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Il volto nuovo

Robert Acquafresca, il bomber che viaggia in Ypsilon

17.06.2007 21.51 di Christian Seu  articolo letto 39072 volte
Robert Acquafresca, il bomber che viaggia in  Ypsilon
La sua auto? Una Ypsilon nera. Che, ha già annunciato, non cambierà. Robert Acquafresca lascerà Treviso dopo due stagioni, condite peraltro da undici reti, per approdare in serie A. Categoria che ha giusto assaggiato nella stagione scorsa, collezionando 8 presenze con la maglia del sodalizio trevigiano, mestamente retrocesso in cadetteria dopo essere stato ripescato. Approderà a Cagliari: l'Inter ha infatti deciso di inserirlo nella trattativa che porterà David Suazo a Milano. Robert nasce l'11 settembre 1987 a Torino, ma emette i vagiti più convinti ad Alpignano, paesotto di 17 mila abitanti che sorge a cavallo della Dora Riparia nella pianura della Val di Susa. Il piccolo di casa Acquafresca non fa in tempo a muovere i primi passi nella scuola calcio locale che il Torino se ne innamora. Robert non ha neppure sei anni, i responsabili del settore giovanile granata gli offrono la grande occasione. Nella scuola Toro Acquafresca cresce, compiendo tutta la trafila, dai primi calci alla Primavera, cambiando più volte ruolo: entra difensore ed esce punta, non prima di aver disputato qualche torneo da ala sinistra. Nelle rappresentative giovanili azzurre, fa faville: dall'Under 16 all'Under 20, con l'esordio in Under 21 lo scorso primo giugno, nell'amichevole contro l'Albania: 4-0, primo gol proprio del nostro. Una maglia, quella azzurra, che avrebbe potuto non vestire qualora avesse accettato le lusinghe della Federcalcio polacca che, facendo leva sulle origini di mamma Eva, tentò di convincerlo a vestire la maglia rossobianca delle giovanili baltiche. Estate 2005. Dopo aver conquistato la promozione sul campo con Ezio Rossi (e poi Zaccarelli) in panchina, il Toro di Cimminelli e Romero, indebitato fino al collo e oltre, fallisce. Della squadra granata non restano che le macerie, prima che Urbano Cairo si rimbocchi le maniche per rifondare la gloriosa società. Acquafresca intanto, appena diciassettenne, è corteggiato da mezza Europa: lo vogliono l'Inter, il Milan, il Chievo, il Palermo e la Sampdoria, oltre a diverse squadre inglesi, sempre attente agli italici vivai. Robert, dopo essersi consultato con mamma Eva e papà Pino, sceglie l'Inter, che lo acquista in comproprietà col Treviso, squadra nella quale compie l'esordio tra i prof. Un'esperienza totalmente nuova, per Acquafresca: "Di punto in bianco sono andato a stare da solo. Ho dovuto gestirmi, risolvere situazioni a cui prima non avevo mai pensato, imparare a cucinare". Nella Marca ritrova Ezio Rossi, che lo fa debuttare in serie A l'11 settembre 2005, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno: si gioca a Padova (l'Omobono Tenni non è omologato), l'avversario è il Livorno. Maglia numero 26 sulle spalle, Acquafresca entra a tre minuti dal termine, al posto di un altro ex granata, il brasiliano Pinga. Un esordio non proprio felice, visto che, in pieno recupero, l'implacabile Cristiano Lucarelli trafigge Handanovic, costringendo il Treviso allo stop. Robert giocherà anche contro Chievo, Siena, Cagliari, Juventus, Lecce, Udinese e Messina, provando sulla propria pelle l'esperienza (e le emozioni) che solo la serie A riesce a trasmettere. Il Treviso, come detto, finisce in B: per il bomberino di Alpignano non mancano le offerte ma, d'accordo con l'Inter, decide di rimanere per un'altra stagione nella Marca, con la prospettiva di un posto da titolare e la voglia di crescere per spiccare il grande salto. Il veneti, con Diego Bortoluzzi in panchina, partono in folle: 10 punti nelle prime 10 gare costano l'esonero all'ex mediano del Venezia: fatale - assurda coincidenza - il 2-2 di Pescara, con la prima rete tra i professionisti di Acquafresca: mancino al volo su assist di Viali, raddoppio dopo il gol del veterano Beghetto. Poi, la rimonta degli abruzzesi. In panchina, torna Ezio Rossi, che per la terza volta allena Robert. Inizio difficile, per i biancazzurri e per Robert, che va a segno soltanto nella sconfitta (3-1) contro l'AlbinoLeffe. Poi, la riscossa: al Tenni, Treviso-Spezia 3-0, Acquafresca, Acquafresca, Acquafresca. Tripletta da urlo, prima della doppietta con cui stende, quasi da solo, la Triestina di Agostinelli, al Nereo Rocco. Gol che gli valgono l'interesse di diverse squadre, tra cui il Manchester United, che al Tenni manda un osservatore per avere informazioni di prima mano sul ragazzo. Arriveranno poi i gol al Brescia, nel derby col Vicenza, col Bologna e con l'Arezzo, all'ultima giornata, per un totale di undici reti. Che valgono al Treviso la salvezza e ad Acquafresca la promozione, in A: Cagliari lo attende.

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