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Le meteore

Benjamin, la risposta juventina (sbagliata) a Martins

23.11.2012 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 28822 volte
© foto di Federico De Luca

Da oltre vent'anni sentiamo parlare di Africa come calcio del futuro, in virtù delle eccezionali prestazioni delle selezioni giovanili. Talenti fisicamente più dotati di quelli europei, ma che salvo eccezioni (Drogba, Eto'o, Essien) quasi mai esplodono completamente. In Italia si parlava un gran bene di Benjamin Onwuachi, più semplicemente conosciuto come Benjamin. All'epoca si parla di lui come la risposta juventina a Obafemi Martins: nigeriani entrambi, classe 1984 tutti e due e dotati di una velocità impressionante. La Juve lo prende dalle giovanili della Reggiana. Tutto nasce nei primi anni 2000: il club emiliano è presieduto da Franco Dal Cin il quale in Nigeria è in stretti contatti con Sunday Oliseh, ex giocatore proprio di Reggiana e Juventus. Da Lagos suggerisce al presidente qualche giovane di belle speranze, la Reggiana manda Nando De Napoli, che appesi gli scarpini al chiodo inizia a lavorare per gli emiliani e torna con una serie di giovanotti, fra cui Oba-Oba Martins, Ayodele Makiwa e, per l'appunto, Benjamin Onwuachi. Con le giovanili dei granata Benjamin fa molto bene, sfruttando doti atletiche che i suoi coetanei non possono avere. La Juventus se ne innamora e lo porta a completare la crescita a Torino, fa coppia con Raffaele Palladino nella Primavera e incanta. Dei due è il nigeriano che attira più attenzioni: "Aveva caratteristiche tecniche in velocità enormi, faceva tutto per bene, saltava l'uomo ogni volta che lo puntava, velocissimo e sottoporta era efficace" commenta il suo ex tecnico ai tempi bianconeri Vincenzo Chiarenza. Siamo nel 2004 e il connazionale Martins è l'enfant prodige dell'Inter. La stampa vede in Benjamin la risposta juventina a Oba Oba. Il ragazzo viene così lanciato in Coppa Italia contro il Siena e va subito in gol. I dirigenti bianconeri si fregano le mani, ma tra Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet e Zalayeta spazio non ce n'è, meglio giocare titolare in B, ed ecco il prestito insieme al gemello del gol Palladino alla Salernitana. Stagione 2004/05, la prima effettiva da calciatore professionista. Arriva il primo contratto, i primi soldi, cellulari e macchine nuove, Benjamin fatica a gestire la vita da calciatore, si monta la testa, si perde per strada già a Salerno. Qualche gol lo segna anche, ma gioca molto poco, al contrario di Palladino che sfrutta al meglio la stagione in prestito. Per Benjamin saranno 6 reti in 15 partite. Finito il prestito la Juventus lo riprende e decide di mandarlo allo Standard Liegi. La sua carriera italiana si chiude definitivamente, Benjamin nel frattempo inizia i suo giro del sud Europa: Grecia, Albania, Cipro e ancora Grecia. Oggi gioca a intermittenza nello Skoda Xanthi, sperando di non essere una meteora almeno lì.


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