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L'allenatore delle missioni impossibili: dal Real al Chelsea, la storia di Rafa BenitezTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
giovedì 23 maggio 2013, 08:30In Primo piano
di Michele Bellame
per Tuttonapoli.net

L'allenatore delle missioni impossibili: dal Real al Chelsea, la storia di Rafa Benitez

Due campionati spagnoli, una Champions, due coppa Uefa, due supercoppe, una italiana e l'altra inglese; una coppa d'Inghilterra, un Mondiale per Club, una supercoppa europea, e sei titoli giovanili. Signore e signori: Rafa Benitez.

È tutto finito tra Mazzarri e il Napoli già da tempo, e il presidente De Laurentiis è all’opera per trovare l’allenatore giusto per la sua squadra. I nomi che sono stati fatti riempiono pagine di siti web e di giornali, ma da qualche giorno ce n'è uno che più di tutti balza agli onori delle cronache: si tratta di Rafa Benitez, spagnolo classe 1960, con il quale c’è stato qualche contatto con la società azzurra già prima della finale di Europa League contro il Benfica. Poi vinta dal Chelsea proprio da lui guidato.

VINCE COSI' - Benitez è un allenatore vincente ed è uno a cui piace parlare di calcio. Ha costruito squadre nelle quali i difensori erano capaci di attaccare e gli attaccanti di difendere. Utilizza un turnover rigido per tenere in considerazione tutti, mostrando allo stesso tempo disponibilità nel dimostrare i propri mezzi ai giocatori e severità verso chi potrebbe fare di più. Benitez ha messo su squadre vincenti quando con altri allenatori erano solo squadre con dei giovani promettenti. Non solo, è anche un allenatore capace di scovare talenti e portarli alla ribalta: uno degli esempi più lampanti è l’attaccante Miguel Mista, che è stato allenato da lui in numerose squadre: Castilla - la squadra riserve del Real Madrid - poi Tenerife e Valencia, nella quale ha vinto ben due titoli spagnoli.
Grazie alle sue esperienze ha una comprovata esperienza europea. Ha guidato squadre in Inghilterra, in Spagna e in Italia ed ha maturato la famosa mentalità europea, e vincente, di cui il Napoli necessiterebbe ora che si affaccia nuovamente alla Champions League. Champions che Benitez conosce bene: l’ha vinta con il Liverpool nel 2004 nella famosissima finale di Istanbul. E non solo questo: Benitez è Coppa Uefa col Valencia, Europa League col Chelsea e Mondiale per club con l’Inter. Dovunque è stato chiamato ad allenare ha fatto bene, anche con squadre ereditate. Vedi, ad esempio, Valencia e Liverpool, squadre alle quali è stata sì infondata una base solida e prospettivamente vincente, ma grazie all’allenatore spagnolo hanno fatto il famigerato salto di qualità. Hanno alzato l’asticella.

LE ORIGINI - Rafa Benitez è un prodotto della cantera del Real Madrid, giocava da centrocampista, ma un brutto infortunio al ginocchio lo costrinse a lasciare prematuramente a 26 anni. Quindi, iniziò a dedicarsi alla panchina: fa parte dello staff del Real nel 1986, anno in cui si ritira. Ha conseguito numerosi successi con le squadre giovanili delle Merengues, tra il 1986 e il 1991 ha vinto sei titoli: Castilla B, Real Madrid U19 B, Real Madrid U19 sono state le squadre con le quali ha avuto il primo approccio da allenatore. Non solo: il giovane Rafa, dopo aver conseguito il patentino negli States, è stato anche assistente allenatore della prima squadra del Real, affiancando, tra i tanti, Jorge Valdano e Vicente del Bosque.
Ha lasciato la casa del Real Madrid ed è stato contattato prima dal Valladolid e dall’Osasuna collezionando due esoneri consecutivi, poi viene chiamato dall’Extremadura sulla cui panchina colleziona una promozione in Primera Division, e poi una retrocessione. Un anno sabbatico, nel quale ha studiato tecnica e disciplina tattica, e poi la consacrazione a Tenerife, squadra con la quale ha raggiunto una promozione nella massima divisione spagnola giungendo terzo. L’anno dopo siede sulla panchina del Valencia, squadra che eredita da Claudio Ranieri: Benitez beneficia di elementi di grosso calibro, Gaizka Mendieta e Claudio Lopez su tutti, e anche grazie all’época dorada inaugurata dall’allenatore romano, al primo anno già vince un titolo spagnolo, poi un quinto posto, un secondo titolo spagnolo ed una Coppa Uefa. Da Valencia inizia l’ascesa verso il grande calcio.

EPOPEA REDS - Nel 2004 siede sulla panchina dei Reds. Arriva a Liverpool e trova una situazione simile a quella di Valencia: una squadra dotata di giovani promettenti ma anche di un notevole background formato da Steven Gerrard, Sami Hyypia e Dietmar Hamann. Giocatori dei quali non poté servirsi molto, perché alcuni di essi s’infortunarono, ciononostante Benitez riuscì a portare il Liverpool in finale di Champions League ed a poi conquistarla in finale contro il Milan. L’anno dopo vince una Supercoppa Europea. Nella stagione 2006/07 invece ritorna in finale di Champions ancora contro il Milan, stavolta perdendo. Benitez lascia i Reds a giugno del 2010: con il Liverpool ha raggiunto il numero maggiore di successi in panchina perché oltre ai trofei già citati ha anche vinto la FA Cup e la Community Shield.

DALL'INTER... - L’esperienza successiva è in Italia ed eredita stavolta la grande Inter del triplete nel 2010: grazie a Mourinho, i nerazzurri vinsero tutte le competizioni alle quali parteciparono in quella stagione. Un copione che si ripete quindi per Benitez: prima Valencia, poi Liverpool, ora l’Inter, sarebbe dovuto essere facile. Invece non andò bene, stranamente: vinse comunque una Supercoppa Italiana ed il Mondiale per Club, ma i contrasti con la società di Moratti erano evidenti, c’era ancora qualche giocatore che era troppo legato allo Special One, fatto sta che il rapporto si concluse prematuramente a dicembre dello stesso anno.

...AL CHELSEA - Due anni dopo viene chiamato dalla dirigenza dei Blues per prendere il posto di Roberto Di Matteo esonerato. Viene reso noto che il rapporto tra Benitez ed il Chelsea durerà fino alla fine della stagione 2012/13. Benitez non ha goduto del favore dei tifosi, ancora affezionati a Di Matteo, ex giocatore, uomo della società nonché allenatore che ha fatto conquistare al Chelsea la Champions League nella stagione precedente. Tant’è che non ottiene grossi risultati: per la prima volta nella storia, la detentrice del titolo esce già alla fase a gironi, e giungendo terza va a giocare l’Europa League. Perde anche la finale contro il Corinthians nel Mondiale per Club. Consolazione di una stagione non proprio favorevole, la vittoria dell’Europa League contro il Benfica.

NAPOLI PER RIVINCERE - Gli ingredienti per un buon matrimonio ci sono perché Benitez erediterebbe un Napoli non già vincente quanto Liverpool e Valencia, ma sicuramente con un'ottima base: una squadra complessivamente giovane, che può vivere altre stagioni ad alti livelli. Con Mazzarri, oltre alla Coppa Italia vinta l'anno scorso, gli azzurri hanno collezionato due posizionamenti in Champions e altrettanti in Europa League. Se consideriamo il periodo con Reja in panchina c'è stato un ulteriore posizionamento Uefa grazie all'Intertoto nel 2008. E se, ancora, teniamo conto dello young style promosso dal presidente, Benitez potrebbe essere non solo favorevole ma potrebbe anche portare dei giovani promettenti ad alti livelli. In definitiva, portare una squadra che è già vaccinata alle alte quote e che potrebbe finalmente andare oltre, portando gli azzurri alla concreta vittoria di un trofeo.