I cinque giorni sabbatici di Mazzarri
"Ora resterò fermo, dopo dodici anni ad alti livelli è giusto fermarsi qui". Con queste parole, dopo la gara con la Roma, domenica scorsa intorno alle 23.20, Walter Mazzarri annunciò il suo addio al Napoli. Che la sua volontà fosse quella di trasferirsi all'Inter ne avevamo parlato, su queste stesse pagine, da mesi - quando in molti lo accostavano invece alla Roma - e seppur la notizia fosse ormai scontata da giorni, l'ufficialità del suo approdo all'Inter ha lasciato non poca amarezza nella tifoseria napoletana. Non per l'aspetto tecnico che, con l'arrivo imminente di Rafa Benitez, sembra assolutamente entusiasmare la piazza, ma esclusivamente per la poca chiarezza del tecnico toscano. Altro che anno sabbatico, sono bastati cinque giorni per tornare in pista. Allora ci chiediamo: perchè fino all'ultima intervista ha dichiarato che non ha mai avuto contatti con nessun club? Perchè fino alla fine ha lasciato il dubbio che potesse restare? Un tira e molla che s'è prolungato per un'intera stagione, quando in Europa ci sono tanti esempi di tecnici che comunicano la loro volontà prima di finire la stagione. E lo stesso Benitez, addirittura sin dal suo arrivo, sapeva di lasciare a fine anno. Questo però non gli ha impedito di risollevare le sorti della squadra, che s'è qualificata per la Champions ed ha trionfato in Europa.
Delle decine di conferenze stampa a rimarcare i famosi "parametri" e la necessità di avere top-player e non giovani di belle speranze potremmo aprire altri capitoli. Anche perchè l'Inter sembra lontana anche dai parametri dei partenopei, per non parlare della disponibilità in sede di mercato e ripartirà da acquisti come Icardi, Botta, Laxalt, Andreolli. Non proprio stelle, almeno per ora, e che non ci sembra abbiano esperienza internazionale ed un palmares ricco di titoli. Così come non ci sembra, obiettivamente, che ci siano più stimoli nel risollevare una squadra dopo una stagione disastrosa, anzichè guidare per la seconda vola in Champions quella che poteva essere considerata una sua creatura. Se poi l'obiettivo è semplicemente quello di migliorare l'attuale nono posto, allora tutto appare più chiaro ed è semplicemente la volontà di intraprendere la strada più semplice... Ma questo è un altro discorso, che all'ambiente partenopeo a questo punto non deve interessare pù di tanto. Del lavoro immenso di Mazzarri ne abbiamo parlato quotidianamente, ma questo epilogo - e la relativa comunicazione - ha intaccato non poco la considerazione nei confronti del Mazzarri al di fuori del rettangolo verde. Di quel tecnico che sin dai primi giorni aveva fatto breccia nel cuore dei napoletani.


