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Le meteore

Kanchelskis, la "ciliegina" dell'Est rovinata da West

25.03.2013 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 32895 volte

È uno dei più grandi rimpianti della Fiorentina e chissà cosa avrebbe potuto fare in maglia viola se una serie di infortuni terrificanti non l'avessero messo ko: parliamo di Andrei Kanchelskis, uno degli ultimissimi talenti che l'Unione Sovietica abbia sfornato. Nato nel 1969 in Ucraina, allora repubblica socialista sovietica, da padre lituano, il giovane Andrei cresce a Kirovograd e mostra grande abilità nello sport: calcio, hockey, sci di fondo. Alla fine opta per il primo, mostrando una velocità fuori dal comune. Viene arruolato nella Dinamo Kiev e con loro esordisce nel campionato sovietico. Viene convocato nella nazionale dell'URSS, poi passa allo Shakhtar Donetsk. Nel frattempo si accorge di lui Alex Ferguson, alla ricerca di un'ala destra vecchio stampo e decide di scommetterci sopra: così, nel marzo 1991 il giovane Kanchelskis va al Manchester United per la modica cifra di 650 mila sterline. In breve tempo il giocatore si ambienta e diventa un idolo dei tifosi: le sue scorribande sulla corsia destra, i suoi cross e i suoi gol paragonabili alla misera cifra spesa lo portano ad essere uno dei migliori affari mai fatti nel campionato inglese. Per quattro anni il posto è suo, e cresce esponenzialmente anche il contributo in fase realizzativa, arrivando a segnare 16 reti nel 1994/95 e diventando giocatore dell'anno per i tifosi. Ma l'escalation di un giovane David Beckham, prodotto del vivaio, inducono i Red Devils nell'estate del 1995 a cederlo all'Everton. I Toffees con 5 milioni di sterline si assicurano l'asso ormai ex sovietico. L'URSS si è nel frattempo dissolta e Kanchelskis riesce nell'impresa di vestire altre due maglie nazionali: quella della CSI agli Europei del 1992, e quella della Russia, scegliendola al posto dell'Ucraina per avere più chances di giocare Mondiali ed Europei. Kanchelskis all'Everton resta due anni e segna 20 reti in 52 partite, ma le ambizioni del giocatore non sono all'altezza delle possibilità della squadra.

Su di lui piombano i migliori club: Real Madrid e Milan su tutti. Fabio Capello, nel 1996 tecnico del Real Madrid, fa di tutto per averlo, ma la cifra che l'Everton chiede spaventa i blancos. Anche il Milan, alla ricerca di un nuovo Roberto Donadoni sulla fascia destra fa dietrofront. A sorpresa spunta la Fiorentina, nel gennaio 1997. Il presidente Vittorio Cecchi Gori promette ai tifosi di regalare ai tifosi una "ciliegina". Nel frattempo i dirigenti dell'Everton abbassano le pretese e mollano la presa quando il numero uno gigliato offre 15 miliardi di lire. Lo stesso Kanchelskis punta all'Italia come il campionato più difficile al mondo, dove dimostrare il suo valore. All'inizio fatica a ingranare, la squadra d'altronde ha una sua intelaiatura e il giocatore deve adeguarsi a un calcio diverso da quello inglese, decisamente più difensivo. Quando sembra iniziare a girare ecco che Kanchelskis rimedia ad aprile un infortunio con la Nazionale: stagione finita con 9 presenze e zero reti.

Si riparte nella stagione 1997/98: via Ranieri c'è Alberto Malesani, che col suo 3-4-3 non può che esaltare le doti dell'ala russa. E così è, infatti: le prime due partite sono uno spettacolo e Kanchelskis segna anche il primo gol in Serie A al Bari. Nemmeno il tempo di esultare che alla terza giornata il destino si accanisce su di lui. Si gioca contro l'Inter e Kanchelskis sta giocando alla grande quando a un certo punto con un'entrata folle Taribo West lo fa uscire in barella: infortunio alla caviglia e almeno un mese di stop. C'è però che la sua Russia deve giocare una gara fondamentale, ossia lo spareggio contro l'Italia per andare ai mondiali dell'estate successiva in Francia. Il recupero dall'infortunio quindi non viene rispettato completamente, vengono accelerati i tempi e Kanchelskis si presenta a Mosca nel dentro-fuori contro gli azzurri. Fa un freddo cane, scende la neve e il giocatore di gioco è scivoloso. Anche a causa di ciò arriva uno scontro con Gianluca Pagliuca su una palla vagante. Il portiere deve uscire in barella, facendo esordire in Nazionale un Gianluigi Buffon appena 19enne. A Kanchelskis va molto peggio: rottura della rotula della gamba sinistra. Sarà un lungo stop e quando tornerà il giocatore non sarà più lo stesso. Perde velocità e sicurezza. Fa ancora in tempo a segnare un gol e raccogliere una manciata di presenze, ma è chiaro tutti che questi incidenti abbiano provato il giocatore: bandiera bianca è sventolata e a fine stagione la Fiorentina lo cede ai Rangers, dove Kanchelskis si toglierà ancora qualche soddisfazione, anche se il rimpianto per ciò che non è stato in Italia resta forte.


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