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Mazzarri ha detto basta alle pressioni, ma non lo si può rimproverare! Per Cavani non ci sono certezze: l'uruguayano ha capito una cosa fondamentale
martedì 21 maggio 2013, 14:00L'Editoriale
di Silver Mele
per Tuttonapoli.net

Mazzarri ha detto basta alle pressioni, ma non lo si può rimproverare! Per Cavani non ci sono certezze: l'uruguayano ha capito una cosa fondamentale

Silver Mele, giornalista di Radio Marte, emittente ufficiale della Ssc Napoli, e corrispondente da Napoli per Sportitalia. Opinionista al Processo di Biscardi su 7Gold.

La partita con la Roma sullo sfondo, appendice di una festa già ampiamente consumata dai cori e dalle goliardie del San Paolo. La testa di tutti è altrove, tra i tifosi più ancora che sul terreno di gioco. C'è Mazzarri che saluta Napoli dopo quattro anni di affermazioni e successi che solo chi non conosce l'ambiente azzurro può temerariamente provare a minimizzare. Coerente fino in fondo per aver accettato il rischio di non ripetersi perchè non è mistero che alla società Mazzarri aveva, nel tempo, chiesto di più: l'ultimo step, quello della consacrazione, lo garantisce il pedigree dei singoli calciatori e ottimizzare le risorse fino quasi ad inventare i campioni stavolta non può bastare. Così, agli albori di una nuova stagione, la più impegnativa perchè al Napoli i tifosi chiederanno lo scudetto e belle figure in Champions, il livornese ha detto basta, spossato dalle pressioni e stuzzicato dal blasone di nobili panchine che si liberano. Chi ha il Napoli nel cuore stenterà ad accettare  un ciclo che si interrompe sul più bello ma anche questo fa parte del gioco: di certo non può essere considerato un vile chi, caricandosi la quotidianità di Castelvolturno sulle spalle, tra le mille responsabilità, ha centrato tutti i traguardi, in primis quello di valorizzare il parco giocatori come pochi altri avrebbero saputo fare. D'altronde, perchè considerare vigliacco chi seppe guardare negli occhi i campioni d'Europa del Chelsea motivando come leoni gli Aronica e i Dossena? Si è trattato di un reciproco scambio d'amore e benefici quello che in quattro anni ha legato Mazzarri e il Napoli. Ora si volta pagina e la palla passa nelle mani di De Laurentiis. Il patron seppe rischiare quando diede il benservito a Marino e Donadoni per puntare su un'unica, vera guida. Oggi la scelta è altrettanto importante perchè c'è da consacrare il valore del Napoli a livello nazionale ed internazionale. E il presidente lo farà garantendo, come sempre, l'ordine dei conti ed una linea programmatica che a priori esclude follie. Con la stessa coerenza che lo porta ad urlare ai 50mila di Fuorigrotta la propria voglia di vittorie. Si sono salutati così Mazzarri e De Laurentiis, da uomini, senza giri di parole o rancori celati: è nel momento delle scelte, per difficili che siano, che viene fuori la personalità di ognuno. Il presidente, dal canto suo, sa bene che questo Napoli va potenziato, avendo velleità che oggi sono persino giustificate dal ranking dei club europei. Sotto dunque col nome del nuovo allenatore, poi con il futuro di Cavani che non è detto che sia altrove: il Matador ha capito che vincere a Napoli ha un gusto speciale e soprattutto che il presidente non pensa neppure lontanamente all'eventualità di fare sconti sulla clausola milionaria.