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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Le meteore

Evra: panchinaro a Monza, pilastro a Manchester. Partendo da Marsala

09.03.2013 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 60390 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Gli ottavi di finale di Champions League ci hanno regalato una delle sfide più affascinanti che il calcio possa offrire: Manchester United-Real Madrid: tanta storia, tanti trofei e tanti campioni. Qualcuno è passato anche in Italia, consacrandosi come campione assoluto (Kakà). Qualcun altro, invece, si è consacrato più avanti non prima di aver bazzicato nella periferia del calcio italiano. Il personaggio in questione è Patrice Evra, uno dei più clamorosi abbagli che ha avuto calcio italiano. E non per colpa del calciatore. Non tutti sanno o ricordano di come il terzino dei Red Devils e della nazionale francese, a fine anni '90 era un giovanotto che prima difendeva i colori del Marsala (!) e poi finiva a fare la riserva nel Monza.

È l'estate del 1998 quando al Marsala, con la squadra che si appresta a iniziare il campionato di C1, arriva un ragazzino di 17 anni tagliato dal Paris Saint-Germain. Lo scopre Salvo Lombardo, un procuratore che lavora con Antonio Caliendo, e che vede in questo ragazzino minuto un grande talento. Gioca in attacco e il suo nome è Patrice Evra. Sin da subito il ragazzo si mette in mostra, fa vedere di avere una tecnica sprecata per la categoria e grande velocità. Quel Marsala gioca col 4-3-3 ed Evra gioca come esterno d'attacco. Nonostante la giovanissima età colleziona 24 presenze e segna pure 3 reti, togliendosi lo sfizio di infilare il Savoia, poi promosso, dopo 26 secondi. Memorabile anche il derby contro il Palermo, dove i difensori rosanero per fermarlo sono costretti alle cattive. A Marsala è un beniamino, lo chiamano affettuosamente "cioccolatino".

Le prime squadre gli ronzano intorno, sembra che la Lazio di Cragnotti abbia messo gli occhi su di lui. Non solo, anche Milan e Juventus si sono accorte di questo giovanissimo attaccante. I biancocelesti sono molto vicini a chiudere l'affare per 2 miliardi. Salta tutto sul più bello. La Juventus si defila e il Marsala si ritrova in una situazione finanziaria critica e deve assolutamente vendere Evra per far cassa. Alla fine verrà ceduto per una cifra di molto inferiore al Monza, squadra satellite del Milan in quel periodo, in Serie B. In una vecchia intervista Salvo Lombardo parla di una cessione per 900 milioni di lire. Una cifra che fa sorridere, adesso.

E fa sorridere pensare come Evra al Monza non riesca a trovare spazio, collezionando la miseria di 3 partite. Pierluigi Frosio, tecnico dell'epoca, non lo vede. La squadra in ogni caso si salva ma ritiene che non ci sia bisogno di lui. Patrice Evra lascia l'Italia a 20 anni. Da lì il ritorno in Francia, prima nel Nizza di Franco Sensi, poi la svolta al Monaco, dove con Deschamps in panchina raggiunge la finale di Champions League. Nel frattempo quello che avevamo conosciuto come attaccante esterno è diventato un ottimo terzino sinistro. Cresciuto al punto tale che prima conquista la nazionale francese, poi, nel gennaio 2006, il Manchester United. A oggi è ancora uno dei pilastri della squadra di Sir Alex Ferguson con oltre 300 presenze. Forse qualcuno da noi si starà mangiando le mani...


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