Reja, sguardo al futuro e alla stagione della Lazio: " Abbiamo fallito, ma abbiamo dato il massimo... Basta critiche alla società!"
FORMELLO – Ai posteri l'ardua sentenza, se sia stata una stagione fallimentare, senza salto di qualità, discreta, o fantastica. Nelle telenovelas di una certa levatura, quelle che tengono fior fior di casalinghe col fiato sospeso, il finale quasi mai è a sorpresa, quasi sempre è ampiamente prevedibile, pronosticabile. La stagione sta finendo, e presto se ne va. L'ultimo atto sarà la finale di Coppa Italia, che avrà anche una qualche importante incidenza sull'annata biancoceleste: se dovesse vincere il Napoli, la Lazio sarebbe costretta ai preliminari di Europa League. In parole povere, probabilmente, per onorare vacanze e famigliole in attesa di riabbracciare i giocatori, dalle parti di Formello non ci sarà proprio un tifo sfegatato per la squadra di Mazzarri. La stagione sta finendo, i nodi vengono al pettine: si comincia a parlare di rinnovi, di calciomercato, di toto-allenatore. Già, le panchine solide in Italia sono merce rara, dalle parti di Formello le divergenze di opinioni hanno già fatto fiorire dimissioni (mai accettate), riunioni di spogliatoio (a quanto pare convincenti), meeting con altri papabili tecnici, più o meno affascinanti (Zola, Di Matteo, che dir si voglia). Nelle telenovelas di una certa caratura, il personaggio principale alle volte sente il bisogno di cambiare aria, sente il bisogno di mettere il punto alla serie interminabile di puntate, per guardare avanti, o semplicemente fare altro. Allora in qualche modo, di solito rocambolesco, lo si fa uscire di scena, magari vincendo all'ultima giornata contro l'Inter, o rispolverando a beneficio di pubblico le antiche grane mai sopite di gennaio, con il ping-pong avvincente di responsabilità da una parte e dall'altra, società allenatore, direttore sportivo allenatore. Ecco le parole di mister Edy Reja ai microfoni di LazioStyleRadio:
Mister domani ci sarà l’ultimo allenamento..
“Vedremo se riusciremo ad organizzare una partita contro lo staff, i magazzinieri e tutto il gruppo di lavoro”
Mister sente l’affetto della gente laziale?
“Devo ringraziare i tifosi che mi hanno sostenuto anche nei momenti più difficili. Abbiamo raggiunto un obiettivo anche non quello importante. Siamo arrivati quarti ma non in Champions dunque l’obiettivo più importante non l’abbiamo centrato. In questi giorni ho ricevuto più di cento messaggi di affetto, abbraccio tutti i miei sostenitori e li ringrazio. C’è rammarico ma in questa stagione abbiamo messo sotto squadre importanti come Inter, Napoli e Milan. Abbiamo vinto due derby”
Le piace restare da direttore tecnico?
“Io speravo soprattutto per mauri che era tornato in condizione. Non entro del merito dell’operato di un allenatore perchè non è facile scegliere però un po di considerazione nei confronti della Lazio me l’aspettavo. Magari è un discorso legato all’età, ha convocato giocatori che potrebbe far parte del futuro della Nazionale”
La Lazio avrebbe potuto giocare con due punte più spesso?
“Con le due punte adesso giocano in pochi, quello che conta adesso è avere giocatori che possono garantire il cambio di passo e che attaccano gli spazi. Se ricordate quando abbiamo giocato con due punte abbiamo segnato poco mentre con Candreva e Lulic sulla trequarti siamo riusciti a fare meglio perché la punta centrale si chiama i due difensori e permette gli inserimenti degli esterni. Mi dispiace per il recupero tardivo di Lulic, perché oltre a Candreva non abbiamo altri giocatori in rosa con le sue caratteristiche
Il momento più bello della stagione?
“E’ il primo derby. una vittoria che inseguivamo con grande forza. Poi le vittorie con Napoli e Milan, quando avevamo almeno sei o sette infortunati. Me le ricordo in maniera particolare. Con la Roma quella rete a venti secondi dalla fine è stata fantastica, ho fatto una corsa al gol di Klose come non avevo mai fatto in tutta la mia carriera. Una liberazione più che una gioia, grande soddisfazione..”
Cosa pensa per un eventuale futuro ancora con la Lazio?
“Arrivare a fare il tecnico a Roma non è facile. Basta guardare anche sull’altra sponda con Luis Enrique. Mi piacerebbe che una volta per tutte i tifosi laziali non facessero critiche al presidente. Dovremmo essere un corpo unico, se trovassimo un unione di intenti e un po’ più di considerazione del tecnico e della dirigenza sono sicuro che arriverebbero risultati ancora migliori. Abbiamo fallito dando il massimo ma basta critiche alla società. Senza armonia le cose non possono andare avanti. Io sto meditando in questo momento. Quando sono arrivato ci siamo salvati e poi abbiamo sfiorato negli anni seguenti la Champions League. Bisognava completare la crescita riuscendo a centrare l’accesso alla coppa ma questo discorso si può ritenere fallito. Non ci sarebbe voluto molto, ci sono stare due o tre partite sfortunate ma adesso non bisogna guardarsi indietro”
Nelle telenovelas che si rispetti, il finale a sorpresa non esiste: chi deve abbandonare la scena la abbandona, chi deve rimanere rimane, nel trionfo dello sbadiglio e della banalità. Banalità, a Formello, questa sconosciuta. L'ultimo atto di questa stagione è ancora da scrivere, il foglio è li, pronto, vedremo quel che decideranno di mettere in scena i protagonisti, se il finale sarà una sorpresa, da farci stare a bocca aperta, o sarà ampiamente preannunciato, previsto, scontato. Ai posteri, l'ultimo atto.


