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Aggressione a Ljajic: Rossi: "Non si è scusato", Delio merita un'altra chance

A smentire il giovane serbo ci pensa direttamente l'allenatore, che avrebbe ricevuto delle offese all'indirizzo della madre, da parte del suo ex giocatore
05.05.2012 20.00 di Redazione Tutto Napoli.net    per tuttonapoli.net   articolo letto 669 volte
Fonte: tmw
© foto di Federico De Luca

Adem Ljajic ha chiesto scusa a Delio Rossi. Anzi no. A smentire il giovane serbo ci pensa direttamente l'allenatore, che avrebbe ricevuto delle offese all'indirizzo della madre, da parte del suo ex giocatore. "Scuse? A chi? A me no, mai. Anzi", le parole dell'allenatore di Rimini a Il Giornale. "Dopo la partita con il Novara - racconta Rossi - entro nello spogliatoio e rimprovero la squadra: «ma razza di presuntuosi, come avete potuto buttare via una prestazione così?». Poi - continua il tecnico - vado da Ljaijc e gli dico: «non ti permettere più di dirmi le cose che hai detto e di comportarti come hai fatto». Lui ha tentato di venirmi contro. E ora leggo che il suo procuratore vorrebbe denunciarmi...". Queste le verità di Delio Rossi. Le verità di una persona che in poco tempo ha ricevuto critiche da ogni parte d'Italia. Secondo i più Rossi avrebbe dovuto fare ciò che ha fatto, ma dentro gli spogliatoi. No, non sarebbe stato un gesto spontaneo. Sarebbe stato un atto programmato, che non fa parte del personaggio. Uno che se ha da dirti qualcosa te la dice in faccia, senza troppi giri di parole. Delio lo ha fatto, ha pagato con l'esonero e forse più avanti, qualcuno, si ricorderà di Fiorentina-Novara del 2 maggio 2012, prima di ingaggiarlo.

E sarebbe un errore. Perché il curriculum di Rossi, lapsus di pochi secondi a parte, parla chiaro. Ricorda che ovunque sia andato ha lasciato il segno, nel cuore dell'ambiente e soprattutto in quello di quasi tutti i giocatori che ha allenato. Provate a chiedere a Cristian Ledesma oppure a Mauro Zàrate, che non è ancora riuscito a trovare un altro Delio Rossi, pronto a farlo crescere utilizzando bastone e carota, come è solito fare con i suoi ragazzi. O ancora ad Antonio Nocerino, esploso a vista d'occhio a Palermo sotto l'ala protettiva del Profeta di Rimini, fino a conquistare prima la Nazionale e poi il Milan.

A Salerno, a Lecce, alla Lazio, Delio ha insegnato calcio ed è entrato nel cuore di tutti. Palermo si è innamorata dei suoi modi di fare, dentro e fuori dal campo. E ancora oggi tutti i giocatori che lo hanno conosciuto ed apprezzato ne tessono le lodi.. Da chi ha giocato tutte le partite, a chi in campo c'è andato solo due volte. Perché prima dell'allenatore viene la persona. Una persona rispettata da tutti. Una persona che ha avuto trenta secondi di follia, perché gli hanno attaccato i suoi cari. Chi non avrebbe reagito? La platea era ampia, le telecamere da ogni parte del Franchi. L'episodio ha fatto rumore. Il mister ha esagerato, ma non va colpevolizzato più di tanto.
E poi c'è chi giura che negli spogliatoi delle squadre spesso accadono cose peggiori. Un esempio? Anno 1991, Lucchese-Ascoli, Bruno Giordano - allenato da Nedo Sonetti - ne sa qualcosa. E lì l'episodio era più leggero. Una sostituzione a pochi minuti dalla fine ha scatenato l'ira di Giordano, Sonetti negli spogliatoi s'è arrabbiato e ha reagito. Ma in quel caso il giocatore non aveva offeso i famigliari del suo allenatore. A proposito, Delio Rossi non ha alcun figlio disabile. Internet, se non controllato, può essere un mezzo pericoloso e divulgatore di false informazioni. Per fortuna c'è chi sa scegliere i canali giusti. Così come la società che il prossimo anno sceglierà Delio Rossi farà una scelta più che giusta. Non può essere un ragazzo di vent'anni, che per altro in questa stagione ha collezionato più voti negativi che consensi (al contrario di Rossi, perché prima viene l'uomo e poi all'allenatore), a rovinare la carriera di un professionista esemplare che di giovani sul campo ne ha cresciuti tanti e fatti diventare uomini. Tutti ancora oggi gli sono riconoscenti più che mai. Forse, un giorno, anche Adem Ljajic.


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