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La scheda di Carlo Nesti

Nesti: "Il peggio e il meglio del Parma - Il congedo da Roma di De Rossi"

"Svolta di Renzi e Malagò: sport nelle elementari"
10.03.2015 09.43 di Chiara Biondini  Twitter:    articolo letto 15683 volte
Fonte: Carlo Nesti - Radio Vaticana

La svolta di Renzi e Malagò: sport nelle elementari

"Ciò, che dovrebbe essere normale in ogni paese del mondo - dice Carlo Nesti, a Giancarlo La Vella della Radio Vaticana Italia, nella rubrica "Non solo sport" del lunedì, alle 12,35 - per la crescita delle persone, in Italia rischia di passare alla storia. Nella riforma scolastica del premier Renzi, finalmente, si parla, con la spinta del presidente del Coni Malagò, di educazione motoria nelle scuole elementari. Sarebbe un piccolo, ma fondamentale passo avanti, per far fronte ad una situazione imbarazzante. L'Italia, che discute tanto di sport, e che pratica, a proprie spese, lo sport nell'età adulta, è all'ultimo posto in Europa in campo scolastico. In 13 anni di scuola, appena 500 ore di educazione fisica, contro le 1500, ad esempio, di Francia e Inghilterra. Un bambino su 3 è in sovrappeso, ma, soprattutto, viene sottovalutato il valore educativo dello sport di base. Sviluppo della volontà, e spirito di sacrificio, come ricchezze interiori, che i ragazzi si porteranno dietro dappertutto; rispetto dell'avversario, che è rispetto del prossimo; rispetto del regolamento, che è rispetto della legge; spirito di gruppo, in campo, come nella famiglia e nel lavoro; e cultura della sconfitta, prima della cultura della vittoria, e cioè sconfitta non come fallimento, ma come occasione per correggere gli errori, e migliorarsi."

Il caso-Parma specchio del sistema-calcio
"Nel caso del Parma, mi fa piacere verificare che arrivano non solo brutte notizie, che, inevitabilmente, sanciranno il destino della società, ma anche segnali positivi. Comincio con le brutte notizie. La farsa continua con fatti, che sembrano sovrapporsi, esattamente, al profilo del nostro sistema-calcio, come se il Parma ne fosse uno specchio deformante da Luna Park. Si muove l'Anti-Mafia, perché non è una falsità, ma una necessità ammettere che, nel football italiano, circolano troppi personaggi discutibili. E si muove Sky, che, con Mediaset, alimenta il 50-60% del nostro calcio, perché non sarebbe più un affare acquistare partite di un campionato, che può essere falsato. In sostanza, in questa stagione, proprio come il serpente, che si mangia la coda, si direbbe stiano venendo tanti nodi al pettine, e chissà che non sia un bene, per affrontarli una volta per tutte. Pensate, ad esempio, alla telefonata di Lotito, nella quale abbiamo avuto la conferma del fastidio economico, arrecato dai piccoli club ai grandi club".

Nel caso-Parma anche segnali di fierezza
"Come in tutte le storie di sofferenza (ovviamente, sofferenza fra virgolette, rispetto ad altre sofferenze del mondo, con la "s" maiuscola), ci sono anche segnali di fierezza e di nobiltà. E sono segnali veri, non pagine romantiche da libro "Cuore", che restano nell'immaginario, ma non si traducono in gesti concreti. C'è il comportamento della squadra, che è tornata in campo dopo 2 settimane, e si è battuta con determinazione, in barba al timore di un disimpegno, in grado di falsare, appunto, il campionato. Il capitano-sindacalista Lucarelli, alla fine della partita, ha detto: "Dietro la nostra scelta di giocare, e onorare gli impegni, ci sono almeno 200 dipendenti, che con questa elemosina ci vivono, e magari ci pagano le bollette". Da sottolineare anche la rabbia del team manager Melli, che ha sottolineato come l'ex presidente Ghirardi si sia trasformato, tipo dottor Jekyll e Mister Hyde, rispetto alla timidezza e genuinità del primo giorno. Un dirigente, che è arrivato ad abbandonare, nella mancanza assoluta di trasparenza, la barca che stava affondando".

De Rossi: "Capitan futuro" via da Roma
"Il caso di De Rossi, che quasi certamente lascerà la Roma nel 2016, se non prima, alla volta degli Stati Uniti, colpisce, perché siamo sempre qui a rimpiangere l'epoca dei giocatori-bandiera. Oltretutto, fin da giovane, Daniele era stato definito "Capitan Futuro", e quel futuro, con Totti ancora in campo, non è mai arrivato, nonostante il massimo ingaggio della Serie A, e cioè 6 milioni e mezzo di Euro all'anno. Mi limito a dire che non è matematico, per essere felici, anche se sembra fantastico, affermarsi nella propria città, perché dipende da come si sviluppa la nostra vita. Totti si è collocato nella realtà romana in un certo modo, De Rossi in un altro, e, a volte si tratta anche solo di buona o cattiva sorte, nel trovare, o nel non trovare determinate strade, e con esse, i compagni di viaggio. Scandalizzano, questo sì, ingaggi di quel genere, con il calcio italiano in crisi, ma De Rossi non è certamente un caso isolato, bensì la punta dell'iceberg. Meritano il silenzio, invece, le vicende private, in cui solo i diretti interessati, e la giustizia, hanno diritto di parola, per spiegare e valutare".

Db Verona 08/03/2015 - campionato di calcio serie A / Chievo Verona-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Daniele De Rossi
 
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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