Donadoni sul futuro: "Non stravolgeremo la rosa. Ai tifosi chiedo di criticare, ma con costrutto"
Siamo ormai giunti all'ultima fatica stagionale ed è già tempo di parlare di calciomercato. Stuzzicato sull'argomento dai giornalisti presenti in sala stampa, Roberto Donadoni ha escluso una rivoluzione della rosa crociata, che dunque sarà solamente puntellata e non stravolta.
Hai detto che bisogna toccare i punti giusti per alzare l'asticella. Ovviamente tutto questo passa dal mercato, no?
"Chiaramente sì".
Preferisci non stravolgere la squadra per non dover ripartire dall'inizio oppure sei favorevole anche ad una piccola rivoluzione?
"L'intendimento non è assolutamente quello di stravolgere la rosa. Non ci sono differenti correnti di pensiero: ce n'è uno ed è ragionato. Non abbiamo nessuna fretta, ma quando avremo terminato i nostri ragionamenti, cercheremo di vagliare tutte le opportunità. Non vogliamo rincorrere nessuno in maniera specifica, ma guardarci attorno e poi fare le nostre scelte".
Nelle tue scelte tattiche, in quale reparto hai avuto il maggior numero di problemi?
"Direi che le positività e le negatività ci sono state in tutti i reparti. Ci sono margini di miglioramento, ma sicuramente nell'arco della stagione ho avuto delle risposte importanti che all'inizio non mi aspettavo. Valuteremo tutto con calma, razionalità. Non sbagliare in questo, significa garantirsi il futuro".
Il decimo posto è un ottimo risultato per il Parma, però a gennaio nella testa della società e dei giocatori forse ci aspettava qualcosa di più...
"La posizione al termine del girone d'andata era quella che era, non è che eravamo secondi in classifica. Al tempo stesso ci sono anche tutte quante le altre squadre, che hanno il loro ruolino di marcia. Non possiamo ragionare solo su noi stessi. Chiaramente abbiamo fatto più punti nel girone d'andata, e questo significa qualcosa e ci pone di fronte ad alcune valutazioni. Tuttavia non ragiono a livello matematico: non è che avendo fatto 29 punti al giro di boa, poi ne debba fare automaticamente altri 29 nel ritorno, sarebbe troppo facile. E' come darsi per spacciati a gennaio perchè la situazione di classifica è deficitaria: si retrocede a giugno, spesso ci sono delle grandi rimonte nella seconda parte di campionato. E' questo il bello del nostro mestiere. Bisogna saper dare un valore a quello che è stato fatto sia nella positività che nella negatività. Se avessimo fatto un finale di campionato come quello della passata stagione, sareste stati qui ad incensarci... Anche quando arrivano i risultati, ci sono sempre i margini per poter crescere. A volte si sente dire 'Questa sconfitta ci fa bene'. Io vorrei fare simili valutazioni anche quando si vince, non bisogna aspettare che le cose vadano male".
Che cosa non vorrebbe più vedere nella prossima stagione?
"Non dico che cosa non vorrei vedere, bensì cosa vorrei vedere. Mi piacerebbe vedere a 360 gradi una grande unione d'intenti da parte di tutti: allenatore, giocatori, dirigenti, società, tifosi, stampa. Ciò non vuol dire accettare sempre tutto, ma essere estremamente critici, ma con critiche costruttive. E' questo quello che mi piacerebbe sentire anche a livello epidermico soprattutto dalla nostra gente".


