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Le meteore

Mendieta, il bidone più costoso della storia del calcio italiano

30.06.2013 06.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 83579 volte
© foto di Federico De Luca

La Lazio di Sergio Cragnotti dalla seconda metà degli anni '90 è una vera e propria potenza europea, dove vanno e vengono campioni di primissimo livello. Ad esempio nel 1999 Christian Vieri viene ceduto all'Inter per 90 miliardi di lire, mentre nell'estate del 2000 il presidente biacoceleste batte il record di spesa per un calciatore assicurandosi dal Parma Hernan Crespo, per un affare da 110 miliardi. A fine torneo 2000/01 arrivano alcune brutte sorprese per i tifosi laziali: Juan Sebastian Veron, idolo e protagonista dello scudetto del 2000, viene ceduto al Manchester United per 28 milioni di sterline. Poi, a sorpresa, persino Pavel Nedved fa le valigie. Il ceco ha da poco firmato il prolungamento di contratto, ma la Juventus riesce a persuaderlo e lo porta a Torino per 70 miliardi di lire. Per rimediare a un evidente indebolimento della squadra e a un conseguente malumore della piazza, Cragnotti è costretto a correre i ripari e decide di accontentare la tifoseria cercando di portare il miglior centrocampista europeo del momento: Gaizka Mendieta.

Il basco è la bandiera del Valencia ed è protagonista delle ultime due stagioni di Champions League. La squadra, considerata outsider raggiunge per due edizioni consecutive la finale. Mendieta viene eletto miglior giocatore della stagione 2000/01. Insomma, un biglietto da visita importantissimo, che giustifica la spesa di Cragnotti, che pur di averlo offre 90 miliardi al Valencia. Il giocatore, d'altronde, sembra quanto meglio possa offrire il calcio moderno: completo, in grado di ricoprire le varie zone del centrocampo, con grande visione di gioco, abilità negli inserimenti, fiuto del gol, freddezza dal dischetto e preciso sui calci di punizione.

L'acquisto è accolto con grande soddisfazione dalla piazza e calma gli animi. Dino Zoff, tecnico dei biancocelesti, è più scettico e sin da subito si pone il problema della collocazione del giocatore. Almeno nelle prime tre giornate di campionato, prima che il tecnico venga esonerato e sostituito d Zaccheroni. Anche per "Zac" il problema è: dove mettere Mendieta? Laterale a destra o centrale di centrocampo? In nessuna posizione provata lo spagnolo convince, anzi. Il leader di Valencia sembra un timido esordiente insieme a grandi campioni, i passaggi sono per lo più sbagliati, inserimenti nell'area avversaria pochi o nulla, reti nemmeno l'ombra. In una stagione in cui la Lazio si arrabatta per cercare un posto in Coppa Uefa la presenza di Mendieta si fa via via meno indispensabile, portando infine il giocatore ad essere ai margini della squadra. Alla fine del campionato saranno per lui 27 presenze tra campionato e Champions League e nessun gol. Freddi numeri che rendono l'idea, specie se paragonati alla media che aveva in Spagna fino a un anno prima. Per la cronaca furono 13 le reti realizzate al Valencia nella stagione precedente, addirittura 19 due stagioni prima e 12 nel 1999. Un crollo verticale che non può essere spiegato solamente dl trasferimento in un altro paese.

Ma tant'è e un anno è più che sufficiente per la Lazio per cercare di sbolognarlo altrove. Quando venne acquistato il Valencia pretese una clausola che escludesse una possibile cessione futura al Real Madrid, così i biancocelesti piazzarono il giocatore in prestito al Barcellona. L'aria di Spagna si pensava potesse essere miracolosa per il buon Gaizka, il quale gioca una stagione non certo brillante, se pur migliore rispetto a quella con Lazio ( e non ci voleva molto). Il Barcellona chiude sesto in classifica, non si qualifica alla Champions League e decide di non riscattare Mendieta. Intanto la Lazio sprofonda nella crisi economica in seguito al crack Cirio e deve liberarsi assolutamente di un ingaggio pesante (4 milioni di euro) come quello di Mendieta. Interviene il Middlesbrough che prende in prestito il giocatore. Mendieta nella mediocrità generale della squadra in qualche modo galleggia e si toglie la soddisfazione di vincere la Coppa di Lega 2003/04, primo trofeo assoluto del club. Proprio questo storico evento convince i dirigenti del Boro a riscattare il cartellino del giocatore per intero. Mendieta giocherà (sempre meno, per la verità) col Middlesbrough fino al 2008: 73 presenze in 4 anni e una finale di Coppa Uefa raggiunta.

Per la Lazio un primo sospiro di sollievo con la cessione definitiva del giocatore in Inghilterra, anche se l'incubo Mendieta, sotto forme di rate ancora da pagare al Valencia, continua. Per saldare completamente il debito la Lazio decide così di cedere agli spagnoli Stefano Fiore e Bernardo Corradi. Una piccola soddisfazione, per i biancocelesti, la stagione negativa in Spagna di entrambi i giocatori, tanto da costringere il Valencia a disfarsene dopo appena un anno. Come dire: chi di bidone colpisce...

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