Un capitano al bivio
Con la questione allenatore che tiene banco in casa Milan e campeggia su tutte le prime pagine dei giornali, passa in secondo piano quella relativa ai rinnovi dei calciatori in scadenza, argomento di primaria importanza nella costruzione della squadra del futuro.
Vero anche che prima c’è da capire chi sarà il tecnico del futuro, per concordare con questo su quali giocatori puntare ancora, nel frattempo è arrivato il riscatto di Christian Zapata, pedina inamovibile a giudicare dal girone di ritorno disputato e che farebbe comodo a qualsiasi allenatore, ed un rinnovo biennale (semplicemente perchè ha accettato di spalmare in due anni lo stipendio) per Daniele Bonera, jolly difensivo ormai da anni.
Restano in stand-by le altre situazione in bilico, su tutte quella del capitano rossonero, anima e gambe di questo Milan, Massimo Ambrosini. Il 23 è in attesa di capire quale possa essere il suo futuro, ha sempre ripetuto in questi mesi che non ha fretta, che si siederà a parlare con la società e valuterà il da farsi, mentre per lui sembra arrivino allettanti offerte da oltreoceano ed anche dall’Inghilterra, con il West Ham che farebbe di tutto per portarlo sulle rive del Tamigi.
La situazione è complicata da interpretare, compressa com’è fra valutazioni tecniche e sentimentali. L’apporto di Ambro, seppur a singhiozzi, visti i problemi fisici che irrimediabilmente si porta dietro, è sempre stato di alto profilo, un lottatore puro il capitano, dotato di doti importanti e di un attaccamento alla maglia più unico che raro. Ultimo baluardo della vecchia guardia insieme ad Abbiati, sulle sue spalle larghe ha pesato, e parecchio, il peso dello spogliatoio in una stagione complicata come quella che si è appena conclusa. Perderlo oggi avrebbe non pochi lati negativi, in particolar modo se ci dovesse essere un cambio in panchina, vista l’importanza di avere un uomo di tale spessore umano e capace di gestire le dinamiche interne.
La mediana merita innesti importanti, ha accolto alla grandissima il carisma di Montolivo, spesso investito dei gradi di capitano, di spazio per Ambrosini non ce ne sarebbe tantissimo, soprattutto se, come tutti si augurano, De Jong dovesse tornare più forte di prima, ma la sua presenza sarebbe fondamentale per il gruppo e la crescita di una squadra che non può fare affidamento su tantissimi giocatori d’esperienza.
Da capire quale sarà la sua scelta, con la convinzione che il diavolo proverà a tentarlo almeno per un altro anno, sta al capitano accettare un ruolo di chioccia più che di trascinatore in campo, oppure, come accaduto per altri suoi compagni (Rino Gattuso su tutti), cercare fortuna all’estero e togliersi qualche soddisfazione personale.


