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Editoriale

Un super Napoli e il suo progetto. Benitez si conferma da Coppa e Higuain ne fa 18. Analogie con la Fiorentina: quando la programmazione paga

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
13.02.2014 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 24298 volte
© foto di Federico De Luca

Tra Napoli e Firenze il primo trofeo della stagione.
E la notte del San Paolo è stata magica per i napoletani. 3-0 nitido sotto gli occhi di Maradona. Una finale che il Napoli ha fortemente voluto soprattutto nella partita d'andata, quando sotto due a zero non si è sentito mai vinto. Higuain ha fatto 18 gol in stagione. Non si poteva pensare di sostituire Cavani in modo migliore. E la distanza dalla Juventus in campionato, ora, è meno pesante. Certo: c'è l'obbligo di crederci fino alla fine, c'è l'obbligo di centrare la Champions (magari senza preliminari), c'è l'obbligo di fare bene anche in Europa League. Con una piccola consapevolezza in più: Benitez in coppa rende meglio. Lo dice la sua storia, lo dicono i risultati. Lo sperano a Napoli. Qualcuno ha definito questa semifinale come una finale anticipata. Era sicuramente una partia spettacolare, ma la Fiorentina la sua finale se l'è guadagnata eccome.
Anche nel corso degli anni. La storia dei Della Valle e di De Laurentiis, come imprenditori nel calcio, sono simili. Hanno comprato le società nel momento più difficile delle rispettive storie e le hanno portate lontano. Lontanissimo. Con programmazione, investimenti, in alcuni casi anche delusioni. Con talenti scoperti e lanciati, venduti e cambiati. Con due/tre grandi cicli (Corvino-Prandelli il più importante a Firenze, Marino-Reja e Bigon-Mazzarri a Napoli) prima degli attuali. Con una particolarità: Macia da una parte e Benitez dall'altra hanno lavorato insieme nel Liverpool. Ora si ritrovano da avversari in questa nuova avventura. Che è partita da poco ma che sta regalando belle soddisfazioni.
Ecco: con la programmazione e con progetti solidi i risultati arrivano.
È quello che sperano le milanesi ora alle prese con un vero e proprio anno zero di ricostruzione intorno a figure completamente nuove (Seedorf e Thohir) ognuno con pesi e misure diverse. È quello che già sanno a Torino dove anche i pareggi ora diventano un caso: e questo è soltanto il termometro di quanto Conte ci tenga a vincere il terzo campionato di seguito. A Roma però non si abbattano. Questa ricchezza di competizione (presente e futura) non può che favorire il campionato italiano. E magari avere delle ripercussioni positive anche in Europa. La prossima settimana ci saranno di nuovo le coppe. Quelle che piacciono a Benitez e Montella. Ma che fanno parte della tradizione di Milan e Juventus... Da quello che abbiamo visto in questa due giorni di coppa Italia ci sarà da divertirsi (Udinese e Lazio comprese)

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