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ESCLUSIVA TMW - Bianchi e Vannucchi: "Spezia nel cuore"

25.05.2012 17.40 di Claudio Sottile  articolo letto 6853 volte
© foto di Ninni Cannella/TuttoLegaPro.com

Compagni di avventura, tradotto triplete di Lega Pro dopo una stagione intensissima.

Compagni di sventura, appiedati assieme quarantotto ore fa, perché non rientranti nel progetto tecnico dello Spezia che ritorna in cadetteria.

Alberto Bianchi (31) e Ighli Vannucchi (34), tuttavia, hanno l'aria soddisfatta degli uomini a posto con la coscienza.
Nella voce, inesorabile, una grossa dose di amarezza per essere stati costretti a strapparsi di dosso una maglietta sudata, gloriosa e vincente.

In ESCLUSIVA per TMW le parole del capitano nonché tesserato più titolato della storia spezzina e del calciatore maggiormente talentuoso e geniale del gruppo ligure.

"Ho avuto l'incontro mercoledì 23 maggio -esordisce Bianchi- la decisione di non riconfermarmi è stata presa dall'allenatore. Non conosco il motivo specifico perché con lui non ho parlato, penso si tratti di una scelta tecnica, che da calciatore devo accettare. Mi dispiace perché sono legato alla piazza, sono deluso ma da domani penserò a cercare un'altra squadra. Non ho nessun sassolino da togliere, però si è data troppa importanza a una persona sola e non a chi è stato più fondamentale in questa stagione, cioè i calciatori".

Durante la stagione hai avuto qualche problema con mister Serena?
"Assolutamente no. Ho avuto problemi con il collaterale a settembre e a novembre., completamente risolti. Ma da febbraio ho giocato quasi tutte le partite, facendo bene, siglando cinque gol da difensore. Dal punto di vista tecnico pensavo di essermi meritato la riconferma. Evidentemente c'era qualcosina che col mister non andava proprio a mille. Non c'è stato questo grosso feeling tra di noi".

Lasci con il vanto di essere colui che ha vinto di più dalle parti del "Picco", cinque trofei per te. A quale successo sei più legato?
"Dal punto di vista delle emozioni dico la prima promozione in B, del 2006, per me la più bella. È stata la più sentita anche dalla piazza, dopo cinquantacinque anni di attesa, e poi avevamo vinto quel campionato ai danni del Genoa. È sempre difficile scegliere una sola vittoria. Sono tutte belle. Anche quest'anno dopo l'infortunio sembrava che la mia avventura sarebbe finita con un epilogo non trionfale, invece ho iniziato a giocare vincendo tutto... "

Tutto: promozione in B, Coppa Italia e Supercoppa di categoria, dopo un inizio col freno a mano tirato e l'esonero di Gustinetti.
"Era una squadra tutta nuova, non è mai facile vincere da subito. Abbiamo disputato un ottimo girone di ritorno, molto continuo, io ho iniziato a crederci quando il Trapani ha perso 1-5 in casa con il Portogruaro. Li ho capito che avevano qualche problema. Poi è venuta la doppia trasferta di Barletta e Trieste, sei punti che sono stati la ciliegina sulla torta".

Chi individui come giocatore fondamentale della stagione?
"Ne cito due, Madonna (25) e Lollo (21). Il primo per il rendimento garantito durante tutta l'annata, il secondo per quello che ha dato fino al momento dell'infortunio. Menzione speciale invece per Vannucchi, che nei momenti cruciali ha marcato la differenza, peraltro quando hanno iniziato a farlo giocare nel suo ruolo. I risultati si sono visti".

Il prossimo 30 maggio ci sarà la grande festa con i tifosi, che nel frattempo stanno manifestando il loro malcontento alla società per questa epurazione. Magari qualcuno cambierà idea...
"Se non mi avessero mandato via non avrei avuto tutti questi messaggi di sostegno (ride, N.d.R.). Sono soddisfatto della mia carriera spezzina, sarò sempre innamorato di questa piazza, che è quella cui sono più legato tra tutte quelle che in cui ho giocato. Penso che sia una società seria, hanno preso le loro decisioni, sono da rispettare. La gente ci dimostrerà vari attestati di stima quel giorno, ma il tifoso dello Spezia deve e dovrà tifare la maglia, i calciatori vanno e vengono".

E tu dove andrai?
"Sono in scadenza e cercherò la soluzione migliore possibile, non ho ancora pensato al futuro visto che ero impreparato al divorzio con lo Spezia, che resterà sempre nel mio cuore".

"Anch'io non me lo aspettavo -riprende Vannucchi- non so sinceramente perché non mi riconfermino, non ho la minima idea. Non ci sono stati altri problemi durante l'anno. Mi ha comunicato il procuratore che non mi rinnoveranno il contratto, forse lunedì 28 maggio andrò a parlarci e capirò le motivazioni. Solo in seguito inizierò a valutare le offerte, ho ancora voglia di giocare. Sono molto amareggiato ma ringrazio i tifosi per tutto, dal primo giorno che sono arrivato sono stato trattato da re, ho tutto e tutti nel cuore. Ho il telefono che si sta fondendo, si scarica ogni due ore, una valanga di messaggi e telefonate, sono così tanti che non riesco a rispondere a tutti. La realtà comunque ora è che sono ai box ed è una doppia amarezza. Le squadre che compiono il doppio salto di solito mantengono il gruppo base, rinforzandosi con qualche tassello. Qui hanno deciso di fare piazza pulita".

Impossibile non notare il tuo tono di voce deluso.
"Il dato che m'interessa è quello delle manifestazioni d'affetto, mi rendono orgoglioso. Poi non so se la società prenderà atto delle parole dei sostenitori, già il fatto che sia stato messo da parte dopo neanche una settimana dalla fine dei giochi è triste. Vuol dire che la decisione era stata presa prima. Magari acquisteranno Van Basten, Gullit e Rijkaard e a quel punto andrò anch'io a vedere le loro partite (ride, N.d.R.)".

Il tuo spostamento dietro le punte è coinciso con il volo definitivo dell'Aquila, o "Eagle" come ti avevano ribattezzato i tifosi giocando col tuo nome.
"È stato un percorso di crescita fenomenale della squadra. Siamo partiti male andando in crescendo, trovando sicurezza partita dopo partita, trovando l'esplosione a fine campionato, anche modificando un po' assetto tattico, inserendo il trequartista".

Ti senti uno dei protagonisti chiave dei successi?
"Mi sono sicuramente sentito importante nel gruppo, ma vorrei citare Bianchi. Vedo i numeri e noto che è rimasto sul pezzo anche quando è stato messo fuori. Gli hanno tolto la fascia, in silenzio s'è riconquistato posizioni e il posto in squadra, emergendo nel momento decisivo".

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