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Le meteore

Montaño, l'uomo che andava in ferie e non tornava più

30.05.2013 06.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 37680 volte
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport

Sembrava destinato a una carriera incredibile, vista la velocità con cui bruciava le tappe. Il problema è che Johnnier Montaño è stato altrettanto veloce a mandare tutto in fumo. Nato a Cali il 14 gennaio 1983 è già un bambino prodigio in Colombia, tanto che in Argentina lo notano e il Quilmes lo acquista a soli 15 anni. Con i cerveceros scende in campo sette volte con la prima squadra segnando tre gol. Bottino incredibile considerando la giovane età.
A 15 anni si fa conoscere fuori dal Sudamerica partecipando al torneo di Tolone, riservato agli Under 20. Nonostante ci siano giocatori di 5 anni più grandi riesce a ritagliarsi spazio con la sua Colombia saltando all'occhio di numerosi club. Il Parma fiuta l'affare e si rende conto del potenziale di questo trequartista dai numeri impressionanti. A 16 anni diventa così un giocatore dei ducali. È il 1999 e l'adolescente Montaño viene persino convocato dal ct Alvarez per partecipare con la nazionale maggiore della Colombia alla Copa America in Paraguay. Montaño gioca e segna pure un gol, nello storico 3-0 all'Argentina, nella famosa partita in cui Martin Palermo fallisce tre calci di rigore.

A Parma si fregano le mani e il tecnico Alberto Malesani ne centellina le presenze in prima squadra. Il giocatore per la tenera età diventa la mascotte della squadra, Fabio Cannavaro lo ribattezza simpaticamente "Ciro" paragonandolo a uno scugnizzo napoletano. La nebbia emiliana però lo intristisce e più le giornate si fanno fredde più la nostalgia dei genitori e della Colombia si fa forte. Durante le vacanze natalizie Montaño torna in Colombia per poi non fare più ritorno a Parma. Inizialmente la situazione è allarmante, non ci sono tracce di lui e qualcuno teme il peggio. Emissari degli emiliani vanno fino in Colombia e semplicemente scoprono che il ragazzo non ne vuole più sapere di tornare. Alla fine verrà convinto e a febbraio farà ritorno a Parma, continuando a far spola fra Prima squadra e Primavera
Nell'estate del 2001 il giocatore viene prestato al Verona. In Veneto ritrova Alberto Malesani, che inizialmente punta su di lui, salvo poi optare per altri giocatori. In quella che doveva essere la prima stagione da titolare Montaño chiude con sole 10 presenze e la squadra precipita in Serie B.

Nessun allarmismo, in fondo il giocatore ha solo 19 anni e molti ancora non sono ritenuti pronti nemmeno per esordire in Serie A. Nell'estate del 2002 il Parma lo presta al Piacenza, sperando nell'esplosione del colombiano. Montaño parte forte, è titolare e segna subito un gol, il primo in Serie A. Ma è un fuoco di paglia, il giocatore si mostra più fumo che arrosto e piano piano viene accantonato. Durante le vacanze di Natale del 2002 Montaño ci ricasca: torna in Colombia per non tornare più. Si ripresenta a febbraio, parla di minacce subite alla famiglia, ma a Piacenza non solo non gli credono, ma i tifosi vanno su tutte le furie arrivando persino ad aggredirlo. Il prestito viene stracciato e Montaño torna al Parma che non sa che farsene.

Le speranze di vederlo esplodere in Italia svaniscono, così il giocatore viene mandato in prestito nella sua Colombia, sperando che qualcuno compri il suo cartellino prima della scadenza naturale del contratto: America de Calì, Independiente di Santa Fe. Poi rescinde col Parma e a soli 22 anni va in uno di quei campionati considerati veri e propri "cimiteri degli elefanti", ossia in Qatar, all'Al-Wakra. Anche nella penisola arabica riesce nell'impresa di trapanare acqua. Ritorna in Colombia al Deportivo Tulua e poi in Perù, allo Sport Boys in evidente sovrappeso. Nonostante il fisico ricordi ben poco quello di un calciatore Montaño riesce a combinare qualcosa di buono, fìnalmente. Tanto da meritare la chiamata dell'Alianza Lima. Ancora una chance in Europa, fallita, in Turchia con la maglia del Konyaspor per poi fare ritorno all'Universidad San Martin, in Perù, dove oggi, a 30 anni, Johnier Montaño gioca e ha trovato la sua dimensione.


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