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Le meteore

Neffa, colui che ha dato il nome al cantante

01.10.2012 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 28005 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Nel 2012 l'indicatore di popolarità di un personaggio è Google, basta digitare un nome e ti appare subito per grado di popolarità tutti i siti correlati. Così se digitiamo la parola "Neffa" ciò che ne esce fuori è il sito ufficiale in primis, poi la pagina Wikipedia del cantante soul, al secolo Giovanni Pellino. Non tutti sanno che il nome d'arte è stato scelto in onore di un giocatore che ha calcato nostri campi a cavallo degli anni '80 e '90: Gustavo Alfredo Neffa. Un giocatore finito presto nel dimenticatoio ma che all'epoca, quando sbarcò in Italia, era considerato un talento destinato a diventare protagonista, non a caso a portarlo da noi fu la Juventus. I bianconeri scovano questo giovanotto paraguayano che fa faville nell'Olimpia Asuncion, squadra fra le più importanti del Sudamerica e Giampiero Boniperti se ne innamora. Ma il limite degli stranieri tesserabili (solo 3 e la Juve ha già Zavarov, Alejnikov e Rui Barros) suggerisce di prendere il giocatore ugualmente e parcheggiarlo alla neopromossa Cremonese, dove crescere con tranquillità in una realtà di provincia e al tempo stesso farsi le ossa nel massimo campionato.

Numero 9 sulle spalle, Neffa arriva con grandi aspettative e d'altronde lo score in Paraguay è notevole: 20 reti in 28 partite. Ma la Cremonese a novembre è già in grossa difficoltà, penultima in classifica con appena 6 punti in 10 partite. Davanti solo Dezotti è incisivo e il tecnico Tarcisio Burgnich spera in un giocatore d'esperienza che non debba patire il rodaggio iniziale. Insomma, Neffa si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma allora le rose erano di 16-18 giocatori al massimo e il tecnico non ha molte alternative al paraguayano. Così eccolo mettere insieme ben 16 presenze, in cui la porta non la vede mai e nemmeno le famose magie che hanno fatto innamorare Boniperti. Un gol, però, riesce a segnarlo a marzo, contro il Lecce, anche se non servirà a regalare la vittoria ai grigiorossi. Alla fine della stagione come si temeva la Cremonese scende in Serie B e la cessione di Anders Limpar all'Arsenal permette a Neffa di essere tesserabile e giocarsi la prova d'appello nella più agevole cadetteria.

Il bottino in B è raddoppiato, dal golletto segnato il primo anno Neffa chiude la stagione con 2 reti in 24 partite. L'incredibile è che nonostante il contributo pressoché nullo in attacco, la Cremonese riesca a risalire in Serie A. Intanto la Juventus si rende conto di aver preso un abbaglio, tanto che in quel torneo la squadra decide di rimanere con 2 soli stranieri, rinunciando volentieri al paraguayano. Il ritorno in Serie A dei lombardi sembra segnare definitivamente il destino di Neffa. Confermato Dezotti, il club dell'allora presidente Luzzara prende il centrocampista Ruben Pereira e l'attaccante Ruben Da Silva. Per Neffa non c'è più spazio. Peccato che proprio all'ultimo Da Silva non arriverà, mettendo alle strette la dirigenza grigiorossa che col campionato imminente per coprire il buco in avanti è costretta e richiamare in fretta e furia Neffa. Appena 6 gettoni di presenza fino a novembre, quando la "Cremo" troverà nel mercato di riparazione Matjaz Florjancic e può dargli il benservito. La carriera di Neffa proseguirà in Sudamerica, riuscendo pure a vestire la prestigiosa maglia del Boca Juniors, prima di chiudere come calciatore-allenatore in MLS, a Dallas.

Dimenticavamo, il Neffa originale riuscirà in questi anni a conoscere personalmente il nostro Neffa, che ha confermato come fra i due sia nata una bella amicizia.


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