BUFFON: "Voglio ancora vincere qualcosa d'importante con la Juve e la Nazionale"
Dal brasile arrivano le dichiarazioni del capitano azzurro Gigi Buffon, all'indomani della vittoria sul Messico, nella gara d'esordio della Confederations Cup.
"Perchè abbiamo giocato a beach soccer con Alena e i bimbi? Perchè qui a Rio, visto dove siamo, è la cosa più naturale che ci viene da fare, è molto meglio che andare in uno shopping center. I brasiliani? - dice il n.1 azzurro -, nulla che già non si sapesse, è gente molto accogliente calorosa, felice al di là dei ceti sociali e di quello che può avere in banca. Si vede che cercano di affrontare la vita con un sorriso e con entusiasmo: per me è un grande complimento, e glielo faccio volentieri, perchè è una cosa che sento. Al Maracanà, in quel tempio del calcio, ci ha fatto piacere vedere che tanti tifosi neutrali, quindi brasiliani, si sono schierati dalla parte dell'Italia. È la conferma che tra noi e loro c'è un legame molto forte, e sono sicuro che accadrebbe lo stesso anche a parti inverse, se il Brasile giocasse in Italia".
La squadra azzurra ha italianizzato il Maracanà, ma cosa manca per rivederla al massimo? "Arrivare fra le prime 4 non sarebbe un successo - risponde Buffon-: quello è solo di chi vince. Sicuramente però sarebbe un ottimo risultato e credo sia anche il nostro obiettivo in questa competizione, la Confederations, che acquista sempre più valore perchè vi partecipano le squadre migliori. Poi da lì a vincere ci sono tante variabili, che possono far sì che uno possa arrivare primo o quarto e spesso a fare la differenza sono dei dettagli. Aver vinto la prima partita non ti mette al sicuro, ricordiamoci del 2009 (Italia fuori dopo aver vinto il primo match ndr) quindi dobbiamo trovare i nostri margini di miglioramento. Comunque qui c'è grande senso di appartenenza, per questo la nazionale ha quasi un valore terapeutico, si accantonano i problemi e si cerca di dare il massimo". "Rispetto alla Confederations del 2009 - aggiunge Buffon - c'è una differenza sostanziale, ed è quella che da 3 anni stiamo proseguendo un percorso di maturazione a 360 gradi. Questa è una nazionale in ascesa, e ora vogliamo fortemente andare avanti. Se con il Messico è sembrato tutto facile è stato per merito nostro. Balotelli? qualitativamente è uguale a quello di un anno fa, ha sempre straordinarie doti calcistiche, ma rispetto a un anno fa ha avuto modo di giocare con più continuità nel suo club, cosa che prima non faceva, e questo gli ha permesso di avere migliori risposte da se stesso. Ora è più tranquillo e ha maggiore consapevolezza".
Buffon si proietta verso la sfida di mercoledì contro il Giappone, a Recife: "Ancora non abbiamo avuto modo di studiarlo - dice Buffon - ma ora lo faremo minuziosamente. Il portiere Kawashiwa lo conosco da quando era ragazzo e venne a fare degli stage con noi a Parma, per studiare calcio e anche l'italiano. Si vede che ha imparato bene. Voglio ancora vincere qualcosa d'importante con il club o con la nazionale e questo è il 'pungolò che mi fa ancora andare avanti e mi fa ancora emozionare quando gioco. Zaccheroni? Quando venne alla Juve ho avuto modo di apprezzarlo tanto, come uomo e come tecnico. Mi dissi che era un peccato non avesse avuto modo di lavorare dall'inizio. Scegliendo il Giappone, e quindi degli atleti disponibili a qualsiasi sacrificio, ha trovato la sua dimensione giusta". Gli dicono che ieri al Maracanà c'era più di un tifoso con la maglia azzurra personalizzata con il 10 e il nome del suo amico Totti, quasi a voler sottolineare un desiderio dei brasiliani per i Mondiali del prossimo anno. Lui risponde senza frasi di circostanza. "Vedere Totti al Mondiale brasiliano sarebbe bellissimo - dice Buffon -, ma si deve sentire al 100%. Francesco sta giocando come un ragazzino, ma dipende dagli stimoli che avrà tra un anno. Ieri ho visto anche gente con la maglia di Baggio, perchè nell'immaginario collettivo ci sono giocatori che non passeranno mai di moda e le cui maglie troveremo anche fra cento anni. Certo Totti è un caso a parte, perchè sta ancora giocando".


