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Le meteore

Ma Mingyu, il cinese che fece la fortuna di Crozza

03.11.2012 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 21158 volte
© foto di Michele Castellani

Che Luciano Gaucci sia un personaggio stravagante, se non altro nelle scelte dei calciatori, è fuori discussione. Fosse stato per lui Brigit Prinz, calciatrice tedesca, sarebbe stata la prima donna a giocare in un campionato maschile di calcio. Missione fallita, in compenso qualche anno prima riuscì a portare sulla panchina della Viterbese Carolina Morace, per poi darle il benservito dopo due giornate. Ma queste sono altre storie. La meteora di cui ci occupiamo è di sesso maschile e viene dal continente asiatico. Se pensate a Hidetoshi Nakata siete fuoristrada, visto che il giapponese non è stato né meteora né bidone. Anzi, proprio il grande successo di Hide che ha elevato il livello tecnico del Perugia di Luciano Gaucci, nonché i guadagni dagli sponsor per la società e le entrate derivanti dal turismo per la città di Perugia e l'Umbria in generale per la miriade di turisti-giornalisti giapponesi, hanno suggerito al patron degli umbri di riprovare il giochino in Corea del Sud e Cina. Ed è così che nell'estate 2000 arrivano Ahn Jung-Hwan e Ma Mingyu, rispettivamente primo coreano e primo cinese della storia in Serie A. Oggi ci occuperemo di Ma, il cui nome a seconda della tonalità cambia di significato. Non è dato sapere la corretta pronuncia e il conseguente significato del nome di questo centrocampista con la faccia da pensionato. Inquietante proprio l'aspetto, considerato che all'anagrafe sarebbero 27 anni, mentre il giocatore ne dimostra almeno 40. Il mistero resiste tuttora ma se pensiamo a Luciano del Chievo, che in quel periodo si faceva chiamare Eriberto e aveva quattro anni in meno della realtà tutto può essere possibile. Le leggende metropolitane su di lui iniziano a sprecarsi, arrivano in quantità e velocità tali da fare impallidire pure il re dei bidoni e delle leggende metropolitane Luis Silvio, si pensa persino che il Perugia abbia preso per sbaglio Ma Mingyu, avendo in realtà visionato un altro giocatore. D'altronde come li riconosci questi cinesi, tutti identici? Gaucci giustifica l'acquisto buttandola sul calcolo delle probabilità: se sono oltre un miliardo un fenomeno ci dovrà pur essere. Mentre il 2012 sta finendo e il fenomeno cinese lo stiamo ancora cercando, bastano pochi mesi per capire che Ma Mingyu è ben lontano dall'esserlo, anzi. Basso, tarchiato, invecchiato. A guardarsi non è un bel vedere, in campo il piede non è così malvagio, lo ammette anche il tecnico Serse Cosmi. Ma il calcio è uno sport dinamico e smuoverlo dalla metà campo è abbastanza complicato. Certo, suggerirgli di farlo non è neanche facile visto che il povero Ma fatica da morire con l'italiano. Lo ammette anche lui e gli stessi compagni lo descrivono come un signore che finito allenamento si fa la doccia, si riveste e se ne va senza dire mezza parola. Sta a casa con la moglie, telefona tre volte al giorno alla figlia facendole credere di tornare presto. Così infatti sarà, Ma non completerà nemmeno la stagione sportiva, tra l'altro senza mai mettere piede in campo se non in uno spezzone di coppa Italia. E dire che sarebbe il capitano della Cina, tanto da giocare i mondiali del 2002 ed essere l'unico dei suoi a tentare un tiro in porta in Brasile. Lascia Pergugia senza rimpianti, ma creando inconsapevolmente un personaggio televisivo. Da un'intervista a Stadio Sprint in un dopopartita venne chiesto a Serse Cosmi che fine avessero fatto i due asiatici Ahn e Ma, che non giocavano mai. Prima che il tecnico potesse rispondere arrivò la battuta di Vincenzo D'Amico che rispose: "Ma(h)...." Scatenando l'ira di Cosmi e la sua risposta divenuta immortale: "Io non ironizzerei su queste cose". Dopo poche settimane quella frase divenne il cavallo (che tra l'altro in cinese si dice Ma) di battaglia di Maurizio Crozza, che ne fece l'imitazione a "Mai dire gol" con grande successo. A suo modo e suo malgrado, Ma Mingyu un segno l'ha lasciato...


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