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Le meteore

Dugarry, quando una doppietta illuse il Milan

17.08.2013 06.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 41102 volte
Dugarry

La stagione 1996/97 per il Milan è ricordata come la peggiore in assoluto della gestione Berlusconi: 11° posto, eliminazione in coppa Italia per mano del Vicenza e dai gironi di Champions dopo una sconfitta in casa con i modesti norvegesi del Rosenborg. Senza dimenticare il cambio di panchina a dicembre fra Tabarez e Sacchi. I motivi del fallimento? Fine di un ciclo di campioni che aveva vinto tutto, ricambio generazionale non all'altezza e campagna acquisti rivelatasi pessima: in porta Pagotto dovrebbe essere la valida alternativa a Seba Rossi ma viene bocciato dopo una serie di errori grossolani; in difesa c'è l'inguardabile Reiziger, già transitato nella nostra rubrica; in mezzo Edgar Davids sembrerebbe l'acquisto azzeccato, ma guai fisici e la situazione generale della squadra lo porterà a una stagione negativa. Davanti il flop si chiama Christophe Dugarry.

Fermiamoci al francese e facciamo un passo indietro, precisamente marzo 1996: Il Milan si trova in Coppa Uefa ed è il gran favorito per la vittoria finale. Ai quarti di finale viene accoppiato al Bordeaux, che in Francia naviga in terzultima posizione. Partita senza storia, si pensa, nonostante i girondini abbiano qualche elemento interessante, su tutti un certo Zidedine Zidane. Oltre a lui anche l'ottimo terzino Bixente Lizarazu e Christophe Dugarry, giocatore che in estate era stato corteggiato dal Napoli. La partita d'andata a San Siro finisce 2-0 per i rossoneri e si pensa che il ritorno sia una formalità. Invece a Bordeaux accade l'incredibile: Tholot porta i suoi nell'intervallo sull'1-0, poi nella ripresa proprio Dugarry segna due reti che ribaltano la qualificazione a favore dei francesi: un vero e proprio shock. Il Milan torna a casa ancora una volta vedendo sfuggire l'unico trofeo internazionale che non è riuscito a vincere. In via Turati si convincono che un giocatore così possa essere la giusta alternativa a George Weah: niente di più sbagliato.

I tabellini delle stagioni precedenti vedevano un Dugarry non certo cecchino infallibile: le sole 4 reti realizzate nel campionato precedente dovevano lasciar presagire qualcosa. In Serie A arriverà a farne 5, non sbloccandosi prima del 1° dicembre, quando segna un'inutile doppietta al Piacenza, in un ko che costerà la panchina a Tabarez. Passano tre giorni e il buon Christophe segna un'altra rete inutile in un'altra storica disfatta: 1-2 casalingo contro il Rosenborg e clamorosa eliminazione dalla Champions League, nella notte del ritorno di Arrigo Sacchi.

Il capello perennemente unto e l'allergia da gol tendente al cronico sono i due aspetti che a distanza di anni i tifosi milanisti ricordano. La società senza pensarci troppo gli dà il benservito a fine stagione. Il francese riesce nell'impresa di sistemarsi al Barcellona. In Catalogna, sotto gli ordini di van Gaal dura appena mezza stagione: 7 presenze e neppure un gol, prima di tornare in Francia, al Marsiglia. Nonostante il misero bottino di un gol in 9 partite per motivi abbastanza oscuri Dugarry viene inserito nella lista di Aimé Jacquet per i mondiali del 1998 che si giocheranno nella sua Francia. Dugarry non solo viene convocato, ma gioca anche e segna la prima rete dei blues nella rassegna iridata. Avrà anche gloria in finale, dove gioca in maniera oscena gli ultimi 25 minuti. Nonostante ciò si laurea campione del mondo.

Non bastasse Dugarry riuscirà a farsi convocare anche da Roger Lemerre per gli Europei 2000, vincendoli ancora. Tutto questo continuando a viaggiare nei vari campionati disputati su medie realizzative incredibilmente basse. Misteri del calcio.

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