Il rischio di tenere Robinho
Il mercato in entrata del diavolo, come arcinoto, è legato alle cessioni dei giocatori in esubero, con la necessità di fare cassa prima di poter investire per rinforzare la rosa a disposizione di Allegri. Gli uomini sul piede di partenza sono tanti, in primis chi non ha trovato spazio come Didac Vilà, Taiwo e Traorè, senza dimenticare Nocerino ed Emanuelson, poi chi non sembra più far parte del progetto e potrebbe essere sacrificato per creare quel tesoretto che permetterebbe di operare liberamente.
Da ascrivere a quest’ultima categoria c’è sicuramente Robinho, ormai con le valigie pronte da gennaio, destinazione Brasile, pronto a lasciare Milanello dopo tre stagioni fra alti e bassi. Al di là delle smentite di facciata, infatti, l’affare col Santos appariva scontato, almeno sino ad oggi ed a quelle indiscrezioni che sembrano allontanare “o rey da pedalada” dal ritorno nella squadra che l’ha lanciato.
Ad impedire la cessione del brasiliano vi sarebbero le pretese economiche delle parti, tanto quelle del Milan che per il giocatore pretenderebbe una cifra vicina ai 10 milioni, quanto quelle del giocatore voglioso di uno stipendio faraonico. Al Santos ci pensano, hanno necessità di regalare ai propri tifosi un colpo per curare almeno in parte la ferita della cessione di Neymar, ma non hanno alcuna intenzione di svenarsi per un ultratrentenne nella fase calante della sua carriera.
Il rischio che Robinho resti al Milan c’è, quindi, e si tratta di una situazione pericolosa per Galliani e soci, poiché si vedrebbero costretti a sacrificare altri prezzi pregiati della rosa del diavolo (su tutti Boateng, per il quale l’ad rossonero starebbe discutendo con il nuovo Monaco in versione Paperon dei Paperoni) ed a continuare a pagare uno stipendio altissimo al giocatore (il più alto dell’intera squadra, figlio della vecchia gestione).
Come se non bastasse, inoltre, ci si potrebbe trovare in squadra un calciatore scontento, l’ombra di quel Robinho che ha saputo incantare il mondo, un po’ come accaduto nella seconda parte della stagione appena conclusa, quando il ragazzo, rimasto in Italia a malincuore, sembrava tutt’altro che concentrato.
Insomma, salvo che le parti trovino un’intesa con un sacrificio di tutti, al diavolo ci sarebbe il rischio, quantomai concreto, di ritrovarsi con un giocatore svogliato, fuori dal progetto e strapagato, per di più dovendo rinunciare ad elementi che potrebbero risultare ben più utili se confermati.


