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Editoriale

Uno Juve-Inter da paura, è prima contro seconda. E i progetti che non funzionano, da Roma a Pescara: quando i risultati non arrivano

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come caposervizio e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
01.11.2012 00.00 di Luca Marchetti  articolo letto 12997 volte
© foto di Micri Comunication

Nessuna rivoluzione, almeno sulle panchine. Chi ha perso oggi avrà (almeno) ancora una possibilità. Ma il turno infrasettimanale ci regala uno Juve-Inter da paura, e Halloween non c'entra proprio nulla.

Una serata incredibile, con l'Inter che rimonta e si porta addirittura a -2 dai bianconeri, la Juve che all'ultimo minuto, o quasi, piazza la zuccata (tanto per rimanere in tema) di Pogba per mantenere le distanze. E' già bollente così, il big match di sabato sera, pensate soltanto se per l'Inter c'era la possibilità (teorica) del sorpasso. Ci ha pensato Paul Pogba, il parametro zero. Il ragazzino strappato al Manchester United. E ora cominciamo a capire perché Ferguson si sia arrabbiato tanto quando il suo pupillo aveva deciso di cambiare aria.

Tutti hanno "rimproverato" la Juventus perché non aveva creduto abbastanza in Verratti. Nonostante la corte serrata il Psg ha buttato sul tavolo 12 milioni. Troppi, anche per Verrattì, con l'accento sulla i, come ormai lo chiamano in Francia. Marotta, qualche settimana fa, aveva dichiarato che non era troppo rammaricato perché questo avrebbe comportato un maggior utilizzo del francesino (che sta seguendo da vicino anche il ct Deschamps). Lì per lì qualcuno aveva storto il naso: sembrava uno spot, una promozione al proprio lavoro. Spot forse lo era, ma per un film campione d'incassi. Partita dopo partita ha conquistato tutti, Conte in primis. Che ora ha un dolce problema in più: deve fargli spazio.

L'Inter ha risposto sul campo. Con la testa, con i nervi, con il cuore. Sotto contro la Samp, ha ribaltato la partita a colpi di classe. Il tridente pesante funziona. Magari l'Inter balla un po' dietro, ma la qualità dei quei tre lì davanti non ce l'ha nessuno. Come ha detto Stramaccioni, la squadra sta prendendo consapevolezza dei propri mezzi. Otta vittoria consecutiva, la sesta in campionato. Non c'è momento migliore per affrontare gli Invincibili. Sarà una partita strepitosa se mantenesse soltanto la metà delle previsioni. Pronti per viverla: progetti a confronto.

Nel frattempo c'è qualche progetto che fatica a decollare e comincia a scricchiolare. Zeman e la sua Roma ha subito la seconda sconfitta consecutiva. Rimontata ancora una volta, Totti ha detto che per il momento si segue il boemo al 50%: bisogna fare di più. Autocritica quindi. E' anche per questo che Zeman non rischia il suo posto. Come non rischiano gli altri sconfitti del mercoledì di campionato. Ferrara rimane saldo (e confermato) sulla panchina della Samp, nonostante le cinque sconfitte consecutive. Chiacchierata notturna per Mezzaroma, Antonelli e Cosmi, nell'albergo che ospitava il Siena a Cagliari. Anche qui sono 5 le partite senza vittoria (4 sconfitte e un pari), ma non c'è l'intenzione di cambiare. Più delicata, molto più delicata la posizione di Stroppa. Il Pescara andrà in ritiro, da subito. Per Stroppa la prossima partita contro il Parma sarà da dentro o fuori per l'allenatore biancazzurro. Marino aspetta, in pole, di sapere cosa sarà del suo destino.

Già noto invece per Tesser in serie B: non è più l'allenatore del Novara. La sconfitta ad Ascoli, la quarta del campionato, è stata decisiva. Al suo posto l'accoppiata Gattuso-Perrone.


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