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Manco: e Messi nacque in Peru'

14.01.2008 00.00 di Francesco Letizia  articolo letto 39050 volte
Manco: e Messi nacque in Peru'
C'è chi lo paragona a Messi, chi a Romario: Reimond Manco è l'astro nascente del calcio peruviano, laureatosi miglior giocatore dell'ultimo Sudamericano Sub17 davanti al richiestissimo (Chelsea in primis) brasiliano Lulinha. Scopriamo insieme il ragazzo che sta facendo impazzire, non solo le "joventitas peruviane", ma molti addetti ai lavori ed osservatori di tutto il Mondo. UN FENOMENO PRECOCE Nato a Lima il 23 agosto 1990, Manco divide, a causa dei problemi economici della sua famiglia, la sua infanzia ed adolescenza tra Perù ed Isla Margarita (Venezuela), dove Reimond vive dall'età di due anni a quella di otto e dai tredici ai quindici. E' la madre, genitore predominante nella famiglia Manco visto l'importante lavoro del padre presso un collegio giapponese, che lo spinge al calcio: dopo le partite giocate con gli amici in Venezuela, la svolta arriva nel 1998, quando, in Perù, viene iscritto all'importante Academia Cantolao, quella che aveva lanciato pochi anni prima anche l'attaccante della Nazionale, Claudio Pizarro. Con la squadra giallonera, Manco partecipa brillando alla Coppa Gothia, manifestazione che dal 1975 si svolge in Svezia ed è la più importante per le categorie giovanissimi: il peruviano incanta nel ruolo di attaccante e guida i compagni alla vittoria finale e sé stesso al titolo di miglior giocatore del Torneo. Nel 2005, coinvolto dalla Federazione Venezuelana, Manco accetta la convocazione della Vinotinto, ma è il Perù il suo futuro: "Io sono nato a Lima e mi sento peruviano: ho giocato con il Venezuela perché al momento non potevo perdere un'opportunità tale per la mia carriera" ha spiegato poi Reimond in un secondo momento. QUALITA' AL SERVIZIO DELLA SQUADRA Seconda punta, largo a sinistra per rientrare sul destro, in futuro anche 10: sono diversi i ruoli che la giovane stellina può ricoprire... Gli stessi, guarda caso, del blaugrana Leo Messi, un nome che non si può non citare quando si parla di Manco: le movenze, il fisico (solo 172cm la sua altezza), la classe, l'agilità e la rapidità nel breve sono le stesse della Pulga Atomica. Il piede preferito è però il destro, anche se il sinistro è discretamente ben utilizzato per servire i compagni: rispetto al numero 19 catalano, Manco sembra essere più abile nell'ultimo passaggio, avendo una visione di gioco probabilmente superiore. Le cavalcate negli spazi chiusi a scardinare le difese avversarie (ricordate Messi con il Getafe?) sono un marchio di fabbrica anche del talento peruviano, imprendibile per gli avversari: pur pagando qualcosa a Leo nella sensibilità del piede e nell'attitudine per cucchiai e pallonetti, Reimond si rifà con un maggior cinismo in area piccola e soprattutto un vasto repertorio dei cosìdetti "tricks", quei giochetti tanto spettacolari quando efficaci che hanno fatto il successo di Ronaldinho, Robinho, Cristiano Ronaldo e Matias Fernandez. Calciatore anche di punizioni (arte su cui però può ancora migliorare), Manco gradisce molto puntare sulla linea di fondo, per poi rientrare per il tiro o servire un compagno libero in mezzo all'area. Altra sua specialità è la sgusciante serpentina in verticale, con cui va a cercare poi di presentarsi direttamente davanti al portiere (in questo modo è arrivato il suo primo - ed unico finora - gol tra i professionisti, contro il Coronel Bolognesi, il 2 dicembre). Parliamo dunque di un giocatore che certamente è in grado di fare la differenza anche nel calcio che conta, viste le eccellenti qualità tecniche e la personalità con cui prova le giocate, senza scoraggiarsi né intimorirsi: il fisico è migliorabile, come è normale che sia per un diciassettenne, ed una preparazione atletica europea potrebbe fargli guadagnare ulteriore qualità nel suo gioco. IL 2008 PER CONSACRARSI Dal 2002 all'Alianza Lima, uno dei club più importanti del Paese, Manco ha esordito nel calcio professionistico l'8 aprile 2007, all'86esimo minuto del match contro l'Atletico de Sullana: il debutto è stata una diretta conseguenza dello straordinario Sudamericano Sub17 che, a Marzo, Reimond aveva disputato ed in cui, nonostante soli 3 gol a confronto dei 12 di Lulinha, aveva stravinto il Pallone d'Oro della manifestazione. Il quarto posto nel torneo continentale ha permesso al Perù di qualificarsi, 25 anni dopo il Mundial '82, per la prima volta ad una manifestazione Fifa, il Mondiale U17 svoltosi in Korea: con due gol e prestazioni entusiasmanti, Manco ha trascinato la sua squadra fino ai quarti di finale, in cui il Perù ha ceduto di fronte al forte Ghana. Nella sua squadra di club invece, "Rei" ha finora trovato spazio 15 volte, di cui soltanto 2 però da titolare: cinque assist ed un gol il suo bottino, ed il titolo di "Giocatore rivelazione" del Clausura 2007. La prossima sarà per lui l'annata della consacrazione: il tecnico cileno Miguel Angel Arrue starebbe pensando di arretrarlo nel ruolo di "10" puro, operazione tattica a cui Manco ha già dato il via libera ("Mi piace quella posizione, e poi ovunque posso essere utile alla mia squadra, mi adatto"). Ugualmente Josè Guillermo del Solar, nuovo ct del Perù, starebbe pensando di convocarlo per le prossime gare di qualificazione mondiale: un'idea forzata da tutta l'opinione pubblica peruviana ed appoggiata anche dai "senatori" dello spogliatoio. VALE GIA' 15 MILIONI DI DOLLARI Per quanto riguarda la sua vita privata, Manco è un personaggio "alla Pato": amato dalle ragazzine peruviane, la sua timidezza sta conquistando tutti, aprendendogli così spiragli di "mondanità" inattesi, come dimostrato dal servizio fotografico con la modelle dell'agenzia Lima Teens. Ciò nonostante, Reimond resta comunque con la testa sulla spalle, un adolescente molto legato alla sua famiglia: basta pensare che, con il premio ricavato dalla Federazione per la qualificazione ai Mondiali koreani, il giovane craque ha pagato un'operazione importante per la salute della madre e diverse visite specialistiche per i problemi di tiroide del padre. Marchiato Nike dalla testa ai piedi (come Pato appunto), oggi il suo idolo non è più, come in infanzia Claudio Pizarro, ma l'amico Jefferson Farfàn, attaccante del PSV, a cui Manco ha confidato di ispirarsi anche in campo. Sul numero 27 dell'Alianza Lima si è già scatenata da diversi mesi un'asta, con le big argentine (River Plate e Boca Juniors) pronte a rispondere colpo su colpo alle avances di Real Madrid, Liverpool e PSV: è nel pieno interesse del club peruviano però "stoppare" l'esodo del giovane fenomeno, la cui valutazione andrà ovviamente impennandosi nel corso dei prossimi mesi. Difficile comunque stimare ad oggi il valore del cartellino di Manco: se Lulinha, che pur nel Mondiale Koreano ha lasciato intravedere qualche limite inatteso e nel Sudamericano Sub17 ha dimostrato meno, vale già 15 milioni di dollari (offerta del Chelsea di solo un mese fa), Reimond non può che valerne certamente altrettanti, se non di più. Lo sbarco nel calcio che conta è solo rimandato: trovarsi di fronte ad un giocatore che potrebbe segnare un'epoca è qualcosa di più di un'impressione... E se il Calcio italiano si lamenta di non poter sostenere la concorrenza della Spagna, avendo una fiscalità che non permette di strappare, ad esempio, Lionel Messi al Barcellona, tutti i dirigenti sono avvisati: il Nuovo Messi è nato in Perù... Basta solo arrivare prima degli altri.

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