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Editoriale

Un folle ultimo minuto. Le reazioni di Mazzarri, la gioia di Garcia. I rinnovi dei big del campionato e continua l'inchiesta sul calcio italiano...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
30.10.2014 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 25653 volte
© foto di Federico De Luca

Prima le notizie di giornata, poi un'altra analisi, sempre interessante, sui giovani.

Cominciano i rinnovi, quelli pesanti, quelli interessanti. Quelli da programmare con attenzione.

Sono arrivati gli accordi per Cuadrado e Pogba, si cerca quello con Lichsteiner (sul quale c'è un attenzione molto concreta dell'Arsenal e anche dell'Inter che ha cominciato a sondare l'entourage del centrocampista). Poi c'è l'Inter che sta lavorando sul rinnovo di Kovacic. E lo stesso baby campione ha confermato proprio ai microfoni di Sky che magari entro Natale ci potranno essere delle novità.

E il turno infrasettimanale, fra serie A e serie B intanto ci ha regalato un altro esonero: quello di Lopez a Vicenza e al suo posto arriva ora Marino. In serie A un ultimo minuto da follia e emozioni forti (pensate soltanto che la Roma ha saputo del gol del genoa dal tabellone, la stessa scena si è ripetuta per le genovesi, l'Inter che segna e lascia al palo la Samp e il Napoli che fallisce l'aggancio al terzo posto) c'è una foto da conservare: la reazione di Mazzarri ai fischi del pubblico alla fine del primo tempo. Una mano alta, sopra la testa, come a dire "vaffa...". Esasperato da una situazione non certo semplice, visto che la squadra non riesce a sbloccarsi come vorrebbe lui. Anche se i tre punti sono arrivati e la Champions non è lontana (anche se c'è ressa). E i problemi continuano ad esserci anche a Napoli, dove Benitez sta vivendo sull'altalena dei risultati, degli errori incredibili a 50 centrimetri dalla porta, così come dagli 11 metri...

Nel giorno dell'esordio di Rolando Mandragora, classe 1997 con il Genoa da titolare facciamo anche un'altra osservazione sui giovani. Il Football Observatory (con sede in Svizzera) ha prodotto questa settimana uno studio interessante. Che riguarda l'utilizzo dei giovani formati in un settore giovanile nei primi cinque campionati d'Europa, quindi Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.

Il dato studiato è: quanti sono i prodotti di un settore giovanile (almeno 5 anni) che ora giocano in una squadra (non solo in quella che lo ha formato) nella massima serie. E per l'Italia c'è una sorpresa, negativa. Perché è l'ultima nazione.

Se la media è del 17,2%, in Italia i giovani formati nelle giovanili italiane che sono nelle massime serie europee sono soltanto il 9,6%. Niente a che vedere con la Francia (leader con il 24,6%) ma neanche con la Premier (la penultima con il 14%).

E l'altro dato preoccupante è quello relativo alla divisione per società.

Il Barcellona è la squadra che produce più giocatori in giro per l'Europa: ben 43 giocatori attualmente impegnati in uno dei top 5 campionati. Ma è la Spagna tendenzialmente a dominare con addirittura 10 squadre nella classifica stilata dal Footbal Observatory. CI sono infatti 10 squadre in classifica (45 posizioni) e ben quattro nelle prime sette. E l'Italia? L'Italia ha in totale 5 squadre in totale di cui la migliore è l'Atalanta unica nella top ten, con 22 giocatori (di cui 5 a Bergamo, 17 in altri club) seguita da Inter (18), Roma (17), Empoli e Milan (14). E l'altro dato su cui riflettere è che nelle tre "grandi" italiane soltanto 4 giocatori al massimo sono in rosa delle rispettive squadre.

Questi naturalmente sono numeri. Non ci dicono quanto questi giocatori siano forti o meno. Ma sono comunque dei dati su cui riflettere per continuare a riformare nella giusta direzione il calcio italiano.

E possono fare il paio con un'altra analisi, fatta sempre dal Football Observatory la settimana precedente: ha analizzato quale fosse l'età media dei giocatori schierati nella partita precedente. Volete sapere qual era la partita con più "vecchietti" in campo? Verona-Milan con 31 anni di media in campo. E nella classifica per squadra, nelle prime 10 ci sono 6 italiane: in testa il Verona, secondo il Torino, quarta la Juve, sesta la Roma, settimo il Milan e decimo il Parma. La più giovane? Fra le 100 squadre analizzate il Valencia, appena sopra (o sotto scegliete voi) dal Manchester United. Quindi non solo squadre "piccole".

Tutto questo per dire che, tutto il ragionamento sui giovani che avevamo lasciato in sospeso la scorsa settimana, può anche essere letto attraverso questi numeri. Se tante operazioni di mercato sono su U21, poi però è difficile che giochino nella massima serie.

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