre, di quelle in mezzo che vincono se giocano con le ultime, perdono se giocano con le prime e pareggiano...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Pallotta, chiedi il conto a Spalletti. Giro di panchine: Bucchi e Semplici le new entry. Il Torino dalla “Padelli alla brace”. Lotito in B? Ecco perché conviene più alla B che alla A… 20.03 - Nel week end dell’addio dei sogni di gloria dell’Inter, si passa al sabato dove il Milan conferma di essere da Europa di serie B. Milano oggi è da Europa di serie B e la classifica confermerà che le due squadre di Milano ancora non sono pronte a rientrare dalla porta principale. Il...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Il monopolio della Juve fa male al calcio italiano: o tornano le milanesi (dei giorni migliori...) o la Serie A in Europa perderà posizioni. E tanti saluti al regalo dell'UEFA 19.03 - Ci risiamo. Superati gli ottavi di finale ecco riaffiorare i soliti problemi e sempre gli stessi limiti. C'è la Juventus, che si avvia indisturbata a conquistare il sesto Scudetto consecutivo (record assoluto). Poi c'è il vuoto, in Serie A e nelle competizioni europee. La Roma in...

EditorialeDI: Mauro Suma

Sacchi-Dybala: juventini distratti. Bacca: nessuna grazia ricevuta. 200 milioni Closing e 200 milioni Guardiola. I derby estremi di Roma e Genova 18.03 - Era appena finita Juventus-Porto e dopo partite del genere, dove tutto va per filo e per segno, le tv devono cercare di ravvivare e movimentare. E' accaduto anche su Premium, dove Arrigo Sacchi ha stimolato Dybala: "Sei un modello per i giovani, sei un grandissimo giocatore, perchè...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Spalletti, ora è addio. E la Juve aspetta. Allegri più lontano. Inter, Suning 150 milioni per lo Scudetto. Milan, se salta il closing Donnarumma al Real 17.03 - La Roma è fuori dall’Europa nonostante la vittoria e una gara di grande spessore tecnico e agonistico e, se tanto mi da tanto, Spalletti è fuori dalla Roma. Non faccio altro che seguire le sue indicazioni e il suo ragionamento. Ancora pochi giorni fa ha ribadito che senza tituli (alla...

EditorialeDI: Luca Marchetti

I giovani, la Champions e le scadenze 2018? Vendi o firmi? 16.03 - La Champions sa ancora riservare sorprese. Non che il Monaco potenzialmente sia (stato) meno ricco del City, ma nell’anno in cui gli inglesi volevano la glorificazione in campo internazionale è arrivato il fracaso di Pep. Lontano dalla testa della classifica in Premier, uscito per...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Troppe polemiche, ci si mette anche Mourinho... Spalletti-Totti, uno è di troppo! Milan, Donnarumma resta. 15.03 - La primavera è alle porte, speriamo che, con l’arrivo delle belle giornate, le menti più fumantine riescano a rilassarsi… Basta polemiche. Non mi interessa chi ha torto e chi ha ragione, so solo che stiamo esagerando (mi ci metto anche io). Seguiamo ogni partita con occhio clinico,...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.