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Le meteore

de Melo, un caso diplomatico per 45 minuti in Italia

09.10.2012 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 56010 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Fra i candidati a meteora assoluta del calcio italiano c'è un giocatore che difficilmente può essere battuto, soprattutto per le modalità che lo hanno reso protagonista. Il giocatore in questione è Tulio de Melo, un nome che oramai a molti non ricorderà nulla, a meno che non siate fanatici di calcio francese, tifosi di Palermo o Parma o semplicemente malati di calcio. Una meteora che un campo di Serie A non l'ha ma i visto. O, meglio, non l'ha potuto vedere. Acquistato nell'estate 2008 e rivenduto entro il 31 agosto della stessa estate. Un record.

Veniamo con ordine: Tulio de Melo nasce in Brasile nel 1985, come ogni brasiliano che si rispetti inizia a dare calci ad un pallone, sogna l'Europa ed è sufficientemente bravo e fortunato da trovare una chiamata dal Vecchio Continente, per l'esattezza in Danimarca. Veste la maglia dell'Aalborg e riesce facilmente a spiccare, considerato il livello medio del torneo non certo altissimo. Passa una sola stagione e il livello si alza: arriva la chiamata del Le Mans, Ligue 1 francese. L'attaccante esplode al terzo anno, segnando 13 rei in 31 partite e già durante la stagione Palermo e Parma si fiondano su di lui. A gennaio 2008 è guerra fra le due squadre: de melo è dei rosanero. Anzi, no, va al Parma! No, è di nuovo del Palermo. Il giocatore non fa niente per sbloccare la situazione, dato che firma il precontratto sia per una che per l'altra società. Dopo un lungo tira e molla e rischi di ripicche il Parma si tira indietro, lasciando de Melo alla corte di Zamparini.

I rosanero che intanto hanno ceduto in estate Amauri alla Juventus sperano di aver trovato in lui il sostituto. Eppure sin dal precampionato qualcosa non va. Il giocatore non piace a Colantuono e già in precampionato girano le prime voci di un giocatore già bocciato, che mal si adatta alla nuova squadra. Ad agosto il brasiliano gioca il suo primo match ufficiale: il secondo tempo della sfida col Ravenna, incredibilmente perso. C'è già aria di rivoluzione a Palermo e prima che salti Colantuono salta incredibilmente de Melo, che prima della chiusura del mercato viene clamorosamente ceduto a titolo definitivo al Lille, senza avere una minima prova d'appello, un assaggio di Serie A.

Nel frattempo de Melo a Lille si toglie lo sfizio di vincere anche uno storico campionato, una coppa di Francia e di giocare in Champions League. La sua parentesi italiana rimane non giudicabile per mancanza di tempi tecnici. Ma ciò non può non farlo entrare di diritto fra le meteore più pure.


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