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tmw / juventus / Primo piano
Ragioneria JuventusTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 25 maggio 2013, 14:30Primo piano
di Davide Terruzzi
per Tuttojuve.com

Ragioneria Juventus

In una ipotetica rubrica sui luoghi comuni del calciomercato, ci si potrebbe sbizzarrire inserendo tutte quelle parole che ci accompagnano in questi mesi. Tra queste, non può sicuramente mancare tesoretto, una espressione che fa molto Zio Paperone quando parte, in compagnia di Paperino, in un viaggio alla ricerca di tesori dimenticati. Sostanzialmente, nel mondo del mercato, significa ricavare risorse da reinvestire nella campagna trasferimenti. E’ quello cui sono abituati a fare, quasi sempre, i dirigenti delle squadre italiane, alle prese con mancati investimenti delle proprietà e al mancato aumento dei ricavi.

In casa Juventus, la parola tesoretto viene immediatamente correlata alla cessione di un big. A livello economico, uno dei giocatori da cui ricavare maggiormente resta Claudio Marchisio. Cresciuto alla Juventus, guadagna 3 milioni netti a stagione fino al 2016. Ipotizziamo una sua vendita sui 25 milioni, a Torino avrebbero quasi 53 milioni da reinvestire tra acquisizione giocatori e relativi ingaggi. A livello calcistico, però, Marchisio rappresenta uno degli intoccabili, un giocatore cui nessuno, a partire da Conte, intende rinunciare.

Questo di Marchisio, è l’esempio più vistoso, ma ce ne sono altri più realistici. La Juventus ha in rosa due giocatori molto simili per caratteristiche, Lichtsteiner e Isla, la cui coesistenza sembra problematica per la prossima stagione. Non a livello di gestione o per rapporti personali, sia chiaro, ma per la voglia di giocare del cileno e per ragioni meramente economiche. Ritornando indietro, non è difficile ipotizzare che a Torino pensassero a una staffetta tra i due, con lo svizzero, già richiesto un anno fa, ceduto e con l’ex Udinese titolare. Lichtsteiner è stato acquistato nell’estate del 2011 per 10 milioni, ha un contratto in scadenza nel 2015 con ingaggio di 1,7 netti a stagione. La situazione di Mauricio Isla è più complicata, essendo il giocatore attualmente in comproprietà tra Juventus e Udinese con un riscatto fissato sui 9,4 milioni a favore della società piemontese, mentre l’ingaggio è 1,4 fino al 2017. Impossibile vederli ceduti in contemporanea, mentre lo scenario attuale lascia intendere che sarà il cileno a essere sacrificato con rinnovo per lo svizzero.

Un altro tesoretto, movimentando solamente le risorse attualmente a disposizione, si ottiene rinunciando che non sono mai rientrati nei piani del tecnico: Ziegler, Felipe Melo, Motta, Martinez. Qualcuno pensa che sia più utile tenerli in rosa, piuttosto che svenderli, ma si dimentica di aspetti legati ai loro ingaggi e all’utilizzo che sarebbe praticamente nullo. C’è poi chi come Mirko Vucinic (pagato 15 milioni e con stipendio sui 2,7 fino al 2015) che potrebbe essere ceduto di fronte a una offerta congrua.

Insomma, questi sono i conti della serva cui un dirigente deve prestare particolare attenzione. In attesa di un aumento dei ricavi, le risorse si ottengono in una oculata gestione di quanto si ha già disposizione. E’ un compito anche da matematica, perché tra sottrazione e somme il totale deve essere lo stesso di questo anno: quasi 200 milioni.