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  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Le meteore

Javi Moreno, l'ennesimo abbaglio Made in Spain

05.05.2013 06.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 31281 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

All'alba del 2000 in Spagna e in Europa impazza il fenomeno Alavés. Squadra basca di Vitoria-Gasteiz, sorprende tutti nella stagione 1999/2000 con un'incredibile sesto posto. Squadra di onesti mestieranti che si appresta ad affrontare la sua prima avventura europea con alcuni giocatori non sbocciati del tutto, come il flop romanista Ivan Tomic o l'incompiuto Jordi Cruyff, ma anche con interessanti elementi come il terzino Cosmin Contra. A buttarla dentro c'è un giocatore non certo bello a guardarsi, sia per la tecnica non di prim'ordine, sia per la struttura fisica. Ma che segna con gran regolarità: Javier Moreno Valera, detto semplicemente Javi Moreno. Ha 26 anni e la sua prima chances in un grande club è andata male qualche anno prima, al Barcellona. Debutta con la squadra B dei catalani e qualche gol lo fa anche. Ma la dirigenza lo scarica e il buon Javier gira con alterne fortune città e serie minori spagnole: il primo "boom" a 24 anni quando col Numancia segna 18 reti in 30 partite, contribuendo alla promozione nella massima divisione. L'Alavés, dove Javi Moreno era stato senza successo l'anno prima, decide di riprenderselo e stavolta il giocatore non delude: 8 reti il primo anno, ma l'anno successivo si scatena e gonfia la rete 22 volte, solo Raul e Rivaldo fanno meglio. Intanto in quell'anno l'Alavés sorprende tutti in coppa Uefa: in sequenza vanno fuori Gaziantepspor, Lillestrom, Rosenborg, Inter, Rayo Vallecano e Kaiserslautern. Si va all'atto finale contro il Liverpool. A Dortmund sulla carta non c'è storia e infatti il primo tempo si chiude sul 3-1 per i reds. Poi proprio Javi Moreno si sveglia e con due gol impatterà l'incontro. Finirà poi 5-4 ai supplementari per una delle finali europee più emozionanti della storia, il Liverpool alzerà la coppa ma quanti applausi per il piccolo Alavés. Inevitabilmente la squadra viene saccheggiata e Javi Moreno, che vincerà la classifica cannonieri della manifestazione, è nel mirino delle big.

La spunta il Milan, che prende anche Contra. I rossoneri hanno un precedente spagnolo fresco e poco rassicurante, quello di José Mari, ma non se ne curano. Javi Moreno è il primo acquisto del club di via Turati dell'estate 2001 e sulla carta sembra destinato a far coppia titolare con Shevchenko. Poi il mercato entra nel vivo e il Milan riesce nel colpaccio di acquistare Pippo Inzaghi dalla Juventus. Si capisce che per Javi non ci sarà lo spazio che si sarebbe aspettato, ma le partite sono tante e le competizioni tre.

Come da pronostico si parte con Inzaghi-Shevchenko coppia d'attacco e Moreno a scaldare la panchina. Entra per spiccioli di gara e poco combina. L'occasione da titolare gli arriva quando in una sfida contro il Chievo Inzaghi scontrandosi con Lupatelli si infortuna seriamente. Ancelotti lo lancia subito negli 11 iniziali contro la Juve ma lo spagnolo fa scena muta e viene così sostituito da Simone. Dalla gara successiva torna in panchina, entrando sempre a partita in corso. Nel frattempo, in compenso, qualche soddisfazione arriva in coppa: Moreno segna in Coppa Uefa due volte al Bate Borisov, toglie le castagne dal fuoco contro lo Sporting Lisbona e anche in coppa Italia si rende utile: segna tre reti in due partite contro la Lazio, ergendosi a protagonista assoluto della qualificazione e segna anche alla Juve. Alla fine arriveranno i gol anche in campionato, a Venezia, a febbraio. Al "Penzo" i tifosi rossoneri lo beccano, Javi Moreno segna e risponde polemico al pubblico, attirandosi una selva di fischi. Lo spagnolo continua a sgomitare e segna ancora: 1-4, mani a mo' di scusa nei confronti dei tifosi, che lo perdonano. Da quel pomeriggio qualche altro scampolo di partita senza pungere. Nel frattempo in coppa Uefa brilla il danese Jon Dahl Tomasson e come con Javi Moreno un anno fa il Milan se ne innamora. I rossoneri mettono le mani sul giocatore, prendendolo a parametro zero e considerati intoccabili Shevchenko e Inzaghi si capisce che per Moreno non ci sarà nessuna stagione del riscatto. Verrà ceduto, senza rimpianti, all'Atletico Madrid, nuova tappa di una serie di pellegrinaggi che lo porterà al Bolton, Saragoza, Cordoba, Ibiza e Lucerna. Senza mai ripetere i fasti dei tempi all'Alavés, nel frattempo caduto anch'esso in disgrazia.


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