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Le meteore

Reuter, l'equivoco tattico del Trap

10.04.2013 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 26558 volte

La Juventus del 1991 raccoglieva i cocci della sciagurata gestione Maifredi. Scottati dal calcio champagne che fruttò un 7° posto e clamorosa esclusione dalla coppe europee, la Vecchia Signora si apprestava a ricostruire ritornando sui suoi passi e richiamando Giovanni Trapattoni. Visti i disastri del reparto difensivo nella stagione precedente si intervenne massicciamente, pescando dal Bayern Monaco Jurgen Kohler e Stefan Reuter. Soffermandoci su quest'ultimo le credenziali erano davvero ottime: 25 anni, appena un anno prima laureatosi campione del mondo a Italia '90, titolare in una delle squadre più forti d'Europa e considerato come uno dei migliori terzini destri in circolazione. Con 4,6 milioni la Juve chiude l'affare e soffia alla Bundesliga l'ennesimo asso teutonico.

Appena arrivato in Italia arriva il primo guaio: Reuter si infortuna al menisco e sta fuori 20 giorni. Ritorna masi ritrova in una situazione inaspettata: la Juventus ha bisogno di un centrocampista centrale e Trapattoni decide di impiegare proprio Reuter in quel ruolo. D'altronde la fascia destra di difesa è coperta da Massimo Carrera. Reuter però non è un mediano e si sente come un pesce fuor d'acqua. Non ha la visione di gioco, né i tempi per il ruolo. E la sua velocità che ben si presta alle volate sulla fascia viene mortificata dal lavoro in mezzo al campo.

E mentre il connazionale Kohler viene esaltato per le sue doti da difensore centrale, su Reuter, ahilui, qualche dubbio inizia ad avanzare. Per giunta anche a livello di inserimento nella squadra le cronache parlano di un giocatore schivo e mai del tutto integrato con i compagni di squadra. A fine stagione non viene confermato, anche perché in panchina resta saldo Trapattoni. Meglio togliere il disturbo, tornare in Germania e giocare nel ruolo naturale. Lo prende il Borussia Dortmund e lì vi resta 12 anni, tornando il giocatore di un tempo, diventando campione d'Europa nel 1996 con la Germania e ripetendosi l'anno dopo col Borussia. Ironia della sorte, in finale proprio contro la Juventus. Giocando sempre da terzino.

Giovanni Trapattoni
© foto di Andrea Pasquinucci
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