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La scheda di Carlo Nesti

Nesti: "Tommasi ha ragione: fronte comune contro i violenti"

21.04.2015 09.51 di Chiara Biondini  Twitter:   articolo letto 6633 volte

Una svolta nel mondo ultras

"Si direbbe che, nella storia del mondo ultras - dice Carlo Nesti, al Direttore della Radio Vaticana Italia Luca Collodi, nella rubrica "Non solo sport" del lunedì, alle 12,35 - sia cominciata una nuova era, addirittura a livello mondiale. Nel momento in cui diventa più difficile colpire, durante gli eventi, si agisce in un contesto spazio-temporale diverso. Dopo la morte di Ciro Esposito, lontano dallo stadio, basta ricordare l'omicidio a Madrid, lo scempio a Roma, da parte di ultras olandesi, e l'agguato ad un pullman sociale in Turchia. Ora, in Italia, si passa dalle minacce ai giocatori del Cagliari, alla devastazione del campo di Varese, a molte ore dalla partita. Ancelotti, proprio ieri, ha dichiarato: "Non torno ad allenare in Italia, perché in troppi sono ostaggio degli ultras". Io credo che, se l'abolizione degli striscioni, proposta dal Presidente federale Tavecchio, può presentare delle controindicazioni, la richiesta del Presidente dell'Associazione Calciatori Tommasi è incontestabile. Bisogna creare un fronte comune, e agire, a cominciare dalla fine della genuflessione sistematica dei giocatori davanti alle curve, che, di fatto, diventano padrone dell'evento".

Silenzio su Pallotta di 11 presidenti su 19
"Su 19 società di Serie A, ben 11 non hanno voluto commentare le parole di Pallotta, contro lo striscione offensivo, nei riguardi della mamma di Ciro Esposito. È un silenzio assordante, che svela quanto sia complicato recidere certi rapporti con le frange estreme del tifo. Alcuni grandi club hanno preferito non pronunciarsi: Juventus, Milan, Inter e Napoli. Ma "no comment" anche da parte di Palermo, Torino, Sassuolo, Verona, Cagliari, Chievo e Parma, giustificato dalla gestione fallimentare. In questa sede, avevamo criticato il presidente della Lazio Lotito, per la vicenda-Carpi, ma occorre ricordare che Lotito è stato il primo a combattere la battaglia, mentre la Fiorentina è parte attiva nel supportare la Lega nel "progetto Slo". Si tratta di creare le figure, che dovrebbero fungere da collante tra club e tifoseria, perché la sensazione è che, in certi casi, non sia stato neanche cercato seriamente il dialogo. In sostanza: si viene ricattati, ci si spaventa, e si cede, quasi in automatico".

L'approvazione dello "ius soli" sportivo
"E' stata approvata alla Camera la proposta di legge, che introduce lo "ius soli" sportivo. Il provvedimento permetterà il tesseramento di minori stranieri, residenti in Italia (almeno da quando hanno compiuto 10 anni), nelle società sportive. Un emendamento della Lega Nord, bocciato dall'Aula, prevedeva l'introduzione del tetto obbligatorio di almeno il 70% di atleti italiani nelle squadre, per tutelare i vivai, e scongiurare che lo sport si trasformi in una compravendita, ancora più estesa, di giocatori. Lo "ius soli" sportivo era già stato introdotto da alcune Federazioni, atletica leggera, pugilato e hockey su ghiaccio, tanto che quest'ultima considera italiani, a tutti gli effetti, i giocatori di origine straniera, ma nati in Italia. Ovviamente il tema sportivo si inserisce in un panorama ben più ampio, che riguarda l'intero paese. Monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, aderendo all'iniziativa "L'Italia sono anch'io", ha dichiarato: "Spingiamo verso uno "ius soli" "temperato" nel senso che, con opportuni interventi di carattere culturale, e riducendo quello che la precedente legislazione richiede, passando da 10 a 5 anni, si possano inserire strumenti, che servono a favorire l'integrazione. E' la sfida più importante per costruire il nostro futuro".

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