Top e Flop della stagione rossonera. Allegri saluta ma Seedorf "allenatore" non piace a nessuno
Si è chiusa una stagione complicata, difficile, sofferta ma anche entusiasmante per la volata finale. E’ tempo di bilanci dopo 9 mesi di calcio giocato. Ecco i 3 top e flop dell’annata milanista:
TOP
1 - Balotelli - Le vittorie del 2013 passano dai suoi piedi. Arrivato a fine mercato diventa subito decisivo e inamovibile nello schieramento di Allegri. Dodici gol in 13 partite, segna con estrema facilità ed è infallibile sui rigori, una garanzia assoluta. Uno degli acquisti più importati e azzeccati degli ultimi anni da parte della dirigenza.
2 - El Shaarawy - Il boom ad inizio campionato aveva sorpreso tutti, un 20enne che segna con tanta frequenza non lo si vedeva da anni. Proprio in quest’ottica bisogna registrare il calo di fine torneo, è del tutto normale per un giovane della sua età. La stagione resta comunque da 7 in pagella perché 16 gol nei primi 5 mesi sono stati vitali per la classifica del Milan. Annata da incorniciare.
3 - Montolivo - Arriva senza squilli di tromba a parametro zero, inizia in sordina ma poi si prende il Milan mostrando maturità e personalità. L’ex viola è uno dei migliori giocatori dell’annata rossonera, l’uomo di qualità che mancava a centrocampo, il giocatore più decisivo per i meccanismi in mediana, il collante tra i reparti.
FLOP
1 - Robinho -La parabola discendente è sotto gli occhi di tutti, i numeri dicono: 14 gol in campionato nella prima stagione, 6 nella seconda e solo 2 nella terza stagione che si è appena conclusa. Ci si aspettava molto da lui soprattutto dopo la partenza di Cassano, Ibra, Inzaghi e gli altri senior del Milan. Ha concluso con la peggiore annata milanista.
2 - Boateng - Il suo è più un flop per spronarlo a fare meglio e tornare sui livelli del primo anno rossonero quando insieme a Ibra disputò una stagione magnifica risultando la variabile vincente. Da due stagioni non riesce più ad esprimersi al meglio ed è molto discontinuo. Sfavorito anche da una continua turnazione tra i reparti che non gli consente di avere una reale identità.
3 - Bojan - Dopo l’annata discutibile a Roma fu accolto ad agosto come un grande acquisto. Ma le difficoltà di adattamento al nostro calcio sono riaffiorate anche con la casacca rossonera. Pure lui non è stato sfruttato al meglio e col passare delle giornate è diventato sempre più un punto interrogativo, finendo poi ai margini della squadra e ultimo nella gerarchia degli attaccanti.
Il mercato in casa Milan è entrato subito nel vivo perché a tenere banco è la questione allenatore, tassello fondamentale per preparare la prossima stagione. Allegri è sempre più lontano da Milanello, le percentuali di rivederlo sulla panchina sono veramente basse. Salgono invece quelle di Clarence Seedorf, scelto personalmente dal presidente Silvio Berlusconi, anche contro la volontà dell’amministratore delegato Adriano Galliani (che avrebbe voluto trattenere Allegri). Il problema però è che Seedorf non ha alcuna esperienza in panchina e la scelta potrebbe essere molto rischiosa. Al di là della validità del suo patentino preso online (non in regola con le norme Italiane e Internazionali) Clarence troverebbe anche non pochi ostacoli nello spogliatoio. Tra l’altro arriverebbe tra lo scetticismo generale della piazza milanista che non vorrebbe buttare un altro anno, c’è sete di vittorie e non verranno tollerati altri passi falsi. Tralasciando il passato da campione, Seedorf che siederebbe sulla panchina senza mai allenare, farà meglio di Allegri?


