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Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Le meteore

Pedros, quando un rigore ti cambia la vita

21.03.2013 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 24868 volte

La sensazione del 1995 in Francia è il Nantes di Jean-Claude Suaudeau. Un campionato dominato infrangendo diversi record e proponendo un calcio scintillante con diversi elementi interessanti, come la coppia d'attacco Ouedec-Loko, il tenace mediano Claude Makelele, il centrocampista col vizio del gol Christian Karembeu, l'ala guizzante di origine portoghese Reynald Pedros. Quest'ultimo si mise in mostra per il suo estro, i suoi assist e diverse reti.
Molte big europee si tuffano sul club francese per far razzia di potenziali campioni e quasi tutti nel giro di un paio d'anni lasciano. Pedros lo fa nel 1996, non prima di aver raggiunto la Champions League con i suoi, quando la Juventus di Lippi spezzerà i sogni di finale. Nonostante la moda del momento in Francia è quella di emigrare all'estero, soprattutto in Italia, Pedros decide di restare in Francia, approdando all'ambizioso Marsiglia. Prima, però, ci sono gli Europei e il talentuoso Reynald è convocato: ed lì che c'è la prima svolta della sua carriera: siamo alle semifinali e la Francia incrocia la Repubblica Ceca: la partita si chiude sullo 0-0 e sono necessari i rigori. A Pedros tocca il quinto e tutti nel frattempo hanno segnato, il suo tiro non è troppo angolato e viene respinto dal portiere ceco Kouba: Francia è fuori, Pedros si mette le mani nei lunghi capelli. Sembra non riprendersi più a giudicare dalla stagione di Marsiglia fatta di pochissime luci, tante ombre e qualche rissa di troppo. Il Parma però crede ancora in quell'ala artefice del miracolo Nantes, così Tanzi sborsa 6 miliardi e mezzo e lo porta in Serie A nel gennaio 1997. Il tecnico dell'epoca è un certo Carlo Ancelotti e dice di credere molto in lui. Il giocatore arriva con in dote dei guai fisici che lo lasciano praticamente fuori uso per quasi tutta la stagione. Esordisce ad aprile contro la Sampdoria e a fine raccoglie 4 gettoni di presenza, 223 minuti totali: una miseria. L'attenuante dei guai fisici gli permette di avere una seconda chance per la stagione seguente. Ancelotti continua a dire di puntare su di lui, ma intanto i dubbi sulla sua tenuta fisica continuano ad essere alimentati. Il campionato riparte, Pedros assaggia appena il campo con la maglia del Parma (18 minuti) e viene prestato a un Napoli già in difficoltà. Il mix è letale: un giocatore inaffidabile fisicamente in una squadra allo sbando. Il risultato è presto fatto: 3 presenze totali e partenopei protagonisti della peggiore stagione della loro storia in Serie A. Ancora sotto contratto col Parma il francese fa mestamente ritorno in Emilia, ma i programmi dei Tanzi non contemplano l'ex Nantes che però resiste un anno abbondante a libro paga, mettendo pure un gettone di presenza, per poi essere ceduto nell'estate del 1999 al Montpellier. La sua carriera proseguirà per altri 10 anni girando per la Francia e riuscendo anche a strappare un contratto in Qatar. Per una pensione calcistica a sei zeri.


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