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Le meteore

Fish: pesce fuor d'acqua a Roma, meteora record a Bologna. E dire che si ispirava a Baresi...

13.01.2013 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 30922 volte
© foto di Andrea Pasquinucci

Il Sudafrica per molti anni è isolato dal mondo, anche a livello sportivo. L'apartheid applicata anche al gioco del calcio aveva fatto sì che la federcalcio decidesse di formare una Nazionale di soli giocatori bianchi ed eventualmente un'altra di soli giocatori neri. Scelta che non fu accettata dalla FIFA che decise di escludere definitivamente la squadra. Con la fine dell'apartheid il Sudafrica si affaccia al mondo e di riflesso anche lo sport, calcio compreso. I Bafana Bafana tornano nel 1992 e non perdono tempo, organizzano subito la Coppa d'Africa per il 1996. E la vincono. Al centro della difesa della squadra campione gioca un ragazzone di 1 metro e 94: Mark Fish, appena 22 anni ma con personalità. Molte squadre mettono gli occhi su di lui, a spuntarla la Lazio che ha la meglio anche su diversi club inglesi: versa 2,6 milioni alle casse dell'Orlando Pirates, club detentore del cartellino del giocatore e se lo assicura. I giornali piazzano il suo nome nel probabile undici iniziale accanto a quello di Nesta, i tifosi pregustano l'affarone dopo le parole dello stesso giocatore che dice di ispirarsi a Baresi e somigliare a Desailly. Il sogno dura poco, lasciando spazio all'amara realtà: Fish si rivela macchinoso, lento, non certo il massimo per una squadra allenata da Zdenek Zeman, che punta tutto sulla difesa alta, pronta a mandare in fuorigioco gli attaccanti ma al tempo stesso esponendosi a forti rischi. Gioca la prima partita a Bologna e la Lazio perde. Non lo si vede più fino alla quinta giornata, quando entra per gli ultimi diciotto minuti. Zeman gli ridà fiducia, gioca pure il derby con la Roma che finisce 0-0 e sul finire del girone d'andata segna anche un gol, a Verona. Ma quando contro Juventus e Bologna arrivano due ko casalinghi consecutivi la panchina del boemo salta e per Fish iniziano i guai. Zoff dopo la prima partita, in cui con lui in mezzo alla difesa la squadra prende due gol, decide di tagliarlo. Gli verranno concessi solo scampoli di partita e alla fine della stagione le presenze saranno 15 con tanto di bocciatura. L'avventura italiana, però, sembra non finire qui. Sembra. In estate va al Bologna ma Ulivieri lo boccia senza appello in ritiro. Rispedito alla Lazio, i biancocelesti riescono a trovare un'offerta dall'Inghilterra, guadagnandoci anche. Lo prende il Bolton e da lì in poi si costruirà una lunga carriera in Inghilterra, vestendo anche le maglie di Charlton e Ipswich Town, prima di chiudere in patria. Dove è considerato un vero idolo, al contrario che in Italia, dove oltre a non aver lasciato il segno all'aggravante di essersi accostato a Baresi e Desailly.

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