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Le meteore

Moti, da difensore dimenticato a pararigori da Champions

08.10.2014 08.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 51515 volte
© foto di Giovanni Evangelista/TuttoLegaPro.com

Per salire alla ribalta ha dovuto aspettare anni e cambiare ruolo: è il caso di Cosmin Moti, impalpabile presenza a Siena ed eroe in Bulgaria, per aver portato il Ludogorets di Razgrad, paese di appena 70 mila abitanti, in Champions League.

Andiamo con ordine: Cosmin Moti nasce a Resita, città nota per aver già dato i natali a Christian Chivu. Cresce nell'Universitatea Craiova imponendosi come difensore centrale. Prosegue alla Dinamo Bucarest, dove nel 2007 vince il campionato rumeno. Le sue prestazioni in patria lo portano all'attenzione fuori dai confini, anche in Italia. Lo cerca la Lazio e suo malgrado finisce come oggetto di sfottò: "A noi Mutu, a voi Moti" cantano i tifosi della Roma, nel sottolineare la differenza di spessore tra i due giocatori. Ironia del destino salteranno i due affari: Mutu, che sembrava a un passo dalla Roma, resta alla Fiorentina. E Moti, che sembrava una affare fatto (Claudio Lotito in prima persona era volato in Romania per chiudere l'affare) si accasa a sorpresa al Siena in prestito, nell'ultimo giorno di mercato. Troppo alta la richiesta della Dinamo, ben 7 milioni. E a ben guardare decisamente troppi: fino a ottobre Moti non vede il campo, a metà novembre la prima gara dall'inizio. Con appena 4 gettoni di presenza, e la Nazionale praticamente persa, il giocatore se ne torna immediatamente in Romania alla sua Dinamo.

Una carriera proseguita onestamente in uno dei club più importanti nel suo paese, fino al passaggio in Bulgaria, nell'ambizioso Ludogorets, dove stanno piovendo soddisfazioni: due campionati vinti su due e la rivincita col calcio italiano che arriva lo scorso febbraio, quando in Europa League incrocia ed elimina la Lazio.

Il meglio però arriva lo scorso 27 agosto. Si gioca il ritorno del preliminare di Champions contro la Steaua. A Bucarest vincono i rumeni 1-0 ma in Bulgaria il risultato viene impattato. La svolta arriva quando il portiere Stoyanov viene espulso e il tecnico ha già effettuato tutte le sostituzioni. A indossare i guantoni sarà proprio Moti, è al 119' e ci si avvia verso i calci di rigori. Quel che succede dal dischetto ha del clamoroso: Moti para ben due rigori, porta il Ludogorets per la prima volta in Champions League ed elimina la Steaua, proprio lui pilastro per anni della Dinamo, acerrima nemica in Romania: godimento doppio, anzi triplo, visto che anche in Italia sono tornati ad accorgersi di lui.

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