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Editoriale

Unay Emery, grandi referenze e firma per il Siviglia. Ancelotti, la finale del Real parte dalla lite di settembre con la squadra. Conte, il futuro oltre il tweet. Gattuso, no Varese, no Monza, no Videoton

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
24.05.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 34274 volte

Unai Emery, il nuovo Rudy Garcia. Il nome che spariglia, il prospetto che non ti aspetti. E' pressochè impossibile che possa allenare il Milan, in primis perché il Milan un allenatore ce l'ha, Clarence Seedorf, e in secundis perché sono pochissimi i giorni che separano il tecnico basco dalla firma effettiva per il rinnovo del contratto con il Siviglia e i tempi sono strettissimi, sostanzialmente proibitivi, per qualsiasi squadra italiana volesse pensare anche lontanamente di avvicinarlo. Però il dovere di ogni grande Club è quello di tenersi aggiornato su tutte le situazioni in divenire e su tutte le posizioni non definite e se nel farlo capita che osservatori di primo piano del calcio italiano esprimano un giudizio non solo lusinghiero ma soprattutto credibile e affidabile su un allenatore di prospettiva, è abbastanza normale che si crei un interesse. Non allenerà dunque nel massimo campionato italiano Unai Emery la prossima stagione, ma è positivo che il calcio italiano allarghi i suoi orizzonti, si tenga informato su nomi nuovi al di fuori dei soliti noti. Lo ha fatto anche il Monaco con il portoghese Jardim, come avevamo anticipato qualche settimana fa. Dal canto suo Unai Emery è fresco, aggiornato, competitivo, collaudato. Lancia i giovani, gioca con coraggio. Buon per il Siviglia.

E' il giorno della Finale per Carlo Ancelotti, un grande giorno. Un giorno che viene da lontano, dalla fine del mese di Settembre. Un giorno nel quale i big dello spogliatoio del Real Madrid chiedono e ottengono un colloquio con l'allenatore nel suo ufficio alla Ciudad Deportiva. Detto, fatto, La squadra si sfoga: Mister così non va, non ci troviamo, con questi metodi di allenamento non veniamo al campo con piacere. Queste situazioni sono il pane di Carlo Ancelotti. Non c'è nessuno come lui che sappia girare dalla sua parte momenti del genere. Carlo Ancelotti in quel giorno di fine Settembre 2013 ascolta e fa buon viso. Chiede proposte costruttive per cambiare, le valuta e in gran parte le accetta. Debolezza? Certo che no, forza e risultati. Carlo dà e Carlo ottiene. La squadra trova pace e oggi è in Finale di Champions League. Esattamente come è accaduto al Milan dal 2003 al 2007.

Antonio Conte e Juventus, tutto qui? Fino a quando varrà il tweet di lunedì 19 Maggio? E' la parola fine o una frase interlocutoria? Sono tante le domande che scandiscono i giorni bianconeri. I sorrisi e la serenità di Antonio Conte a Melfi all'inizio di questa settimana rassicurano il popolo juventino. Ma sotto traccia umori e sentimenti sembrano ancora in movimento. E' un matrimonio importante quello fra Conte e la Juventus ed è destinato evidentemente a continuare, ma c'è forse ancora qualcosa da riannodare dopo il detto e il non detto delle ultime settimane. Adesso è estate, non si parla, non si gioca. Ma quando si tornerà a farlo, quel tweet difficilmente potrà avere una lunga gittata. E dovrà essere rafforzato o amplificato da altri fatti, da altri eventi. Altrimenti rischia di rivelarsi piuttosto debole. I matrimoni possono continuare, e questo vale anche per il Milan sul fronte del suo allenatore Clarence Seedorf (il cui compenso è extra rispetto alla pianificazione economica 2013-2014 del Club rossonero e su questi temi di fondo sia tecnici che economici la giurisdizione di Silvio Berlusconi come sempre è totale), anche dopo qualche settimana di silenzi rumorosi e di frasi di segno opposto. Ci sta nel calcio e ci sta nella vita. Ma è normale che i monitor mediatici siano destinati a rimanere accesi.

Rino Gattuso soffre da tifoso per il suo Milan, ma oggi è un allenatore, un professionista che non vuole star fermo e che non starà fermo per un anno intero. L'anno prossimo Rino Gattuso allenerà. Dove? Una settimana fa avevamo ipotizzato il Varese, ma non sarà così. La pista non è calda e non si riscalderà, con tutto il rispetto, per tanti motivi. Altri hanno scritto del Monza, questa settimana. C'è stato un confronto, ma non avrà sviluppi concreti. E la stessa opzione Videoton appartiene ormai al passato e non avrà sbocchi di carattere professionale per Rino. Le proposte per Gattuso non mancano. Si va da una Serie B di buon livello in Italia a squadre estere. Rino è nato sul mare ed è un mediterraneo doc. E in questo senso all'estero non mancano campionati e città, anche isolane, intriganti. Fra non molto sapremo.

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